La stagione dei Brooklyn Nets non ha bisogno di lunghi ed elaborati commenti: un disastro. La squadra, fuori da tutto ormai da tempo, è facile preda un pò per tutti. E, dal canto suo, coach Hollins sta approfittando di queste ultime gare per dare spazio un pò a tutti. Prospetti più o meno interessanti, pronti a giocarsi il tutto per tutto pur di strappare un nuovo contratto per l'annata futura.
Thomas Robinson è uno di quelli che, senza dubbi, sta facendo il massimo per colpire la dirigenza newyorchese. Con le proprie armi: voglia, energia, disarmante atletismo. Come dimostra la put-back slam che gli vale la giocata della notte: Hollis-Jefferson sbaglia l'appoggio, anche perchè disturbato da Gortat, trovando solo il ferro; quando la palla sembra ormai facile preda del polacco, ecco che dal nulla spunta Robinson, che inchioda a due mani dopo un clamoroso volo.
playground
Visualizzazione post con etichetta wizards. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta wizards. Mostra tutti i post
giovedì 7 aprile 2016
sabato 12 marzo 2016
The Play Of The Night: 12 marzo
Trevor Booker è uno che "toccarla piano" non sa proprio cosa voglia dire. Ogni volta che deve schiacciare, ci mette tutta la forza che ha in corpo. Fateci caso: non si limita mai al compitino.
Ne risultano delle inchiodatone spaventose e terrificanti, capaci di tirare giù il ferro da un momento all'altro. Come quella di stanotte nella gara contro i Wizards: assist di Neto, strada spianata verso il canestro e su con tutta l'energia che c'è in corpo. Hammerata pazzesca a due mani e tutti a casa.
Con quel filo di energie che ancora restano...
Ne risultano delle inchiodatone spaventose e terrificanti, capaci di tirare giù il ferro da un momento all'altro. Come quella di stanotte nella gara contro i Wizards: assist di Neto, strada spianata verso il canestro e su con tutta l'energia che c'è in corpo. Hammerata pazzesca a due mani e tutti a casa.
Con quel filo di energie che ancora restano...
Etichette:
booker,
jazz,
nba,
play of the night,
wizards
giovedì 25 febbraio 2016
The Play Of The Night: 25 febbraio
Tutti noi lo conosciamo come un terrificante tiratore. Sin dai tempi del college.
Ma Doug McDermott questa notte ci ha dimostrato di essere più di uno specialista dall'arco. Adesso sappiamo che sa anche inchiodare al ferro; eccome. Dougi ha sopreso un pò tutti. Avversari, spettatori, addetti ai lavori. Non che non abbia il fisico, ma non ci si aspettava tanta esplosività.
Nella gara vinta dai suoi Bulls sui Wizards, linea di fondo con primo passo fulmineo (tra l'atro su un giocatore rapidissimo come Wall) e la chiusura a una mano con la hammer.
Per uno che dovrebbe solo saper tirare da tre, niente male.
Ma Doug McDermott questa notte ci ha dimostrato di essere più di uno specialista dall'arco. Adesso sappiamo che sa anche inchiodare al ferro; eccome. Dougi ha sopreso un pò tutti. Avversari, spettatori, addetti ai lavori. Non che non abbia il fisico, ma non ci si aspettava tanta esplosività.
Nella gara vinta dai suoi Bulls sui Wizards, linea di fondo con primo passo fulmineo (tra l'atro su un giocatore rapidissimo come Wall) e la chiusura a una mano con la hammer.
Per uno che dovrebbe solo saper tirare da tre, niente male.
domenica 17 gennaio 2016
The Play Of The Night: 17 gennaio
Questa schiacciata di John Wall non rientra nella Top-10 ufficiale della NBA. E non so il perchè. Sono stati scelti altri due highlights con protagonista il play dei Wizards. Belli eh, però boh.
Per me, infatti, questa è la giocata più spettacolare della notte: da palla rubata, ripartenza alla velocità della luce, ad ampie falcate e inchiodata in piena distensione con la mano sinistra, rubado il tempo al difensore e incendiano il Verizon Center.
Un manifesto perfetto dello stato di grazia dell'ex Kentucky, premiato, non a caso, come miglior giocatore del mese della Eastern Conference.
Mi spaice NBA, per me, a sto giro, hai toppato.
Per me, infatti, questa è la giocata più spettacolare della notte: da palla rubata, ripartenza alla velocità della luce, ad ampie falcate e inchiodata in piena distensione con la mano sinistra, rubado il tempo al difensore e incendiano il Verizon Center.
Un manifesto perfetto dello stato di grazia dell'ex Kentucky, premiato, non a caso, come miglior giocatore del mese della Eastern Conference.
Mi spaice NBA, per me, a sto giro, hai toppato.
Etichette:
celtics,
nba,
play of the night,
wall,
wizards
mercoledì 2 dicembre 2015
The Play Of The Night: 2 dicembre
E' stata una di quelle notti in cui John Wall è semplicemente imprendibile. Ha scalato tutte le marce e ha incendiato il parquet di Cleveland dal primo all'ultimo minuto: 35 punti e 10 assist. Alla velocità della luce.
Buon per i Wizards, che hanno portato a casa una vittoria che, forse, scaccia un pò la crisi; ma anche buon per noi, che possiamo goderci il #2 in tutto il suo splendore.
E la giocata della notte, in effetti, è un manifesto del John Wall che vorremmo sempre vedere: palla rubata, veloce ripartenza, magia in 1-vs.-1 e appoggio "facile". Travolgente, elegante e, visto il numero dietro la schiena, anche spettacolare.
Buon per i Wizards, che hanno portato a casa una vittoria che, forse, scaccia un pò la crisi; ma anche buon per noi, che possiamo goderci il #2 in tutto il suo splendore.
E la giocata della notte, in effetti, è un manifesto del John Wall che vorremmo sempre vedere: palla rubata, veloce ripartenza, magia in 1-vs.-1 e appoggio "facile". Travolgente, elegante e, visto il numero dietro la schiena, anche spettacolare.
John Wall leaves JR Smith in the dust with this ridiculous behind-the-back move. And 1.
https://t.co/zeg36FD53V
— Bleacher Report (@BleacherReport) 2 Dicembre 2015
domenica 29 novembre 2015
The Play Of The Night: 29 novembre
Washington-Toronto è stata una partita zeppa di belle giocate. Dall'inizio alla fine.
La più bella della serata è proprio l'ultimissima, sulla sirena di fine match, che ha consegnato ai canadesi la vittoria.
"Ai posteri" rimarrà che la Play Of The Night porta la firma di Cory Joseph, ma va sottolineato che tutta l'azione Raptors merita un plauso.
Tre secondi alla fine, sotto 82-81, Toronto batte la rimessa dopo il time out e confeziona uno schema tanto semplice quanto efficace: palla a DeRozan (indiziato numero uno per il tiro finale) che cerca la linea di fondo e va verso il ferro, attirando su di sè tutta la difesa capitolina. Con i Wizards collassati in area, il #10 è bravo e lucido a scaricare per il compagno solo soletto nell'angolo che si prende il tiro e mette la tripla della vittoria.
La più bella della serata è proprio l'ultimissima, sulla sirena di fine match, che ha consegnato ai canadesi la vittoria.
"Ai posteri" rimarrà che la Play Of The Night porta la firma di Cory Joseph, ma va sottolineato che tutta l'azione Raptors merita un plauso.
Tre secondi alla fine, sotto 82-81, Toronto batte la rimessa dopo il time out e confeziona uno schema tanto semplice quanto efficace: palla a DeRozan (indiziato numero uno per il tiro finale) che cerca la linea di fondo e va verso il ferro, attirando su di sè tutta la difesa capitolina. Con i Wizards collassati in area, il #10 è bravo e lucido a scaricare per il compagno solo soletto nell'angolo che si prende il tiro e mette la tripla della vittoria.
Etichette:
joseph,
nba,
play of the night,
raptors,
wizards
venerdì 27 novembre 2015
Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Southeast Division
E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese
circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia,
siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non
troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e
quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.
Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.
Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi.
SOUTHEAST DIVISION
Miami Heat, voto 7.5
Difesa arcigna e attacco quadrato, senza tanti fronzoli o ghirigori: questo il succo dei Miami Heat versione 2015/2016. Una squadra che vuole dimenticare la fallimentare stagione dello scorso anno e, sin qui, ce la sta facendo alla grande.
Il quintetto è di altissimo livello, e si sapeva. In più,
eccoti qualche bella sorpresa con Winslow, efficace sempre più, e Tyler
Johnson, uomo perfetto per dare un po’ di imprevedibilità a un attacco che,
spesso, rimane troppo confinato negli schemi.
La strada è lunga, ma, rispetto agli albori dell’annata, si
sono già visti passi avanti. Sperando che gli infortuni non facciano di nuovo
capolino, i playoff sono più che una possibilità.
Top: Chris Bosh – Alle spalle la brutta vicenda che l’ha
tenuto fermo l’anno scorso, il veterano è tornato più forte che mai. A questo
punto della sua carriera, non ha punti deboli: forte in post, continuo nel tiro
da fuori, solido in difesa e attento al gioco. Con questo Whiteside (un altro
“top”) a presidiare il pitturato, può anche non dannarsi troppo a sgomitare a
rimbalzo.
Flop: Goran Dragic – Altro uomo che ho al FantasyNBA e che, ahimè, sta stentando. Giochicchia benino, ma questo non basta per giustificarne il contrattone e, soprattutto, per fare fede all’enorme talento che lo contraddistingue. Lo sloveno deve cambiare marcia.
Flop: Goran Dragic – Altro uomo che ho al FantasyNBA e che, ahimè, sta stentando. Giochicchia benino, ma questo non basta per giustificarne il contrattone e, soprattutto, per fare fede all’enorme talento che lo contraddistingue. Lo sloveno deve cambiare marcia.
Charlotte Hornets, voto 7+
Partenza a rilento che ha fatto pensare alla solita annata da mani nei capelli. Poi, il risveglio e una constante risalita, all’insegna anche del buon gioco.
Coach Clifford, appena rinnovato, ha aspettato i nuovi
arrivati e li ha inseriti bene nel progetto, nel rispetto delle loro
caratteristiche. Dunque, accanto agli insostituibili Kemba Walker e Al
Jefferson, spazio a Batum tuttofare (e con maggiori responsabilità offensive
rispetto a Portland) e alle scorribande di Jeremy Lin e Jeremy Lamb, preziose
cartucce in uscita dalla panchina.
Dai che Michael Jordan, forse, è finalmente riuscito a
costruire qualcosa di decente.
Top: Nicolas Batum – Reduce dalla peggiore annata della sua
storia, almeno a livello statistico, il francese si sta riprendendo con gli interessi.
Alla solita efficacia difensiva, ha aggiunto una pericolosità in attacco che ci
eravamo dimenticati avesse. Più volte migliore della settimana a Est, è di
nuovo un elemento di grande spessore.
Flop: Spencer Hawes – Come Clifford possa ancora preferirlo a Kaminsky, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno Frank è giovane e da testare; Hawes, invece, è sempre se stesso: inutile in difesa, avulso dal gioco e aggrappato a quel tiro da tre che, oltretutto, non entra mai. Bah.
Flop: Spencer Hawes – Come Clifford possa ancora preferirlo a Kaminsky, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno Frank è giovane e da testare; Hawes, invece, è sempre se stesso: inutile in difesa, avulso dal gioco e aggrappato a quel tiro da tre che, oltretutto, non entra mai. Bah.
Joueurs de la semaine: première pour Nicolas Batum ! https://t.co/yzvdmogEpO
— NBA Frenchies (@nbafrenchies) 18 Novembre 2015
Atlanta Hawks, voto 7-
I troppi e inaspettati passi falsi dell’ultimo periodo mi hanno lasciato un po’ di dubbi. Su una squadra che, prima, mi stava convincendo.
Perché, comunque, prestazioni e qualità del gioco erano di
ottimo livello, nonostante la necessità di sostituire un elemento fondamentale
come DeMarre Carroll. Bazemore, in questo, è stato, un po’ a sorpresa, molto
bravo.
La mancanza di Teague per qualche match, ahimè, ha fatto
riemergere le fragilità di un gruppo che funziona al 100% solo se al completo.
Senza il play, qualcosa si è inceppato. Senza nulla togliere a Schroder e
rendendo spesso vane le ottime cifre del prezioso duo Millsap-Horford.
Ora Teague è tornato e tutto andrà di nuovo a posto, si
spera, ma ancora manca quel qualcosa per essere davvero super competitivi fino
in fondo.
Top: Paul Millsap – Insieme a Horford fa ammattire i lunghi
avversari, perché vaga per il campo senza dare punti di riferimento alle difese
e ricoprendo qualsiasi ruolo. Efficace tanto nel pitturato quanto fuori. Passa,
tira e porta palla senza alcuna difficoltà. In più, quest’anno mi sembra ancora
più energico.
Flop: Tiago Splitter – Giusto perché mi aspetto un po’ più
di presenza a rimbalzo e di minutaggio. Budenholzer, per ora, gli dà giusto un
quarto d’ora o poco più.
Washington Wizards, voto 5.5
Buona partenza, con un Beal da applausi. Poi, con il #3 ai box, tanto per cambiare, brusco rallentamento, non solo nei risultati. Una squadra speso molle e lenta, che non riesce a sfruttare al meglio ciò che un giocatore come Wall potrebbe darle: velocità, imprevedibilità, ritmo.
Difende malaccio e attacca con poche idee, soprattutto se si
deve affidare alla panchina, poco incisiva in ogni spot. Manca, in più, un
leader riconosciuto che sappia alzare la voce. Wall è una stella, ma il carisma
che dava Pierce nella passata stagione è insostituibile.
Ora è tornato Beal (chissà poi per quanto): la speranza dei
capitolini è che l’inerzia possa girare ancora una volta. Anche perché
quest’anno a Est si corre molto di più e non c’è tempo da perdere.
Top: Bradley Beal – Nelle 9 partite giocate, è sembrato
quell’attaccante terrificante che tutti conoscono e aspettano tra un infortunio
e l’altro. Più di 20 punti di media e il 42% da tre. Dovesse trovare
continuità, sarebbe la chiave dell’anno dei Wizards.
Flop: Nene – Continua a sembrare il cugino lontano di quello
che era. Gortat non splende, dunque avrebbe l’opportunità di scalare le
gerarchie, ma stenta e si limita al compitino. Peraltro, senza entusiasmare.
Uh oh, @RealDealBeal23 heating up early! Back-to-back triples!
And when in Charlotte...
#WizHornets pic.twitter.com/afaxPlc34j
— Washington Wizards (@WashWizards) 26 Novembre 2015
Orlando Magic, voto 6.5
Allenatore nuovo, squadra giovane e annata da affrontare day-by-day. Per ora, con discreti risultati.
La franchigia della Florida non è una squadra facile da
affrontare, perché zeppa di atleti e talenti in grado di accendersi
all’improvviso e azzeccare la serata da 20 punti come nulla fosse. D’altro
canto, non hanno nemmeno l’esperienza e la coesione necessaria per
mantenersi sempre su alti standard.
Sa tanto di stagione di transizione, in
attesa di capire cosa riserverà il domani. Ciò non significa, e lo testimoniano
le prestazioni sul campo, che non si stia cercando di fare qualcosa di
sorprendente già ora. Per i playoff sarà dura; non per un risultato
dignitosissimo.
Top: Evan Fournier – Una delle più grandi sorprese di
quest’inizio stagione: miglior realizzatore di squadra, tiratore pericoloso
dall’arco e, in generale, arma offensiva di assoluto livello. Rispetto agli
anni scorsi, un altro giocatore.
Flop: Shabazz Napier – Era una scommessa. Ha anche imbroccato un paio di partite ottime, ma ancora non si capisce se possa essere un vero fattore. Qualcosa in più di quando era Miami o Minnesota, ma il minutaggio rimane bassino e le cifre pure.
Flop: Shabazz Napier – Era una scommessa. Ha anche imbroccato un paio di partite ottime, ma ancora non si capisce se possa essere un vero fattore. Qualcosa in più di quando era Miami o Minnesota, ma il minutaggio rimane bassino e le cifre pure.
— NBA (@NBA) 19 Novembre 2015
domenica 22 novembre 2015
The Play Of The Night: 22 novembre
Dopo 12 partite, si interrompe la striscia di doppie-doppie consecutive di Andre Drummond. A fregarlo, i soli 8 punti.
E Detroit ha dovuto pure incassare la sconfitta: 97-95 per i Washington Wizards.
Serata storta per il centrone da Connecticut. Una piccola consolazione, ahimè magra, arriva dalla giocata che vale la 'play of the night'. Il #0, infatti, si porta a casa il premio per la migliore azione della notte, grazie alla schiacciata stratosferica che ha fatto vacillare il ferro di Auburn Hills.
Un'inchiodata ad altezze e distanze proibitive, con l'aggiunta del 'salto del Gortat': non esattamente una cosa da tutti.
E Detroit ha dovuto pure incassare la sconfitta: 97-95 per i Washington Wizards.
Serata storta per il centrone da Connecticut. Una piccola consolazione, ahimè magra, arriva dalla giocata che vale la 'play of the night'. Il #0, infatti, si porta a casa il premio per la migliore azione della notte, grazie alla schiacciata stratosferica che ha fatto vacillare il ferro di Auburn Hills.
Un'inchiodata ad altezze e distanze proibitive, con l'aggiunta del 'salto del Gortat': non esattamente una cosa da tutti.
Etichette:
drummond,
nba,
pistons,
play of the night,
wizards
giovedì 5 novembre 2015
The Play Of The Night: 5 novembre
La giocata della notte non è poi così spettacolare, ma sicuramente decisiva.
Bradley Beal regala la vittoria ai suoi Wizards con la tripla che stende i San Antonio Spurs, al termine di un match tirato, deciso all'ultimo istante dopo che, a 7" dalla sirena, era stato parker a riequilibrarlo sul 99-99, sempre con una bomba.
Ma lo schema disegnato da Wittman nell'ultimo time-out ha portato i suoi frutti: bella uscita per Beal che sfrutta il mismatch con Aldridge, lo depista in velocità e piazza la tripla che fa esplodere il Verizon Center. Tutto molto pulito; tutto molto bello.
Bradley Beal regala la vittoria ai suoi Wizards con la tripla che stende i San Antonio Spurs, al termine di un match tirato, deciso all'ultimo istante dopo che, a 7" dalla sirena, era stato parker a riequilibrarlo sul 99-99, sempre con una bomba.
Ma lo schema disegnato da Wittman nell'ultimo time-out ha portato i suoi frutti: bella uscita per Beal che sfrutta il mismatch con Aldridge, lo depista in velocità e piazza la tripla che fa esplodere il Verizon Center. Tutto molto pulito; tutto molto bello.
Etichette:
beal,
nba,
play of the night,
spurs,
wizards
giovedì 2 luglio 2015
Pierce lascia Washington: ecco il meglio della sua stagione
Paul Pierce ha deciso di lasciare i Washington Wizards dopo un solo anno.
Con 37 primavere e 17 stagioni NBA sulle spalle, ha deciso di ricominciare da Los Angeles, sponda Clippers. Una scelta dettata più dal cuore che dal portafoglio: terminerà la carriera nella città in cui è nato e avrà l'opportunità di lavorare di nuovo con Doc Rivers, suo coach ai tempi di Boston.
Nella Capitale, 'The Truth' ha lasciato il segno. A prescindere dalla cifre (12 punti e 4 rimbalzi di media), si è reso protagonista di un'annata in crescendo. I playoff, sono stati memorabili. Sono sicuro, infatti, che abbiate tutti in mente le sue giocate contro Raptors e Atlanta.
Ma Pierce ha dato spettacolo tutto l'anno. Ecco, in 9 minuti, il meglio della sua stagione.
Con 37 primavere e 17 stagioni NBA sulle spalle, ha deciso di ricominciare da Los Angeles, sponda Clippers. Una scelta dettata più dal cuore che dal portafoglio: terminerà la carriera nella città in cui è nato e avrà l'opportunità di lavorare di nuovo con Doc Rivers, suo coach ai tempi di Boston.
Nella Capitale, 'The Truth' ha lasciato il segno. A prescindere dalla cifre (12 punti e 4 rimbalzi di media), si è reso protagonista di un'annata in crescendo. I playoff, sono stati memorabili. Sono sicuro, infatti, che abbiate tutti in mente le sue giocate contro Raptors e Atlanta.
Ma Pierce ha dato spettacolo tutto l'anno. Ecco, in 9 minuti, il meglio della sua stagione.
Iscriviti a:
Post (Atom)
