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venerdì 15 aprile 2016

Il pagellone della regular season NBA: Atlantic Division



TORONTO RAPTORS (56-26), voto 8


Il secondo posto a Est è tanta roba, anche perché strameritato e, in sostanza, mai messo in discussione. Anzi, i canadesi hanno pure accarezzato il sogno della leadership. E’ rimasta solo una speranza, ma va bene così.

I Raptors non hanno un gioco abbacinante e rivoluzionario, ma sono coscienti dei propri pregi e difetti, puntando su uomini collaudati e messi al posto giusto. Lowry e DeRozan sono una certezza, Scola il vecchio saggio, Carroll (ritrovato dopo un lungo infortunio) una pedina fondamentale, Valanciunas il talentuoso lungo, anche se un po’ incostante. E la panchina, beh, male non è: Joseph, Ross, Patterson, Johnson, Powell, Biyombo…

Come al solito, però, la vera sostanza di questa squadra si vedrà ai playoff. Troppo spesso, infatti, nella post season hanno buttato via quanto di buono fatto nel resto dell’annata.

Kyle Lowry (immagine dal web)
Top: Kyle Lowry. In quintetto all’All Star Game, e non solo perché si giocava a Toronto. Regista moderno, attaccante temibile dall’arco e in penetrazione. Ha trovato la sua dimensione e continua a crescere.

Flop: Terrence Ross. Benino nella seconda metà di stagione, ma ancora è lontano parente di ciò che sarebbe potuto essere. Dalla panchina, comunque, può ritagliarsi un ruolo importante.


BOSTON CELTICS (48-34), voto 7.5


Il lavoro di coach Stevens sta dando i suoi frutti. Succosissimi frutti. E’ sotto gli occhi di tutti. Squadra ordinata, organizzata e modellata perfettamente dal suo giovane allenatore. Quinto posto a Est e gli applausi di tutti gli addetti ai lavori.

Nonostante un roster “normale”, senza la super stella blasonatissima, i Celtics si sono tolti molte soddisfazioni e, in una Conference dove tutto può succedere, vogliono imporsi come mina vagante.

D’altronde, Boston è un vero gruppo. La totalità che esalta il singolo (Thomas su tutti), non il contrario. Per fare strada serve questo. Non solo, ok, ma la coesione è un bel punto di partenza.

Top: Isaiah Thomas. Il "piccolo grande uomo" ha appena chiuso una stagione straordinaria. Leader indiscusso, idolo a ogni latitudine e, a sorpresa (ma neanche troppo), All-Star. Meglio di così…

Flop: David Lee. Sulla carta, giocatore perfetto per il sistema biancoverde. Purtroppo, un fallimento. La partenza nella finestra di mercato è stata inevitabile.


NEW YORK KNICKS (32-50), voto 4.5


La partenza non era nemmeno stata malaccio. Anzi, fino a gennaio i newyorchesi erano stati in corsa per i playoff. Magari alla lunga non ce l’avrebbero fatta, ma erano nel gruppone buono. Porzingis si era dimostrato, da subito, un fenomeno; Carmelo bombardava e dominava pur rimanendo tra le righe; il resto della rosa faceva da perfetto supporto.

Poi il crollo. Le prime difficoltà e, improvvisamente, il licenziamento di Fisher. Da lì in poi, la stagione è cambiata completamente. Un declino costante e inarrestabile. L’ambiente si è spento e con lui ogni sogno di gloria. La decisione della società lascia parecchi dubbi. Parecchi. Soprattutto per le tempistiche.

Ovviamente, rispetto all’anno passato è stato fatto un grande passo in avanti, ma l’epilogo lascia la sensazione che tutto, o quasi, sia stato vanificato (per questo la grave insufficienza).

Top: Kritaps Porzingis. Quelli che lo hanno fischiato nella notte del draft si stanno ancora rimangiando tutto. Un fenomeno di lunghezza infinita e un talento sublime. Stoppatore, rimbalzista, tiratore, passatore… Una gioia per gli occhi.

Flop: Kevin Seraphin. Non mi aspettavo facesse il fenomeno, ma che, almeno, si ritagliasse un ruolo importante. Aveva scelto NY proprio per avere spazio, per poi ritrovarsi a fare polvere.

       


BROOKLY NETS (21-61), voto 3.5


I playoff dell’anno passato sono stati un’inaspettata beneficiata. Però ci erano arrivati e, tutto sommato, avevano fatto il loro. Partendo da lì, ci si attendeva qualche passo in avanti. Magari rimanere in scia al treno buono. Visto l’andamento della Conference, sarebbe stato difficile sperare di replicare l'ottavo posto, ma ciò non giustifica l’inaccettabile stagione dei bianconeri.

Squadra senza capo né coda, che ha puntato su Lopez, Young e Jack senza costruire un supporting cast di livello accettabile, nonché uno straccio di gioco accettabile.

Il prematuro stop del play ha tolto molto, ma la stagione aveva già preso una brutta piega. Confermata poi dal licenziamento di Holins e l’addio a Joe Johnson.

Tanta confusione, poche idee, soldi spesi male e franchigia da ricostruire.

Top: Thaddeus Young. E’ un giocatore solido, talentuoso ed efficace su entrambi i lati del campo. Non può non piacere. Nel marasma generale, ne esce sempre a testa alta e con cifre ottime. In più, tante cose utili.

Flop: Andrea Bargnani. Mi spiace per il Mago, che stimo e ammiro, ma ha fallito un’altra volta. La situazione era complicata e avrebbe meritato più spazio, ma bisogna basarsi sui dati. A conti fatti, un fiasco.


PHILADELPHIA 76ERS (10-72), voto 2


Ogni anno riescono incredibilmente a riscrivere le pagine più buie della storia NBA. Gruppo con poco talento, zero disciplina tattica e ancor meno intelligenza cestistica.

Il peggior record di sempre è più figlio della scarsezza dei giocatori che del lavoro, encomiabile ma inutile, di Brett Brown. Se ha i a disposizione certi elementi, puoi sgolarti e arrovellarti quanto vuoi; ne caverai sempre poco.

Tutto da rifare, per l’ennesima volta. Anche perché Hinkie è naufragato insieme al suo progetto e Colangelo non sembra intenzionato a dare continuità alle idee (che dividono gli appassionati) dell’ex G.M.

Si riparte da un paio di elementi e dalla prossima scelta al draft. Poi, la nebbia.

Top: Ish Smith. Se non fosse arrivato a metà stagione, i Sixers non avrebbero nemmeno raccolto quelle misere dieci vittorie. Ha dato idee, corsa e freschezza. Non è un fenomeno e non può fare i miracoli, ma va applaudito.

Flop: Isaiah Canaan. Forse c’è chi ha fatto peggio, ma lui incarna bene il perché Philly sia poco “allenabile”: ha punti nelle mani, fisico e tiro, ma nemmeno una vaga idea di come si stia in campo in cinque. Indisciplinato come pochi.

mercoledì 13 aprile 2016

The Play Of The Night: 13 aprile

Per la NBA non è nemmeno tra le migliori cinque della notte; per me, invece, dovrebbe stare al primo posto.

Ultimamente Nick Stauskas ci ha di mostrato di saper anche volare. Ormai fa quasi meglio quello che il suo mestiere: tirare. Schiacciate, rimbalzoni, inchiodate che lasciano a bocca aperta. Così, guardandolo, non diresti mai che ne possa essere capace. E invece...

Contro i Raptors, un'altra giocata da super atleta: tripla lunga che si spegne sul ferro, rimbalzo che sembra cosa comoda per Biyombo, se non fosse che, da dietro, si materializza "Sauce Castillo", che accende i reattori e va di put-back slam. Di autorità.


giovedì 11 febbraio 2016

The Play Of The Night: 11 febbraio

Career-high da 35 punti, giocate decisive  e tanto tanto spettacolo: Toronto-Minnesota è stata la partita di Karl Anthony Towns.

La prima scelta assoluta sta confermando di essere un vero e proprio crack. Talento sopraffino, tecnica, atletismo, range infinito di movimenti e di tiro. Questo è buono per davvero.

Contro i Raptors, anche un'inchiodata stereofonica. Al netto di una possibile infrazione di passi iniziale (che in America perdonano), il gesto rimane notevole, soprattutto tenendo conto del fatto che si sta parlando di un lungo di una certa stazza. Già ricevere in corsa sarebbe stato difficile per la maggior parte dei suoi pari ruolo; figuriamoci fare tutto il resto...Fenomeno!


mercoledì 3 febbraio 2016

The Play Of The Night: 3 febbraio

Giocatore di istinti ed emozioni il buon Markieff. Poteva dirlo prima che sarebbe bastato cacciare Hornacek per rivederlo su buoni livelli...

Scherzi a parte, Morris ha bagnato l'esordio del suo nuovo allenatore, Earl Watson. Nella sconfitta contro Toronto, 30 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate.

In più, una serie di giocate da highlights che hanno fatto risvegliare per un attimo lo scoraggiato pubblico di Phoenix. Almeno due o tre schiacciate degne di nota. Per davvero. La migliore, probabilmente, quella in testa a Jonas Valanciunas, che proprio piccolino non è. Superato Scola sul primo passo, su diretti per il "violento" terzo tempo con inchiodata, col lituano dei Raptors che non può far altro che sacrificarsi.



martedì 19 gennaio 2016

The Play Of The Night: 19 gennaio

DeMar DeRozan è sempre garanzia di spettacolarità. Atletismo, fantasia, aggressività e capacità di finire al ferro: ingredienti perfetti per entrare quasi sempre negli highlights di serata.

Contro i Jazz, la giocata più spettacolare del Martin Luther King's Day: isolamento su un quarto di campo contro Bogdanovic, che viene superato in scioltezza, e penetrazione verso il ferro; arriva, anche piuttosto puntuale, l'aiuto di Reed che, però, viene eluso dalla magia in lay-up rovesciato del #10 dei Raptors. Passando sotto il ferro. And One!

Invenzione bella, efficace, necessaria e, soprattutto, difficile.


domenica 27 dicembre 2015

The Play Of The Night: 27 dicembre

E sì che Jabari Parker non è certo un fuscello. Anzi, in corsa, con stacco da lontano e palla ben inchiodata nelle mani, diventa quasi sempre un'arma terrificante.

E' quel "quasi" che fa la differenza. O, perlomeno, l'ha fatta stanotte.

Bismack Byiombo cancella sonoramente il #12 dei Bucks con una stoppata paurosa, sintesi di atletismo, forza, tempismo e tecnica nel fondamentale. Tutte qualità che il lungo dei Raptors ha e sta facendo valere durante l'assenza di Valanciunas. Anche perchè, non ce ne voglia, ma sa fare questo e pochissimo altro.


domenica 29 novembre 2015

The Play Of The Night: 29 novembre

Washington-Toronto è stata una partita zeppa di belle giocate. Dall'inizio alla fine.

La più bella della serata è proprio l'ultimissima, sulla sirena di fine match, che ha consegnato ai canadesi la vittoria.

"Ai posteri" rimarrà che la Play Of The Night porta la firma di Cory Joseph, ma va sottolineato che tutta l'azione Raptors merita un plauso.

Tre secondi alla fine, sotto 82-81, Toronto batte la rimessa dopo il time out e confeziona uno schema tanto semplice quanto efficace: palla a DeRozan (indiziato numero uno per il tiro finale) che cerca la linea di fondo e va verso il ferro, attirando su di sè tutta la difesa capitolina. Con i Wizards collassati in area, il #10 è bravo e lucido a scaricare per il compagno solo soletto nell'angolo che si prende il tiro e mette la tripla della vittoria.


lunedì 23 novembre 2015

Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Atlantic Division


E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia, siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.

Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.

Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi.


ATLANTIC DIVISION

 

Toronto Raptors, voto 7-


Il primo posto nella Division non sorprende, visti i risultati della passata stagione e la concorrenza non proprio agguerrita. L’inserimento di Carroll e Scola sta funzionando e ha dato un po’ di equilibrio a una squadra che ha sempre avuto buona propensione offensiva ma atteggiamento difensivo spesso rivedibile, più per mancanze mentali che tecnico-tattiche. Lowry, DeRozan e Valanciunas sono le sicurezze (brutta notizia il recente infortunio del lituano: vedremo come risponderà la squadra); la panchina, invece, un punto debole.
La partenza sprint, 5-0, è stata pian piano vanificata da qualche passo falso di troppo. Mi aspetto qualcosa in più.

Top: Kyle Lowry - Non lo scopriamo di certo oggi, ma la costanza nel tiro da tre (40.8%) ne sta aumentando ancor più l’efficacia, perlomeno in attacco.

Flop: Terrence Ross - Sparito dai radar. Sembra un’altra annata buttata via malamente. 


New York Knicks, voto 7.5


Voto alto. Troppo? Forse sì, ma i ragazzi di Fisher mi stanno sorprendendo. Ci si aspettava una decisa svolta rispetto all’ecatombe del 2014/2015, ma sono convinto che in pochi immaginassero tali miglioramenti. Porzingis sta stupendo tutti e ammutolendo gli scettici della vigilia, Carmelo è tornato a essere un violino di primissimo ordine, Afflalo e Calderon danno un senso al tutto. Finalmente, gli arancioblu paiono una squadra con un senso. Per i playoff potrebbe essere sufficiente. Ma occhio a sedersi…

Top: Kristaps Porzingis - Sapete meglio di me il perché: il ragazzo ha un talento, soprattutto per quella taglia fisica, che lo rende un piacere per gli occhi.

Flop: Derrick Williams - Tira con percentuali basse, sia dal campo che da tre, dando un contributo molto relativo dalla panchina.

 

Boston Celtics, voto 6.5

Dopo un avvio stentato, è tornata la Boston che conoscevamo: equilibrata, tenace, ostica e ben allenata. C’è tanta strada da fare, soprattutto per sistemare un record ancora poco soddisfacente, ma la formula Stevens – ne ero certo – ricomincia a dare i suoi frutti. Tutti impegnati a lavorare duro e fare qualunque cosa, in attacco così come in difesa.Frangente in cui i biancoverdi danno il meglio, risultando tra le migliori squadre per punti concessi ogni 100 possessi. La superstella non c’è e, forse, viste le caratteristiche del progetto tecnico, è meglio così. Credo in loro e credo, più che mai, nella bontà del loro allenatore.

Top: Isaiah Thomas - Non ci sono degli All-Star, ma il folletto #4 non ci va molto lontano. Segna più di 20 punti a partita e cambia l’inerzia del match in un baleno. Ormai, è una sicurezza.

Flop: David Lee - Bocciatura forzata e di “incoraggiamento”, perché è un giocatore che mi è sempre piaciuto e che ritengo perfetto per i Celtics. Al solito, è stato frenato da qualche problema fisico. Lo attendo più incisivo.




 

Brooklyn Nets, voto 3


Squadra che sembra non avere né capo né coda: attacca male e difende peggio. Qualche giocatore buono ci sarebbe – Lopez, Young, Jack – ma non basta per dare ai newyorkesi una parvenza di credibilità. Semplicemente, una stagione che si prospetta grigissima.


Top: Jarrett Jack - Preferito a Brook Lopez perché meno “pubblicizzato” e atteso. E’ un onesto lavoratore con indubbio talento che segna, crea (non sempre con lucidità) e mette un po’ di toppe. Su questi livelli, va oltre le aspettative.

Flop: Andrea Bargnani - Eh lo so, dispiace pure a me. Pensavo che il Mago potesse trovare nei Nets la squadra giusta per svoltare, anche visto l’ottimo Europeo. Per ora, non è stato così. Speriamo che le cose girino.


 

Philadelphia 76ers, voto 2


Tolti Noel e Okafor, un’accozzaglia di giocatori di basso livello (per non dire di peggio). Non hanno ancora vinto e, vedendoli, non si capisce come possano farlo. Sicuramente qualche successo arriverà, ma qui si sta attentando seriamente a tutti i record negativi della storia. Obiettivo, logico e indiscusso, la prima scelta al prossimo draft. Il fatto è che non stano facendo tanking; sono proprio una squadraccia.

Top: Jahlil Okafor - Nella fitta nebbia, un faro lucente. Ha talento da vendere e sta avendo un grande impatto sulla Lega. Forse, più di quanto ci si aspettasse. Attacca alla grande e si intravedono margini di miglioramento (range di tiro da allargare), ma difende malissimo e non sembra che la cosa lo tocchi più di tanto.

Flop: Nik Stauskas - Scegliere il peggiore non è facile, perché la rosa di papabili è ampia. L’ex Kings, però, vince perché, oltre a essere impalpabile, tira con percentuali imbarazzanti. E per uno che dovrebbe avere nel tiro l’unico motivo per cui sta dove sta, non è un bel segno.

giovedì 19 novembre 2015

The Play Of The Night: 19 novembre

Quando un DeMar DeRozan lanciato a canestro incontra un Rudy Gobert pronto a stoppare, state pur sicuri che accadrà qualcosa di straordinario.

E così è stato: il #10 dei Raptors ha posterizzato, senza se e senza ma, il lungo francese. Una di quelle tranvate in faccia che ti ricordi per un bel pò.

Violenta, spettacolare, potente, atletica: una schiacciata che fa paura anche solo a guardarla. Figuratevi trovarsi al posto di Gobert...

mercoledì 11 novembre 2015

The Play Of The Night: 11 novembre

Ora è ufficiale: la schiacciata da rimbalzo "volante" è diventata il marchio di fabbrica di Kristaps Porzingis.

Anche nella sfida contro i Toronto Raptors (vinta dai newyorchesi 11-108), il giovane lettone ha dimostrato di avere un'invidiabile scelta di tempo, un atletismo non comune e una sfrontatezza impossibile da non amare. Anche perchè, e mi ero scordato di dirlo, la "schiacciata alla Porzingis" prevede che il tutto sia fatto ad altezze proibitive, in testa agli avversari.