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martedì 14 luglio 2015

Summer League, day-10: il gioco di Alvin Gentry fa volare i Pelicans; Cauley-Stein alza la cresta


 I risultati delle otto partite disputate:

CLEVELAND CAVALIERS – MILWAUKEE BUCKS 94-87
Cleveland: Seeley 14. Rimbalzi: Christmas 11. Assist: otto giocatori a quota 1.
Milwaukee: Vaughn 18. Rimbalzi: Eric 6. Assist: Gutierrez 8.

NEW ORLEANS PELICANS – BROOKLYN NETS 89-83
New Orleans: Dejean-Jones 26. Rimbalzi: Birch 11. Assist; Drew II 16.
Brooklyn: Hollis-Jefferson 18. Rimbalzi: Reed 7. Assist: Reed 3.

D-LEAGUE SELECTION – ATLANTA HAWKS 84-74
D-League: Dentmon 15. Rimbalzi: Hopson 8. Assist; Jackson 4.
Atlanta: Patterson 15. Rimbalzi: Tavares 10. Assist: Petteway 4.

GOLDEN STATE WARRIORS – SACRAMENTO KINGS 71-90
Golden State: Sutton 14. Rimbalzi: Looney 7. Assist: Craft 3.
Sacramento: Anderson 17. Rimbalzi: Cauley-Stein 8. Assist: Stone 9.

MIAMI HEAT – DENVER NUGGETS 83-86
Miami: Napier 20. Rimbalzi: Olaseni 6. Assist: Napier 6.
Denver: Clark 19. Rimbalzi: Lauvergne 9. Assist: Mudiay 8.

LOS ANGELES LAKERS – NEW YORK KNICKS 66-76
Los Angeles: Brown 20. Rimbalzi: Randle 6. Assist: Randle 2.
New York: Early 13. Rimbalzi: Early 9. Assist: Grant 8.

TORONTO RAPTORS – HOUSTON ROCKETS 95-87
Toronto: Powell 19. Rimbalzi: Nogueira 13. Assist: Nogueira 3.
Houston: Rice 28. Rimbalzi: Kennedy 9. Assist: Rice 4.

UTAH JAZZ – MINNESOTA TIMBERWOLVES 91-82
Utah: Cunningham 17. Rimbalzi: Lyles 9. Assist: Cotton 6.
Minnesota: Payne 18. Rimbalzi: Towns 10. Assist: Jeffers 4.

La cura Alvin Gentry sembra funzionare. E’ vero, è la Summer League e tutto va preso con le molle, ma New Orleans sta giocando un basket nuovo (per lei), fresco e dinamico. La filosofia in salsa Golden State sta entrando sotto pelle anche ai giocatori dei Pelicans. Passaggi e tiri rapidi ma ben congeniati, transizioni veloci e movimento continuo. I giovanotti della SL ci sguazzano, pur non essendo dei fenomeni. Seth Curry, che stavolta si è fermato a ‘soli’ 20 punti, ha lasciato gli onori a Bryce Dejean-Jones, ala da Iowa State che ha chiuso con 26 punti (4/7 da tre), e Larry Drew II, che di punti ne ha segnati 8, ma ha distribuito ben 16 assist, rubando anche 5 palloni.

Continua a riempire la casella dei punti anche Glen Rice Jr. (che dal padre ha ereditato poco o nulla), guardia degli Houston Rockets. Il prodotto di Georgia Tech, scelto al draft 2013 ma attualmente in D-League, è stato il top-scorer di giornata con i suoi 28 punti contro i Raptors. Canadesi che, tra l’altro, hanno comunque vinto, grazie, anche ai 19 punti di Norman Powell e ai 13 rimbalzi del brasiliano Lucas Nogueira. 

Piccolo focus sulle osservatissime prime scelte dell’ultimo draft. La sfida tra Lakers e Knicks ha messo di fronte Porzingis e Russell. Il lettone ha fatto meglio. Anzi, meno peggio: 9 punti e 3 rimbalzi in 18 minuti, con 3/5 al tiro. Ha avuto più spazio Russell, 22 minuti, ma è riuscito a mettere a referto solo 8 punti e 3 rimbalzi, perdendo ben 8 palloni.

Mudiay si è confermato: 10 punti e 8 rimbalzi. Non sono le cifre di due giorni fa, ma le indicazioni sono buone (tra gli Heat, suoi avversari di serata, finalmente bene Shabazz Napier).

Come quelle riguardanti Karl-Anthony Towns. L’ex Wildcats ha infilato l’ennesima doppia doppia, 14 punti e 10 rimbalzi, ma ha tirato male da ogni distanza: 4/15 dal campo e 0/2 da tre.

Percentuali basse anche per Trey Lyles, che proprio KAT si è trovato di fronte. Il lungo dei Jazz non ha risentito della presenza dell’ex compagno di college: 13 punti, 9 rimbalzi e 2 assist, ma con un orrendo 5/14 (1/3 dall’arco).

IL MIGLIORE dei futuri rookie, e anche di giornata, è stato Willie Cauley-Stein dei Sacramento Kings.

Non ha un tabellino ricco come quello di altri, ma la sua prestazione da 13 punti, 8 rimbalzi e 5 stoppate merita di essere sottolineata. Ha tirato con il 50% (5/10) e ha segnato tutti i tre liberi tentati. Ha confermato di essere quel centro atletico e difensivo che può funzionare perfettamente come cambio di DeMarcus Cousins.

Madre Natura gli ha regalato braccia infinite e tempismo per diventare un rim protector di assoluto valore. In più, come aveva già fatto intravedere a Kentucky, ha la corsa e l’agilità per tenere anche giocatori più piccoli e rapidi.   


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