La Summer League può sempre regalare sorprese ed emozioni. Ma, soprattutto, è un'importante vetrina per tutti i giovani talenti che stanno per entrare nel mondo della NBA.
Molti dei campioni del domani si sono affrontati nel primo torneo estivo, conclusosi ieri con la vittoria dei Chicago Bulls sui Minnesota Timberwolves. In maniera rocambolesca ed esaltante.
I canonici 48 minuti, infatti, non sono bastati. Entrambe le squadre ci hanno provato, ma nessuno è riuscito a evitare l'overtime. Tyus Jones, con una super tripla "curryana" a pochi secondi dalla sirena aveva scritto il 77-74 apparentemente definitivo.
Ecco: apparentemente. Dopo il time-out, Denzel Valentine, prima scelta dei Bulls, non ha tremato e si è preso in scioltezza la bomba del pareggio che ha mandato il match al supplementare.
Finita qui? Macchè. All'OT si ripete la storia. Minnesota, sotto 79-82, trova la parità grazie a una tripla di tabella baciata dagli dei scagliata da Xavier Silas. Coraggio, e tanta fortuna.
Ma dall'altra parte c'è sempre Valentine, e 13 seondi bastano e avanzano. Il #45 si prende il possesso, attacca il centro dell'area, pianta il perno in precario equilibrio, si inventa un giro sul piede da ballerino russo e disegna la parabolona che si spegna nella rete. 84-82: vince Chicago; Denzel è clutch!!
Tutti noi la conosciamo come la prima donna a sedersi su una panchina NBA e
come una ex grande cestista. Ma Becky Hammon è stata molto di più:
campionessa in America, dentro e fuori dal campo, ma anche 'giramondo' capace
di vincere una medaglia olimpica con la Nazionale russa.
Riviviamo, in 10 momenti, la sua straordinaria carriera.
Alla fine hanno vinto gli Spurs. No, non quelli dei
Parker-Ginobili-Duncan-Leonard e compagnia cantante, ma quelli di Simmons e
Anderson. Soprattutto, quelli di Becky Hammon. Pop le ha dato fiducia, lei lo ha ripagato.
PHOENIX SUNS – SAN ATONIO SPURS 90-93 Phoenix: James 32. Rimbalzi: Len 13. Assist: James 4. San Antonio: Simmons 23. Rimbalzi: Davies 8. Assist: Anderson 4.
Ci si aspettava un duello all’ultimo canestro tra Warren e
Booker da una parte e Anderson dall’altra. E invece, si sono presi i riflettori
Mike James e Jonathan Simmons.
La guardia dei Suns si è tenuta il meglio per la finale: 32
punti, 8 rimbalzi, 4 assist, 3 palle rubate e 1 stoppata, tirando con 10/18 dal
campo e 3/6 dall’arco. Partita pazzesca.
Mentre Booker (10 punti) e Warren (17)
faticavano a ritrovare la verve delle scorse partite, il prodotto di Lamar, che
l’NBA non l’ha mai nemmeno sfiorata (l’ultima stagione nel Baskonia), si è
caricato sulle spalle i compagni e ha dato tutto.
Il problema, non da poco, è che si è trovato di fronte una
San Antonio organizzata, ordinata e ben messa in campo da coach Hammon.
Kyle Anderson,
che è cestista intelligente, ha pensato più alla squadra che a se stesso. Ha
segnato ‘solo’ 15 punti, ma ha preso 7 rimbalzi, distribuito 4 assist e dettato
i tempi del gioco. Oltre a difendere forte. Ha avuto il piglio del leader, e
non è da tutti.
A gonfiare la retina ci hanno pensato Treveon Graham e
Jonathan Simmons.
Graham, guardia da Virginia che nessuno ha voluto all’ultimo
draft, ha tirato 7/11 dal campo e 3/4 da tre, totalizzando 22 punti. Anche tre
palle rubate. Chissà che qualcuno non voglia dargli una chance per la prossima
stagione.
IL MIGLIORE della finale, però, è stato Jonathan Simmons.
Mike James, forse, ha fatto meglio, ma è buona etichetta
dare la palma a un rappresentante della formazione vincitrice.
Non è partito in quintetto, ma non è una novità. In tutti e
sette i match di questa SL, è uscito dalla panca. Il che non sembra averlo ‘toccato’
più di tanto. Ha chiuso la kermesse con 17 punti, 4 rimbalzi e 3 assist di
media in poco meno di 25 minuti a partita. Insomma, essere nello starting five,
alla fin fine, serve giusto per le statistiche.
Ieri, in 24 minuti, 23 punti, 3 rimbalzi, 3 assist e 2 palle
rubate, con il 50% al tiro (7/14). Ha energia da vendere, fisicità invidiabile
e un’insaziabile voglia di volare sopra il ferro. Ha regalato un highlight dietro
l’altro: inchiodate in transizione, alley-oop e tutto il solito repertorio.
Il titolo di MVP della finale è suo. Giustamente. E’ texano
(di Houston), ha 26 anni e ha passato le ultime stagioni a fare su e giù tra
D-League e NBA, tra Austin Toros e Spurs. Non penso che questa SL gli possa regalare
spazio nelle rotazioni di Pop. Ma un po’ più di considerazione,
forse…
Tutti pronti per vivere l’ultimo atto della Summer League
2015.
Ieri si sono giocate le semifinali. Ecco come sono andate:
ATLANTA HAWKS – SAN ANTONIO SPURS 68-75 Atlanta: Patterson 16. Rimbalzi: Muscala 8. Assist: Bellas 4. San Antonio: Anderson 22. Rimbalzi: Anderson 8. Assist: Davies 2.
PHOENIX SUNS – NEW ORLEANS PELICANS 93-87 Phoenix: Booker 31. Rimbalzi: Booker 9. Assist: James 6.
New Orleans: Dejean-Jones 25. Rimbalzi: Birch 10. Assist:
Drew II 8.
Dunque se la giocheranno Spurs e Suns.
Phoenix ha avuto la meglio dei Pelicans, tornati su ritmi
umani dopo una serie di match di altissimo livello. Curry ha comunque sfondato
quota 20 punti (21), Dejean-Jones si è confermato un attaccante di spessore (25
punti con 4/5 da tre) e Birch ha fatto il suo nel pitturato: 10 rimbalzi e 3
stoppate.
Ma non è bastato. I Suns hanno dato l’accelerata giusta,
nonostante la serata no di T.J. Warren: solo 2 punti in 20 minuti.
I riflettori della sfida se li è presi IL MIGLIORE di giornata, Devin
Booker.
Il prodotto di Kentucky
ha infilato un’altra prestazione da stella. Tabellino da incorniciare e
appendere sopra il camino (in attesa di qualcosa di ancora migliore): 31 punti,
9 rimbalzi, 2 assist, 10/17 dal campo, 5/9 da tre e 6/7 dalla lunetta.
Che fosse un talento non c’erano dubbi, ma che riuscisse a fare subito la
differenza (anche se stiamo parlando di SL), forse, non erano in molti ad
aspettarselo.
Stasera si troverà di
fronte Kyle Anderson, fresco di nomina di MVP di questa Summer League. L’ala
degli Spurs, in effetti, ha collezionato una serie di partite degne di nota
(media di 22 punti, 5.8 rimbalzi, 1.5 assist e 1.3
palle rubate).
E’ da giorni, ormai,
che si parla dei suoi canestri, della sua intelligenza cestistica e delle doti
da difensore. Ormai ha convinto anche gli ultimi scettici di poter essere un
fattore anche nelle rotazioni di Popovich.
Ieri, in 29 minut,
22 punti, 8 rimbalzi, 2 palle rubate e 1 stoppata. Con 8/17 dal campo e 1/2 da
tre. Pochi fronzoli, tanta sostanza. In pieno stile Spurs.
GOLDEN STATE WARRIORS - NEW ORLEANS PELICANS 91-100 Golden State: Sutton 23. Rimbalzi: Looney 11. Assist: Craft 4.
New Orleans: Curry 24. Rimbalzi: Birch 12. Assist: Drew II
7.
Chissà che avrà pensato Steph Curry vedendo il fratello
abbattersi sui suoi Warriors. Sarà stato contento, ne sono quasi certo. Seth
sta vivendo una Summer League da sogno che, quasi certamente, lo porterà a
firmare un contratto NBA.
Ieri l’ennesima prestazione maiuscola. Nella vittoria dei Pelicans,
lanciatissimi e ‘affascinanti’, su Golden State, 24 punti, 7 rimbalzi, 5 assist
e 4 palle rubate in 34 minuti. Ormai abbiamo imparato a conoscerlo, quindi non
ci sorprendiamo delle percentuali scarsine: 6/17 dal campo e 1/3 da tre.
Con Edwin (19 punti) e Rudd (22) ha trascinato la squadra
offensivamente. In difesa, invece, ci ha pensato Khem Burch (ultima stagione in
Turchia): centro da 8 punti, 12 rimbalzi e 6 stoppate in 30 minuti.
Performances che rischiano di oscurare quelle di Dominique
Sutton (ala 29enne che non ha mai messo piede in NBA), 23 punti e 7 rimbalzi, e
Kevon Looney, trentesima scelta assoluta dell’ultimo draft che ha chiuso con 13
punti, 11 rimbalzi e 3 assist.
Altra buonissima serata per Kyle Anderson degli Spurs, che
sigla 21 punti e 5 rimbalzi. I riflettori, però, se li prende il compagno
Shannon Scott, che tramuta in memorabile una partita innocua realizzando il
buzzer beater che stende i Celtics.
Meno suspance nell’incrocio tra Dallas e Atlanta. Vincono
gli Hawks, trascinati da un Glenn Robinson III che ha deciso di mettere sul
parquet tutta la ‘pesantezza’ del suo nome: 23 punti, con 9/12 dal campo e 3/4
da tre.
E pensare che i Mavs hanno mandato in doppia cifra quattro
quinti dello starting five. 17 punti e 9 rimbalzi per Dwight Powell, che in
regular season ha faticato da matti, ma in questa SL si sta prendendo qualche
bella soddisfazione; 23 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e 3 palle rubate per Justin Anderson, prodotto di Virginia che sta vivendo un’estate di assoluto livello. La partenza
di Ellis ha lasciato un bel buco nelle rotazioni di Carlisle, e pensare che
Anderson possa sostituirlo con gli stessi risultati è quanto meno azzardato. Il
talento, però, c’è. E i segnali positivi pure. La 21esima chiamata dell’ultimo
draft potrebbe sorprendere.
La scelta dopo Anderson, la 22esima, fu spesa dai Bulls per
Bobby Portis. Un affare. Almeno giudicando da quanto di buono sta facendo l’ex
Razorback. Anche ieri, nella gara con i Suns, tabellino solidissimo e onori
della cronaca: 25 punti, 15 rimbalzi e 2 stoppate, con 8/18 dal campo e un preziosissimo
(in ottica futura) 9/9 dalla lunetta.
Non è bastato ai Bulls, anche perché si sono dovuti
scontrare con IL MIGLIORE di giornata: T.J. Warren dei Phoenix Suns.
Aveva sfiorato "l’ambitissimo riconoscimento" due giorni fa,
con i 23 punti, 4 assist e 3 stoppate contro i Bucks. Ma McDermott
aveva fatto meglio.
Ci ha riprovato ieri e, buon per lui,
ci è riuscito. Sono bastati, si fa per dire, 31 punti, con 6 rimbalzi e una
stoppata. Il tutto in 33 minuti di gioco, tirando 13/23.
Acuto offensivo che, come suo solito,
ha accompagnato con un’ottima figura in difesa.
Lo chiamano ‘Consolation Day’ perchè le squadre che sono già fuori
da torneo si concedono un’ultima passerella. D’altronde, lo scopo della
Summer League è proprio quello di dare spazio ai giovani talenti. Vincere o
perdere, poco importa.
Risultati:
PHILADELPHIA 76ers – HOUSTON ROCKETS 100-96
Philadelphia: Sampson 24. Rimbalzi: Hunter 11. Assist:
Jackson 7. Houston: Harrell 24. Rimbalzi: Williams 21. Assist: Henry 4.
SACRAMENTO KINGS – MIAMI HEAT 73-68 dot Sacramento: Liggins 14. Rimbalzi: Moreland 10. Assist: Stone e Stockton 5.
Thanasis ha voluto fare bella figura davanti agli occhi del
fratello Giannis. Il più grande degli Antetokounmpo, che veste la maglia dei Knicks,
perlomeno in questa Summer League, ha, finalmente, azzeccato la serata: 17
punti e tabellino ‘sporcato’ in ogni statistica, con un clamoroso 7/7 dal
campo. Peccato che, per ora, sia stata la sua prima e unica prestazione degna
di nota. Gli basterà per strappare un contratto? Bah…
Nel frattempo, ha comunque aiutato New York ad agguantare la
vittoria contro i Bucks di un Rashad Vaughn che, fresco di firma, è stato il
migliore dei suoi con 20 punti, 3 rimbalzi e 2 assist.
Della sfida tra Sixers e Heat, rimarranno le giocate di
Sampson, Harrell, Johson e Williams.
JaKarr Sampson, sophomore di Philly, ha chiuso con 24 punti
e 6 rimbalzi, rimediando a una SL arida di soddisfazioni.
Houston ha perso, ma ha mandato ben tre uomini oltre i 20 punti. Montrezl
Harrell, rookie da Louisville, è stato il top scorer con 24 punti. Per lui,
doppia cifra anche nei rimbalzi: 12. Meglio ha fatto Alan Williams, centrone da
Santa Barbara, andato undrafted, che ne ha catturati 21, aggiungendoci pure 22
punti.
Il terzo ventello (20 esatti) è quello di Jaron Johnson, guardia da Louisiana
Tech che si è fatta un po’ di D-League.
In generale, si può dire sia stata la giornata dei
‘finalmente’. Finalmente Thanasis, ma, soprattutto, finalmente D’Angelo
Russell.
Il prodotto di Ohio State, inguardabile sino a ieri, ha tirato fuori
un po’ del suo immenso talento. Contro i Jazz di un più che positivo Trey
Lyles, 20 punti e 9 rimbalzi con 4/7 da tre (mi piace un sacco), la seconda
scelta assoluta dei Lakers ha ritrovato la via del canestro: 21 punti e 4
rimbalzi. Ha tirato col 50% (10/20), e ci può anche stare, ma ha perso tre
palloni e distribuito solo un assist. Ulteriore conferma di come sia una
guardia pura. La regia non può essere il suo punto forte.
Un ‘finalmente’ grossissimo anche per IL MIGLIORE di
giornata: Kelly Oubre Jr. dei Washington Wizards (se l’è giocata sino
all’ultimo con Williams dei Rockets).
Nella sfida con i Nuggets di un Pecherov (sì, proprio lui)
da 21 punti e 8 rimbalzi in 20 minuti, l’ala da Kansas ha spazzato via un po’
di nuvole. Si presentava al ‘Consolation Day’ con statistiche al tiro
disastrose e prestazioni che, nonostante la costante doppia cifra realizzativa,
avevano fatto storcere più di un naso.
Ieri, invece, l’acuto: 30 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 1
stoppata in 33 minuti di gioco, con 9/14 dal campo e un eccellente 5/7 dall’arco.
Finalmente, quell’atletismo e quella fluidità che gli hanno permesso di essere
la quindicesima scelta assoluta del draft. Un’ala che ha quelle movenze e, allo
stesso tempo, quel fisico, può diventare un’arma fondamentale. Il mismatch è
quasi sempre assicurato.
T.J. Warren aveva dato qualche ‘segnale di vita’ già nel
finale del suo anno da rookie. Da febbraio in poi, ha messo a referto 8 punti a
partita, e il trend positivo si è trascinato sino a questa Summer League. Ieri,
nella larga vittoria contro i Bucks, 23 punti, 4 assist e 3 stoppate in 34
minuti. A tutto campo, attaccando con facilità il canestro e difendendo da
specialista.
Sa difendere bene anche Kyle Anderson, che ha confermato le
buone sensazioni della sfida con Portland di due giorni fa (19 punti). In soli 28
minuti, ha piazzato 25 punti, 8 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate e una palla
rubata. Tabellino coloratissimo, a ulteriore testimonianza di come l’ala degli
Spurs possa essere un’arma preziosissima per Gregg Popovich.
Lo aspetta un anno importante. Lo aspetta l’anno del
rilancio.
Stesso film anche per Noah Vonleh, che in questa SL sta
giganteggiando. Contro i Celtics di ottimo Rozier e di uno Smart che è uscito
dal campo con la mano malconcia, ha tirato ancora una volta molto bene (6/9 dal
campo e 3/3 ai liberi), realizzando 18 punti e catturando 8 rimbalzi.
Cifre simili a quelle di McAdoo, 16+9, che ha steso, con i
suoi Warriors, gli inguardabili Knicks. New York si è fermata a 54 punti,
abbandonando il torneo con tanti musi lunghi. Porzingis, 12 punti e 4 rimbalzi,
ha ribadito di aver movimenti da esterno pur essendo un 7 piedi, ma ha
'spadellato': 3/10 dal campo e 1/3 al tiro. Non riesce a imporsi. Gli servirà
tempo. Io ci credo.
'Calma' è la parola d’ordine anche per i Wizards e Kelly Oubre
Jr. L’ala da Kansas ha infilato la terza partita consecutiva con percentuali da
incubo: 4/11 contro Dallas, 3/11 contro Utah e, infine, 4/13 contro i Pelicans.
Quei Pelicans che non smettono di stupire. Propongono,
forse, il gioco più bello, mandando ben cinque uomini in doppia cifra. Spiccano
i 26 punti di un Seth Curry ancora in ‘formato Steph’. Tira, tanto
(12/21), e interpreta alla perfezione la filosofia di Gentry. Fino all’ultimo è
stato il lizza per la palma di MVP della giornata.
Se l’è giocata con Justin
Dentmon della D-League Selection. L’ex Olimpia Milano (fugace passaggio nel
2012) è stato il top-scorer di ieri con ben 31 punti, figli di un ottimo 8/13
dal campo e 6/10 da tre.
IL MIGLIORE, però, è stato Doug McDermott dei Bulls.
Dopo una stagione da rookie passata a scaldare la panca,
l’ala da Creighton si sta togliendo qualche bella soddisfazione. Chicago gli ha
messo in mano le redini della squadra e lui sta rispondendo per le rime. In
questa SL viaggia a oltre 18 punti di media e a quasi il 50% dal campo.
Nella vittoria contro Toronto, 28 punti e 8 rimbalzi,
tirando 11/25.
PORTLAND TRAIL BLAZERS – SAN ANTONIO SPURS 75-79 Portland: Vonleh 20. Rimbalzi: Vonleh 8. Assist: Frazier 8. San Antonio: Anderson 19. Rimbalzi: Eddie 5. Assist: Davis 2.
WASHINGTON WIZARDS – DALLAS MAVERICKS 85-79
Washington: Famous 16. Rimbalzi: Famous 9. Assist: Machado
5. Dallas: Powell 18. Rimbalzi: Tyler 10. Assist: Pangos 3.
BROOKLYN NETS – CHICAGO BULLS 87-86 Brooklyn: Boatright 21. Rimbalzi: Hollis-Jefferson 6. Assist; Brown 4.
NEW YORK KNICKS – PHILADELPHIA 76ers 84-81 dot New York: Ndour 23. Rimbalzi: Ndour 6. Assist: Grant 5. Philadelphia: Wilbekin 26. Rimbalzi: Kazemi 8. Assist: McConnell e Jackson 5.
PHOENIX SUNS – UTAH JAZZ 91-82 Phoenix: Booker 18. Rimbalzi: Len 14. Assist: Booker 2.
Utah: Cotton 13. Rimbalzi: Johnson 9. Assist: Cotton 6.
Porzingis e Okafor, uno di fronte all’altro. Come è andata?
Beh, hanno vinto i Knicks dopo un overtime. Concentrandoci solo sul duello, potremmo
dire che ci ha spiegato perché il lettone può essere un’arma interessante.
Gioca lontano da canestro nonostante l’altezza, portando i lunghi avversari a
chilometri dal pitturato. E così è successo anche ieri, con Okafor costretto a
seguirlo ben lontano dalla sua ‘zona di competenza’. Ha tiro, movimenti
clamorosi e ottime doti da passatore.
Rovescio della medaglia: più ci si avvicina alle plance e più fatica, non tanto per mancanza di
talento specifico, ma per tonnellaggio. Normale che sia così. Lì vince Jahlil.
Perché è più potente, oltre che tecnico e determinato.
Fermandoci alle cifre, Porzingis ha chiuso con soli 9 punti
(3/5 dal campo), 3 rimbalzi, 3 assist e 3 stoppate in 21 minuti di gioco (anche
7 falli personali: aspetto su cui deve lavorare molto). Okafor, invece, ha
segnato 18 punti, ma con un brutto 8/18 al tiro, e preso 6 rimbalzi in 30
minuti.
Knicks-Sixers, però, è stata vetrina anche per Maurice Ndour,
ala da Ohio che ha piazzato lì una prestazioncina da 23 punti e 6 rimbalzi (10/15 al tiro in 28 minuti) e Scottie Wilbekin, top scorer del match con 26 punti (6/8 da tre) che fu undrafted nel 2014. Gli basterà per strappare un contratto?
Contratto che ha già Kyle Anderson, ala dei San Antonio
Spurs. Nel suo anno da rookie ha faticato, e non poco, ma Popovich ha deciso di
puntare su di lui. Sarà una delle alternative (ci sia aspetta qualche nuova
aggiunta) a Danny Green.
In stagione ha giocato solo 33 partite, con numeri che ne fotografano il ruolo
da ‘comparsa’. Ma sa che il 2015-2016 potrebbe dargli l’occasione della svolta.
Si sta preparando al meglio, e in questa SL sta rispolverando il suo talento:
duttile, atletico, rapido e difensore più che discreto.
Ieri, contro Portland, 19 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 stoppate.
Prima di annunciare il migliore di giornata, un po’ di
meritate menzioni: Ryan Boatright di Brooklyn (21 punti), Bobby Portis (doppia
doppia sfiorata con 9 punti e 10 rimbalzi) e McDermott (19 punti) di Chicago,
le ennesime ottime performances di Famous di Washington (16+9) e Whittington di
Miami (18+8). Infine, il duo Booker-Len di Phoenix. Il prodotto di Kentucky ha
chiuso con 18 punti, 6 rimbalzi e 2 assist, mentre il lungo con 8 punti ma ben
14 rimbalzi.
IL MIGLIORE, però, è stato Noah Vonleh dei Trail Blazers.
Il nuovo acquisto di Portland ha strappato un bel sorriso
alla franchigia dell’Oregon, che su di lui ha puntato per non sentire la
mancanza di Aldridge. L’ex Hornets ha chiuso il match con gli Spurs mettendo a
referto 20 punti e 8 rimbalzi, con un buonissimo 6/10 dal campo (1/2 dall’arco
e 7/8 ai liberi), confermando le buone cose mostrate contro i Mavs domenica (13
punti e 7 rimbalzi).
E’ un talento che a Charlotte non è mai esploso. Nella ‘Rip
City’ dovrà giocarsi il posto con Ed Davis e Mason Plumlee, ma i segnali sono
più che incoraggianti.
La cura Alvin Gentry sembra funzionare. E’
vero, è la Summer League e tutto va preso con le molle, ma New Orleans sta
giocando un basket nuovo (per lei), fresco e dinamico. La filosofia in salsa
Golden State sta entrando sotto pelle anche ai giocatori dei Pelicans. Passaggi e
tiri rapidi ma ben congeniati, transizioni veloci e movimento continuo. I
giovanotti della SL ci sguazzano, pur non essendo dei fenomeni. Seth Curry, che
stavolta si è fermato a ‘soli’ 20 punti, ha lasciato gli onori a Bryce
Dejean-Jones, ala da Iowa State che ha chiuso con 26 punti (4/7 da tre), e
Larry Drew II, che di punti ne ha segnati 8, ma ha distribuito ben 16 assist,
rubando anche 5 palloni.
Continua a riempire la casella dei punti anche Glen Rice Jr.
(che dal padre ha ereditato poco o nulla), guardia degli Houston Rockets. Il
prodotto di Georgia Tech, scelto al draft 2013 ma attualmente in D-League, è
stato il top-scorer di giornata con i suoi 28 punti contro i Raptors. Canadesi
che, tra l’altro, hanno comunque vinto, grazie, anche ai 19 punti di Norman
Powell e ai 13 rimbalzi del brasiliano Lucas Nogueira.
Piccolo focus sulle osservatissime prime scelte dell’ultimo
draft. La sfida tra Lakers e Knicks ha messo di fronte Porzingis e Russell. Il
lettone ha fatto meglio. Anzi, meno peggio: 9 punti e 3 rimbalzi in 18 minuti,
con 3/5 al tiro. Ha avuto più spazio Russell, 22 minuti, ma è riuscito a
mettere a referto solo 8 punti e 3 rimbalzi, perdendo ben 8 palloni.
Mudiay si è confermato: 10 punti e 8 rimbalzi. Non sono le
cifre di due giorni fa, ma le indicazioni sono buone (tra gli Heat, suoi avversari di serata, finalmente bene Shabazz Napier).
Come quelle riguardanti Karl-Anthony Towns. L’ex Wildcats ha
infilato l’ennesima doppia doppia, 14 punti e 10 rimbalzi, ma ha tirato male da
ogni distanza: 4/15 dal campo e 0/2 da tre.
Percentuali basse anche per Trey Lyles, che proprio KAT si è
trovato di fronte. Il lungo dei Jazz non ha risentito della presenza dell’ex
compagno di college: 13 punti, 9 rimbalzi e 2 assist, ma con un orrendo 5/14
(1/3 dall’arco).
IL MIGLIORE dei futuri rookie, e anche di giornata, è stato
Willie Cauley-Stein dei Sacramento Kings.
Non ha un tabellino ricco come quello di altri, ma la sua
prestazione da 13 punti, 8 rimbalzi e 5 stoppate merita di essere sottolineata.
Ha tirato con il 50% (5/10) e ha segnato tutti i tre liberi tentati. Ha
confermato di essere quel centro atletico e difensivo che può funzionare
perfettamente come cambio di DeMarcus Cousins.
Madre Natura gli ha regalato braccia infinite e tempismo per diventare un rim
protector di assoluto valore. In più, come aveva già fatto intravedere a
Kentucky, ha la corsa e l’agilità per tenere anche giocatori più piccoli e
rapidi.
MILWAUKEE BUCKS – SAN ANTONIO SPURS 74-89 Milwaukee: Vaughn 11. Rimbalzi: Eric 9. Assist: Vaughn 4. San Antonio: Anderson 22. Rimbalzi: Scott 7. Assist: Scott 7.
Probabilmente quelli della D-League Selection giocano con
ancor più fame degli altri. Essere al ‘piano inferiore’ non piace a
nessuno. Ma questo non giustifica ciò che si è visto ieri sul parquet di Las
Vegas. Hasheem Thabeet - sì, proprio la sciagurata seconda scelta assoluta dei
Grizzlies al draft 2009 - non solo si è fatto cacciare per un doppio tecnico, ma
si è pure messo a lanciare sedie nello spogliatoio.
Nella gara persa con i Wizards, ha fatto una magra figura
anche Taylor Griffin, il fratello maggiore di Blake: solo 2 punti e 2 rimbalzi
in 18 minuti di gioco, pur partendo in quintetto.
Tra i Wizards, invece, ha brillato Jarrid Famous, uno di
quelli con la valigia sempre pronta. Da quando è diventato ‘pro’, nel 2011, non
ha fatto altro che cambiare squadra. Non è ancora arrivata, però, la chiamata
dall’NBA. Ieri, 21 punti, 10 rimbalzi e 3 palle rubate, con un ottimo 5/7 dal
campo.
Ulteriore prova di come, per fare bella figura in
SL, bastino un po’ di confidenza con il parquet e di scarpe consumate.
Lo dimostrano le serate da protagonisti di molti atleti che
nella Lega giocano, ma ancora faticano. Anderson ne ha messi 22 nella sfida
vinta dai suoi Spurs sui Bucks, Crabbe e Powell hanno segnato, rispettivamente, 24
e 25 punti nell’incrocio tra Portland e Dallas.
Marcus Smart, un altro che ha già saggiato l’NBA (con ottimi
risultati), questa notte è rimasto a riposo. Ha lasciato spazio a Terry Rozier, suo 'vice' e sedicesima scelta assoluta dei Celtics. Il prodotto di Louisville si è preso
il quintetto e ha guidato Boston al successo sui 76ers (Okafor a riposo) con 22
punti e 5 assist, tirando con 4/9 dal campo e 2/3 dall’arco. Ha confermato di
essere uno che si butta nella mischia senza problemi. Penetra e punta il
canestro dritto per dritto. Il che lo porta a guadagnarsi una marea di liberi:
ieri, 12/13.
IL MIGLIORE di giornata è stato, però, Emmanuel Mudiay dei
Nuggets.
La settima scelta assoluta del draft ha dimostrato di poter
essere una point guard completa: punti e aggressività offensiva, ma anche
visione di gioco e solidità difensiva. Queste le parole di Mich Nori, il coach
di Denver in questa SL: “Una cosa su Emmanuel: se stai pronto per il tiro o
attacchi il canestro, lui ti troverà” (Bleacher Report).
Il suo tabellino dice 19 punti (7/15 dal campo e 1/5 da
tre), 10 assist, 3 rimbalzi e 3 palle rubate. Purtroppo, anche 6 palle perse. Ma
va detto che è stato in campo più di 35 minuti.
“Voglio solo dimostrare un’attitudine vincente” ha dichiarato
il congolese (sempre Bleacher Report).
Portland: Crabbe 15. Rimbalzi: Thomas 10. Assist: Frazer 8.
LOS ANGELES LAKERS – PHILADELPHIA 76ers 68-60 Los Angeles: Clakson 19. Rimbalzi: Russell 8. Assist: Russell 3. Philadelphia: Okafor 19. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Okafor 3.
WASHINGTON WIZARDS – PHOENIX SUNS 77-86 Washington: Oubre J. 20. Rimbalzi: Famous 10. Machado 4. Phoenix: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.
Mentre Towns chiude sotto la doppia cifra in ogni
statistica, Bobby Portis ricorda a tutti perché i Bulls hanno deciso di puntare
su di lui: tiro, solidità e sfrontatezza. Nella sfida ai Wolves, tra le cui
fila spiccano i 20 di LaVine, il prodotto di Arkansas ha messo a referto 23
punti, con 9/14 al tiro e 3/4 dalla lunga. Il faccia a faccia con la prima
scelta assoluta non l’ha per nulla intimorito. Anzi, l’ha esaltato. Non male
per la chiamata numero 22.
A proposito di self confidence. Seth ha deciso che il ‘Curry
dell’estate’ sarà lui. Due giorni fa, 30 punti in 30 minuti; ieri, 25 punti, 7
rimbalzi e 5 palle ribate in 32 minuti. Con la solita marea di tiri presi: ben
23 (9/23 dal campo e 1/9 da tre).
Meno roboante, ma comunque incoraggiante, l’esordio di
Kristaps Porzingis. Il lettone ha giocato poco, solo 18 minuti, ma è riuscito a
strappare un mezzo sorriso allo staff dei Knicks. Nella vittoria sugli Spurs,
la quarta scelta assoluta del draft ha siglato 12 punti, 5 rimbalzi e 3 assist.
IL MIGLIORE di giornata è stato chi del draft è stato la
terza di scelta: Jahlil Okafor.
Il prodotto di Duke ha scelto la gara con i Lakers (dente
avvelenato?) per piazzare il primo acuto importante: 19 punti (6/14 dal campo),
11 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate.
Alla fine hanno vinto i californiani, ma JK
ha spazzato via ogni dubbio sulla sua consistenza. E alla luce della brutta
notizia su Embiid (per chi no lo sapesse, salterà anche la prossima stagione), tutto assumeun sapore ancora più dolce.
LOS ANGELES CLIPPERS – OKLAHOMA CITY THUNDER 100-101 d2ot
DETROIT PISTONS – MIAMI HEAT 68-91
MEMPHIS GRIZZLIES – ORLANDO MAGIC WHITE 75-73 d2ot
INDIANA PACERS – ORLANDO MAGIC BLUES 74-98
BROOKLYN NETS – CHARLOTTE HORNETS 73-82
A Las Vegas:
MILWAUKEE BUCKS – NEW ORLEANS PELICANS 89-101
SACRAMENTO KINGS – TORONTO RAPTORS 68-90
ATLANTA HAWKS – DENVER NUGGETS 71-86
MINNESOTA TIMBERWOLVES – LOS ANGELES LAKERS 81-68
D-LEAGUE SELECT – HOUSTON ROCKETS 104-111
GOLDEN STATE WARRIORS – CLEVELAND CAVALIERS 83-75
Nel giorno del curioso remake delle Finals appena finite
(in versione mooolto ridimensionata), tutti gli occhi erano puntati su Karl Anthony Towns, la prima scelta
assoluta del draft. Per l‘ex Kentucky, 12 punti, 3 rimbalzi, 4 assist, 4 palle
perse e tante infrazioni. Ha pagato lo scotto della pressione e della ‘prima
volta’.
Ma KAT non era l’unico sorvegliato speciale della sfida tra
Wolves e Lakers. Tra le fila dei californiani ha fatto il suo esordio D’Angelo Russell, che del draft,
invece, è stata la seconda scelta assoluta. 8 punti , 5 rimbalzi e 5 palle
perse, sprofondando insieme ai suoi compagni. Tra questi, anche Julius Randle, che ha chiuso con 11
punti.
IL MIGLIORE di
giornata è stato Curry. No no, non
l’MVP; il fratello minore, Seth, che
sta giocando questa SL con i New Orleans Pelicans.
Jumper, triple, step-back, ball handling, crossover: i geni
della famiglia Curry non mentono. 30 punti in 30 minuti, con 9/17 dal campo e
2/7 da tre. Timidezza sconosciuta.
Alvin Gentry, che
di NOLA è il nuovo coach, vuole importare la filosofia che ha reso grandi i
Warriors (era assistente di Kerr): corsa, ritmo, tiro, dinamismo. Un meccanismo
che può diventare letale, soprattutto se hai un Curry a tua disposizione. A
quanto pare, anche se si chiama Seth e non Steph.
BOSTON CELTICS – SAN ANTONIO SPURS 85-71 (U) Boston: Smart 22. Rimbalzi: Mickey 9. Assist: Smart 7. San Antonio: Lalanne 13. Rimbalzi: Anderson 7. Assist: Anderson 3.
PHILADELPHIA 76ers – UTAH JAZZ 78-84 (U) Philadelphia: McRae 19. Rimbalzi: Aldemir 15. Assist: Okafor e McConnell 3. Utah: Cotton 20. Rimbalzi: Cooley 8. Assist: Johnson e Cotton 5.
Indiana sorride sempre, anche quando Myles Turner riposa.
Joseph Young, guardia da Oregon, si prende i riflettori e piazza lì una serata
da 28 punti, 3 rimbalzi e 3 assist in 31 minuti di gioco. Ha tirato con 9/17
dal campo e 5/9 da tre. Non male per la 43esima scelta del draft. Mi sa che
Larry Bird ha azzeccato le chiamate…
Ancora una volta, però, sono i futuri sophomore a fare la
voce grossa.
Nel giorno della notizia dell’offerta ufficiale dei Blazers per
Kanter, Mitch McGary, che dell’ex Jazz è una delle alternative, mette a referto
16 punti, 7 rimbalzi, 2 assiti, 4 palle rubate e 2 stoppate. Non è stato il
top-scorer di quadra (Christon con 19), ma ha confermato di poter essere un
fattore sotto le plance.
Così come Furkan Aldemir, che sta mostrando tutto ciò che
non ha fatto vedere nei pochi mesi passati a Philly in questo 2015. Schierato
accanto a Okafor, che ha fatto la sua onesta figura (11+6), il turco si è preso
di prepotenza il controllo del pitturato: 15 rimbalzi e 3 stoppate. Solo 5
punti però.
Philadelphia ha comunque perso, anche perché dall’altra
parte c’era un Bryce Cotton tarantolato: 20 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e due
palle rubate. L’overtime è stato casa sua.
IL MIGLIORE di serata è stato un altro play: Marcus Smart
di Boston.
La sesta scelta assoluta del draft 2014 fa di questa SL ciò
che vuole. Se gioca, domina: 22 punti, 3 rimbalzi, 7 assist e 3 palle rubate in
26 minuti. Ha tirato con 9/14 dal campo e 4/6 da tre. Forza fisica, visione di
gioco, sfrontatezza: il prodotto di Oklahoma State continua a crescere.
Orlando ha mandato in campo la sua selezione ‘white’, quella
senza i pezzi grossi Gordon e Hezonja. E’ arrivato comunque il successo, anche
largo, contro gli Hornets.Molto bene
Keith Benson, giramondo 27enne che cerca di strappare un nuovo contratto NBA
dopo le stagioni passate a vagare di continente in continente. Per lui, 16
punti in 15 minuti.
La sconfitta, comunque, non sporca la confortante serata di
Frank Kaminsky. ‘The Tank’ ha tirato male, 4/11 dal campo e 0/2 da tre, ma ha
ribadito di essere un lungo solido, anche sotto il proprio canestro. Sa
attaccare ma anche difendere. Di questa SL, colpisce la sua consistenza: ieri,
7 rimbalzi (migliore di squadra) e 2 stoppate.
Continua a piacere, e molto, anche Myles Turner: 23 punti, 8
rimbalzi, 2 palle rubate e 4 stoppate. Indiana ha mandato via Hibbert e Scola,
ma si ritrova per le mani un ragazzo che, stando a queste prime sensazioni, può
davvero spostare l’ago della bilancia.
E’ un buon mix tra vecchio e nuovo: rim protector di affidamento, che domina il
pitturato come i cinque tradizionali, ma anche atleta pazzesco che corre e non
ha paura di prendersi responsabilità offensive.
Lunghi in evidenza anche con la maglia di Miami. Anzi, un
lungo solo: Willie Reed.
In 30 minuti, 17 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate. Pensando a
come stanno messi gli Heat a centri – in pratica c’è solo Whiteside – Pat Riley
si sta già sfregando le mani.
IL MIGLIORE di giornata è Stanley Johnson dei Detroit
Pistons.
Il tabellino del prodotto di Arizona parla, ancora una
volta, da solo: 20 punti, 10 rimbalzi (4 offensivi), 2 assist, 3 palle rubate e
pure 2 stoppate.
Uomo a tutto campo: a suo agio lontano dal canestro,
non ha paura di buttarsi nel pitturato e lotta sotto le plance: Jeff Van Gundy
si ritrova per le mani un bel gioiellino.
Sembra anche avere le idee chiare.
Queste le sue dichiarazioni raccolte due giorni fa da Basketball Insiders: “I
don’t think Stan [Van Gundy] would draft somebody that’s soft. I’m not going to
let anybody punk me on the court just because I’m 19 years old and new to this.
You’re not going to disrespect me. I have no tolerance for that type of stuff.
I’ve had some stupid fouls, and I’ve got to get better at that. But I’m going to get my
respect, especially in the Summer League”.
Cinque le partite giocate nel quarto giorno di Summer
League. Vi ricordo che si gioca su due campi: quello di Orlando (O) e quello di
Salt Lake City (U).
I risultati di ieri:
ORLANDO MAGIC –
MEMPHIS GRIZZLIES 71-73 d2ot (O)
Orlando: Gordon
22. Rimbalzi: Gordon 7. Assist: Siva 7.
Memphis: Smith 20.
Rimbalzi: Stokes 8. Assist: Stokes, Crocker e Smith 3.
BROOKLYN NETS –
CHARLOTTE HORNETS 55-64 (O)
Brooklyn: Brown
12. Rimbalzi: Brown 5. Assist: Boatright 4.
Charlotte: Daniels
16. Rimbalzi: Daniels 14. Assist: Harrison 4.
OKLAHOMA CITY THUNDER
– LOS ANGELES CLIPPERS 63-80 (O)
Oklahoma City:
Gaines 12. Rimbalzi: Johnson 10. Assist: cook 4.
Los Angeles:
Wilcox 22. Rimbalzi: Dawson 11. Assist: Newbill 5.
E’ stata la sagra
delle spadellate. Delle dieci squadre che sono scese in campo, nessuna ha
superato il 40% al tiro. Può succedere. Si sta giocando ogni giorno e la
lucidità viene a mancare, soprattutto a ragazzi poco abituati a sostenere certi
ritmi.
Guardiamo alle note positive: molte conferme in questo day-4. In primis, la solidità di Jahlil Okafor. Dopo i 18 punti e i 10
rimbalzi di due giorni fa, il prodotto di Duke ha sfiorato di nuovo la doppia doppia: 13
punti e 9 rimbalzi.
Impresa riuscita al compagno di pitturato Furkan Aldemir, oggetto misterioso del
mercato invernale di Philly, che si è fatto vedere con un ottimo 11+14.
Sophomore protagonisti. Troy Daniels, che
sta giocando questa SL con gli Hornets (è reduce da una stagione a metà tra
D-League e Houston Rockets) si è messo in luce con 16 punti e, addirittura, 14 rimbalzi. Il tutto, con un eccellente 4/6 dal tre. Ma che fosse un
tiratore, si sapeva già.
Bene anche le due ali dei Clippers: C.J. Wilcox e Branden Dawson. Il primo ha chiuso con 22 punti, il
secondo con 11 punti e 14 rimbalzi. Ahi per loro, essere un’ala dei Clippers,
di sti tempi, significa fare i conti con la concorrenza di gente come Pierce, Stephenson
e Griffin. Ergo, panca, panca e ancora panca.
IL MIGLIORE di
giornata è stato, ancora una volta, Aaron
Gordon degli Orlando Magic.
La guardia ha fatto 4 su 4: in questa SL non è mai sceso
sotto i 20 punti. Mica noccioline.
Nella sconfitta con i Grizzlies di un ottimo Russ Smith, ha messo a referto 22 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 3
stoppate. E’ ovunque e in ogni momento; domina fisicamente e mentalmente.