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domenica 19 luglio 2015

Summer League, il torneo: Seth Curry affonda i Warriors, T.J. Warren ne fa 31 contro i Bulls


 Si va avanti spediti nel torneo della Summer League. L'atto finale si avvicina. Dopo le gare di ieri, sono rimaste in quattro.

SAN ANTONIO SPURS – BOSTON CELTICS 95-93
San Antonio: Anderson 21. Rimbalzi: Lalanne 7. Assist: Lalanne 2.
Boston: Hunter 22. Rimbalzi: Young 9. Assist: Rozier 4.

DALLAS MAVERICKS – ATLANTA HAWKS 83-91
Dallas: Anderson 23. Rimbalzi: Powell 9. Assist: Powell 5.
Atlanta:
Robinson III 23. Rimbalzi: Muscala 8. Assist: Patterson 5.

CHICAGO BULLS – PHOENIX SUNS 84-91
Chicago: Portis 25. Rimbalzi: Portis 15. Assist: Galloway 6.
Phoenix: Warren 31. Rimbalzi: Warren 6. Assist: Warren 5.

GOLDEN STATE WARRIORS - NEW ORLEANS PELICANS 91-100
Golden State: Sutton 23. Rimbalzi: Looney 11. Assist: Craft 4.
New Orleans: Curry 24. Rimbalzi: Birch 12. Assist: Drew II 7.

Chissà che avrà pensato Steph Curry vedendo il fratello abbattersi sui suoi Warriors. Sarà stato contento, ne sono quasi certo. Seth sta vivendo una Summer League da sogno che, quasi certamente, lo porterà a firmare un contratto NBA.
Ieri l’ennesima prestazione maiuscola. Nella vittoria dei Pelicans, lanciatissimi e ‘affascinanti’, su Golden State, 24 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 4 palle rubate in 34 minuti. Ormai abbiamo imparato a conoscerlo, quindi non ci sorprendiamo delle percentuali scarsine: 6/17 dal campo e 1/3 da tre.
Con Edwin (19 punti) e Rudd (22) ha trascinato la squadra offensivamente. In difesa, invece, ci ha pensato Khem Burch (ultima stagione in Turchia): centro da 8 punti, 12 rimbalzi e 6 stoppate in 30 minuti.

Performances che rischiano di oscurare quelle di Dominique Sutton (ala 29enne che non ha mai messo piede in NBA), 23 punti e 7 rimbalzi, e Kevon Looney, trentesima scelta assoluta dell’ultimo draft che ha chiuso con 13 punti, 11 rimbalzi e 3 assist.

Altra buonissima serata per Kyle Anderson degli Spurs, che sigla 21 punti e 5 rimbalzi. I riflettori, però, se li prende il compagno Shannon Scott, che tramuta in memorabile una partita innocua realizzando il buzzer beater che stende i Celtics. 
 


Meno suspance nell’incrocio tra Dallas e Atlanta. Vincono gli Hawks, trascinati da un Glenn Robinson III che ha deciso di mettere sul parquet tutta la ‘pesantezza’ del suo nome: 23 punti, con 9/12 dal campo e 3/4 da tre.

E pensare che i Mavs hanno mandato in doppia cifra quattro quinti dello starting five. 17 punti e 9 rimbalzi per Dwight Powell, che in regular season ha faticato da matti, ma in questa SL si sta prendendo qualche bella soddisfazione; 23 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e 3 palle rubate per Justin Anderson, prodotto di Virginia che sta vivendo un’estate di assoluto livello. La partenza di Ellis ha lasciato un bel buco nelle rotazioni di Carlisle, e pensare che Anderson possa sostituirlo con gli stessi risultati è quanto meno azzardato. Il talento, però, c’è. E i segnali positivi pure. La 21esima chiamata dell’ultimo draft potrebbe sorprendere.

La scelta dopo Anderson, la 22esima, fu spesa dai Bulls per Bobby Portis. Un affare. Almeno giudicando da quanto di buono sta facendo l’ex Razorback. Anche ieri, nella gara con i Suns, tabellino solidissimo e onori della cronaca: 25 punti, 15 rimbalzi e 2 stoppate, con 8/18 dal campo e un preziosissimo (in ottica futura) 9/9 dalla lunetta.

Non è bastato ai Bulls, anche perché si sono dovuti scontrare con IL MIGLIORE di giornata: T.J. Warren dei Phoenix Suns.

Aveva sfiorato "l’ambitissimo riconoscimento" due giorni fa, con i 23 punti, 4 assist e 3 stoppate contro i Bucks. Ma McDermott aveva fatto meglio.
Ci ha riprovato ieri e, buon per lui, ci è riuscito. Sono bastati, si fa per dire, 31 punti, con 6 rimbalzi e una stoppata. Il tutto in 33 minuti di gioco, tirando 13/23.

Acuto offensivo che, come suo solito, ha accompagnato con un’ottima figura in difesa. 



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