Larry Nance Jr. sa fare poche cose. Ma quelle, le fa piuttosto bene. La migliore, sicuramente, schiacciare.
Il lungo dei Lakers, infatti, in questa stagione si è messo più volte in mostra proprio grazie alle sue doti atletiche. Sul resto del repertorio, per ora, soprassediamo.
Le doti da saltatore gli hanno fruttato più di una giornata tra gli highlights più esaltanti della notte. E così è anche oggi.
A proiettarlo "in copertina", la rabbiosa inchiodata contro gli Hawks. Bella, potente, voluta, roboante. In testa a Horford e liberandosi di Millsap. Non proprio due qualunque.
Dunque, in attesa diventi un giocatore a 360°, accontentiamoci di questi voli sopra il ferro. E non è poco...
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sabato 5 marzo 2016
sabato 16 gennaio 2016
The Play Of The Night: 16 gennaio
Quest'anno è tutto un altro Paul Millsap.
Che fosse un ran giocatore si sapeva già, ma non mi immaginavo che potesse fare un ulteriore passo in avanti e diventare così dominante e, soprattutto spettacolare. E' sempre stato uno dedito al concreto e allo stretto necessario, con poche concessioni ai riflettori e agli amanti della giocata a effetto.
Come detto, quest'anno è cambiato tutto.
Ancora una volta è il #4 degli Atlanta Hawks a meritarsi il premio per miglior giocata della notte: nella sconfitta contro i Bucks, pump-fake su O'Bryant, penetrazione in area e decollo rabbioso sopra John Henson. Senza alcun diritto di replica.
All-Star senza alcun dubbio.
Che fosse un ran giocatore si sapeva già, ma non mi immaginavo che potesse fare un ulteriore passo in avanti e diventare così dominante e, soprattutto spettacolare. E' sempre stato uno dedito al concreto e allo stretto necessario, con poche concessioni ai riflettori e agli amanti della giocata a effetto.
Come detto, quest'anno è cambiato tutto.
Ancora una volta è il #4 degli Atlanta Hawks a meritarsi il premio per miglior giocata della notte: nella sconfitta contro i Bucks, pump-fake su O'Bryant, penetrazione in area e decollo rabbioso sopra John Henson. Senza alcun diritto di replica.
All-Star senza alcun dubbio.
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mercoledì 30 dicembre 2015
The Play Of The Night: 30 dicembre
Paul Millsap si sta rendendo protagonista di una stagione maiuscola. Un pò sottotraccia, silente come sempre, lontano dai riflettori riservati ai supercampioni. Ma questa è la un pò la natura di questo splendido giocatore, decisivo e incisivo quanto alcuni colleghi ben più acclamati.
Sono dunque felice che l'highlight della notte sia suo. Anche perchè è un manifesto di ciò che l'ex Jazz può e sa fare: giocata difensiva di intensità, voglia, tempismo e sacrificio. Una doppia stoppata, su Ariza e Howard, che sigilla la vittoria Hawks sui Rockets e ci fa amare sempre più il #4.
Sono dunque felice che l'highlight della notte sia suo. Anche perchè è un manifesto di ciò che l'ex Jazz può e sa fare: giocata difensiva di intensità, voglia, tempismo e sacrificio. Una doppia stoppata, su Ariza e Howard, che sigilla la vittoria Hawks sui Rockets e ci fa amare sempre più il #4.
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lunedì 21 dicembre 2015
The Play Of The Night: 21 dicembre
Per Dailybasket seguo la Southeast Division e, anche nell'ultimo report (lo trovate qui), ho ribadito una cosa: gli Hawks stanno deludendo, Paul Millsap sta eccellendo.
Il lungo ex Jazz, infatti, sta vivendo una delle stagioni migliori della sua carriera. E', senza dubbio, il faro della franchigia, nonchè uno dei giocatori più eclettici e intelligenti che si possano trovare in un pitturato. Ma questa non è di certo una novità.
Non è mai stato un atleta da highlight o da fronzoli e leziosità; va per il sodo. E continua a farlo anche quest'anno, però con un pizzico di show in più. La migliore giocata della notte, non a caso, è sua: inchiodata sopra Jason Smith, che riesce sì a mettere la mano sul pallone, ma viene spazzato via dalla potenza del #4.
Il lungo ex Jazz, infatti, sta vivendo una delle stagioni migliori della sua carriera. E', senza dubbio, il faro della franchigia, nonchè uno dei giocatori più eclettici e intelligenti che si possano trovare in un pitturato. Ma questa non è di certo una novità.
Non è mai stato un atleta da highlight o da fronzoli e leziosità; va per il sodo. E continua a farlo anche quest'anno, però con un pizzico di show in più. La migliore giocata della notte, non a caso, è sua: inchiodata sopra Jason Smith, che riesce sì a mettere la mano sul pallone, ma viene spazzato via dalla potenza del #4.
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giovedì 17 dicembre 2015
The Play Of The Night: 17 dicembre
E' la settimana delle posterizzate. Ne abbiamo già viste di interessanti, da Rudy Gay a DeAndre Jordan. Una in più, comunque non fa mai male. Soprattutto se serve per regalare un sorriso agli sciagurati Philadelphia 76ers.
Per Philly è arrivata la L anche stanotte, contro Atlanta, ma Richaun Holmes, rookie da Bowling Green, ha lasciato il suo segno idelebile sul match, e anche su Al Horford. Con tanto di trash talking: personalità il ragazzino eh...
Per Philly è arrivata la L anche stanotte, contro Atlanta, ma Richaun Holmes, rookie da Bowling Green, ha lasciato il suo segno idelebile sul match, e anche su Al Horford. Con tanto di trash talking: personalità il ragazzino eh...
venerdì 27 novembre 2015
Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Southeast Division
E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese
circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia,
siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non
troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e
quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.
Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.
Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi.
SOUTHEAST DIVISION
Miami Heat, voto 7.5
Difesa arcigna e attacco quadrato, senza tanti fronzoli o ghirigori: questo il succo dei Miami Heat versione 2015/2016. Una squadra che vuole dimenticare la fallimentare stagione dello scorso anno e, sin qui, ce la sta facendo alla grande.
Il quintetto è di altissimo livello, e si sapeva. In più,
eccoti qualche bella sorpresa con Winslow, efficace sempre più, e Tyler
Johnson, uomo perfetto per dare un po’ di imprevedibilità a un attacco che,
spesso, rimane troppo confinato negli schemi.
La strada è lunga, ma, rispetto agli albori dell’annata, si
sono già visti passi avanti. Sperando che gli infortuni non facciano di nuovo
capolino, i playoff sono più che una possibilità.
Top: Chris Bosh – Alle spalle la brutta vicenda che l’ha
tenuto fermo l’anno scorso, il veterano è tornato più forte che mai. A questo
punto della sua carriera, non ha punti deboli: forte in post, continuo nel tiro
da fuori, solido in difesa e attento al gioco. Con questo Whiteside (un altro
“top”) a presidiare il pitturato, può anche non dannarsi troppo a sgomitare a
rimbalzo.
Flop: Goran Dragic – Altro uomo che ho al FantasyNBA e che, ahimè, sta stentando. Giochicchia benino, ma questo non basta per giustificarne il contrattone e, soprattutto, per fare fede all’enorme talento che lo contraddistingue. Lo sloveno deve cambiare marcia.
Flop: Goran Dragic – Altro uomo che ho al FantasyNBA e che, ahimè, sta stentando. Giochicchia benino, ma questo non basta per giustificarne il contrattone e, soprattutto, per fare fede all’enorme talento che lo contraddistingue. Lo sloveno deve cambiare marcia.
Charlotte Hornets, voto 7+
Partenza a rilento che ha fatto pensare alla solita annata da mani nei capelli. Poi, il risveglio e una constante risalita, all’insegna anche del buon gioco.
Coach Clifford, appena rinnovato, ha aspettato i nuovi
arrivati e li ha inseriti bene nel progetto, nel rispetto delle loro
caratteristiche. Dunque, accanto agli insostituibili Kemba Walker e Al
Jefferson, spazio a Batum tuttofare (e con maggiori responsabilità offensive
rispetto a Portland) e alle scorribande di Jeremy Lin e Jeremy Lamb, preziose
cartucce in uscita dalla panchina.
Dai che Michael Jordan, forse, è finalmente riuscito a
costruire qualcosa di decente.
Top: Nicolas Batum – Reduce dalla peggiore annata della sua
storia, almeno a livello statistico, il francese si sta riprendendo con gli interessi.
Alla solita efficacia difensiva, ha aggiunto una pericolosità in attacco che ci
eravamo dimenticati avesse. Più volte migliore della settimana a Est, è di
nuovo un elemento di grande spessore.
Flop: Spencer Hawes – Come Clifford possa ancora preferirlo a Kaminsky, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno Frank è giovane e da testare; Hawes, invece, è sempre se stesso: inutile in difesa, avulso dal gioco e aggrappato a quel tiro da tre che, oltretutto, non entra mai. Bah.
Flop: Spencer Hawes – Come Clifford possa ancora preferirlo a Kaminsky, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno Frank è giovane e da testare; Hawes, invece, è sempre se stesso: inutile in difesa, avulso dal gioco e aggrappato a quel tiro da tre che, oltretutto, non entra mai. Bah.
Joueurs de la semaine: première pour Nicolas Batum ! https://t.co/yzvdmogEpO
— NBA Frenchies (@nbafrenchies) 18 Novembre 2015
Atlanta Hawks, voto 7-
I troppi e inaspettati passi falsi dell’ultimo periodo mi hanno lasciato un po’ di dubbi. Su una squadra che, prima, mi stava convincendo.
Perché, comunque, prestazioni e qualità del gioco erano di
ottimo livello, nonostante la necessità di sostituire un elemento fondamentale
come DeMarre Carroll. Bazemore, in questo, è stato, un po’ a sorpresa, molto
bravo.
La mancanza di Teague per qualche match, ahimè, ha fatto
riemergere le fragilità di un gruppo che funziona al 100% solo se al completo.
Senza il play, qualcosa si è inceppato. Senza nulla togliere a Schroder e
rendendo spesso vane le ottime cifre del prezioso duo Millsap-Horford.
Ora Teague è tornato e tutto andrà di nuovo a posto, si
spera, ma ancora manca quel qualcosa per essere davvero super competitivi fino
in fondo.
Top: Paul Millsap – Insieme a Horford fa ammattire i lunghi
avversari, perché vaga per il campo senza dare punti di riferimento alle difese
e ricoprendo qualsiasi ruolo. Efficace tanto nel pitturato quanto fuori. Passa,
tira e porta palla senza alcuna difficoltà. In più, quest’anno mi sembra ancora
più energico.
Flop: Tiago Splitter – Giusto perché mi aspetto un po’ più
di presenza a rimbalzo e di minutaggio. Budenholzer, per ora, gli dà giusto un
quarto d’ora o poco più.
Washington Wizards, voto 5.5
Buona partenza, con un Beal da applausi. Poi, con il #3 ai box, tanto per cambiare, brusco rallentamento, non solo nei risultati. Una squadra speso molle e lenta, che non riesce a sfruttare al meglio ciò che un giocatore come Wall potrebbe darle: velocità, imprevedibilità, ritmo.
Difende malaccio e attacca con poche idee, soprattutto se si
deve affidare alla panchina, poco incisiva in ogni spot. Manca, in più, un
leader riconosciuto che sappia alzare la voce. Wall è una stella, ma il carisma
che dava Pierce nella passata stagione è insostituibile.
Ora è tornato Beal (chissà poi per quanto): la speranza dei
capitolini è che l’inerzia possa girare ancora una volta. Anche perché
quest’anno a Est si corre molto di più e non c’è tempo da perdere.
Top: Bradley Beal – Nelle 9 partite giocate, è sembrato
quell’attaccante terrificante che tutti conoscono e aspettano tra un infortunio
e l’altro. Più di 20 punti di media e il 42% da tre. Dovesse trovare
continuità, sarebbe la chiave dell’anno dei Wizards.
Flop: Nene – Continua a sembrare il cugino lontano di quello
che era. Gortat non splende, dunque avrebbe l’opportunità di scalare le
gerarchie, ma stenta e si limita al compitino. Peraltro, senza entusiasmare.
Uh oh, @RealDealBeal23 heating up early! Back-to-back triples!
And when in Charlotte...
#WizHornets pic.twitter.com/afaxPlc34j
— Washington Wizards (@WashWizards) 26 Novembre 2015
Orlando Magic, voto 6.5
Allenatore nuovo, squadra giovane e annata da affrontare day-by-day. Per ora, con discreti risultati.
La franchigia della Florida non è una squadra facile da
affrontare, perché zeppa di atleti e talenti in grado di accendersi
all’improvviso e azzeccare la serata da 20 punti come nulla fosse. D’altro
canto, non hanno nemmeno l’esperienza e la coesione necessaria per
mantenersi sempre su alti standard.
Sa tanto di stagione di transizione, in
attesa di capire cosa riserverà il domani. Ciò non significa, e lo testimoniano
le prestazioni sul campo, che non si stia cercando di fare qualcosa di
sorprendente già ora. Per i playoff sarà dura; non per un risultato
dignitosissimo.
Top: Evan Fournier – Una delle più grandi sorprese di
quest’inizio stagione: miglior realizzatore di squadra, tiratore pericoloso
dall’arco e, in generale, arma offensiva di assoluto livello. Rispetto agli
anni scorsi, un altro giocatore.
Flop: Shabazz Napier – Era una scommessa. Ha anche imbroccato un paio di partite ottime, ma ancora non si capisce se possa essere un vero fattore. Qualcosa in più di quando era Miami o Minnesota, ma il minutaggio rimane bassino e le cifre pure.
Flop: Shabazz Napier – Era una scommessa. Ha anche imbroccato un paio di partite ottime, ma ancora non si capisce se possa essere un vero fattore. Qualcosa in più di quando era Miami o Minnesota, ma il minutaggio rimane bassino e le cifre pure.
— NBA (@NBA) 19 Novembre 2015
mercoledì 18 novembre 2015
The Play Of The Night: 18 novembre
Molte giocate offensive sarebbero state più che meritevoli dell'ambitissimo (da stracciarsi le vesti proprio) premio di "play of the night". Tuttavia, va premiato un colpo di classe difensivo.
Brook Lopez è il protagonista della stoppata che ha consentito ai Brooklyn Nets di avere la meglio dei ben più quotati Hawks.
Sull'88 pari, a una quindicina di secondi dal termine, Atlanta ha il possesso della vittoria. Schroder, al solito, si intestardisce troppo, si imbottiglia e rischia di perdere palla. Rimedia, scarica per Millsap che, saggiamete, ridà al play tedesco. Allora Dennis si butta dentro, tenta un mezzo floater ma nulla. Però Millsap è lì, raccoglie il rimbalzo e si costruisce un facile appoggio. In quel momento appare Brook Lopez, che sceglie bene il tempo e stampa il pallone sulla tabella, dando il là alla ripartenza di Young che frutterà a Brooklyn i due liberi decisivi.
Brook Lopez è il protagonista della stoppata che ha consentito ai Brooklyn Nets di avere la meglio dei ben più quotati Hawks.
Sull'88 pari, a una quindicina di secondi dal termine, Atlanta ha il possesso della vittoria. Schroder, al solito, si intestardisce troppo, si imbottiglia e rischia di perdere palla. Rimedia, scarica per Millsap che, saggiamete, ridà al play tedesco. Allora Dennis si butta dentro, tenta un mezzo floater ma nulla. Però Millsap è lì, raccoglie il rimbalzo e si costruisce un facile appoggio. In quel momento appare Brook Lopez, che sceglie bene il tempo e stampa il pallone sulla tabella, dando il là alla ripartenza di Young che frutterà a Brooklyn i due liberi decisivi.
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