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mercoledì 30 marzo 2016

The Play Of The Night: 30 marzo

Come dare a un orso un barattolo di miele...

Così si sente Aaron Gordon in campo aperto, libero di scatenare i propri cavalli e accendere i propulsori che si ritrova tra le gambe. I compagni lo sanno e lo cavalcano, anche perchè il #00 è sempre puntuale nel treovarsi a rimorchio.

Contro Brooklyn, in un primo tempo da applausi, anche l'inchiodata, versione "salto in lungo", che ci va sobbalzare per l'ennesima volta sulle sedie. Payton scappa in ripartenza, conduce la transizione, gira su se stesso e vede Gordon lanciato lungo la fascia centrale del campo; il resto è scontato: stacco dalla linea del tiro libero e atterraggio dopo il ferro. In scioltezza...


mercoledì 16 marzo 2016

The Play Of The Night: 16 marzo

Eh vabbè, ormai non si può aggiungere nulla. Aaron Gordon è in modalità Dunk Contest perenne e le partite dei Magic si trasformano, ogni sacrosanta volta, in una vetrine per le prodezze del #00.

Tra l'altro, Gordon sta anche giochicchiando mica male, quindi i voli sopra il ferro sono solo la ciliegina sulla torta. Si sta guadagnando lo status di "giocatore vero", e non solo di trampolino umano. Tanto che non gli si può lasciare una conclusione aperta a cuor leggero.

Dimostra la partita di stanotte contro Denver. Gordon viene chiuso, anche se in ritardo, dal close out di Jokic, preoccupato dalla tripla. Ma AG è astuto e bravo: finta, primo passo bruciante, palla messa a terra con tecnica, vantaggio acquisito sull'avversario e via... verso l'infinito e oltre: schiacciata rovesciata confezionata con una facilità irrisoria, come fosse un semplice terzo tempo da riscaldamento.

Beato lui...

venerdì 26 febbraio 2016

The Play Of The Night: 26 febbraio

Come ovvio che sia, da quando ha partecipato allo Slum Dunk Contest, Aaron Gordon è uno degli osservati speciali degli appassionati di highlights.

Con lui in campo, sai sempre che potrebbe scapparci la schiacciata da standing ovation e facce impietrite.

E' successo anche stanotte, nella sfida tra i Magic e i Warriors. Ripartenza 2 vs. 2, con Fournier che affida palla al suo #00, che si ritrova davanti Draymond Green e, semplicemente, decide di "farlo fuori" saltando da distanza siderale. Così, come nulla fosse.

Qui di umano c'è gran poco...


mercoledì 24 febbraio 2016

The Play Of The Night: 24 febbraio

Doppia super giocata per Aaron Gordon, ormai entrato stabilmente nel quintetto degli Orlando Magic.

Nella sida notturna contro i Sixers, il #00 ha messo in scena unì'emozionante sfida con Noel a suon di schiacciate, perle atletiche e 1-vs.-1 a quote proibitive. Ha dovuto incassare le inchiodate del lungo di Philly, ma si è anche preso qualche rivincita; con molto interessi.

L'azione della giornata, infatti, parte prorpio da una stoppata di Gordon su Noel: palla sradicata dalle mani e contropiede lanciato, conlcuso dallo stesso Aaron con la specialità della casa, il volo sopra il ferro.


giovedì 4 febbraio 2016

The Play Of The Night: 4 febbraio

Clutch, decisivo, cecchino, inarrestabile, killer: semplicemente Kevin Durant.

In molto sostengono che il #35 sia il miglior attaccante puro della Lega. Ci ho sempre riflettuto e, di volta in volta, me ne sto convincendo. Impossibile, infatti, trovare qualche movimento o soluzione offensiva che il nativo di Washington non sia in grado di fare.

L'ultima perla è quella di stanotte: tripla vincente in Magic-Thunder. Sulla sirena, in scioltezza (relativa) e in piena autonomia. Ibaka fa una gran cosa in difesa e lancia l'ultima azione OKC. Niente time-out e palla a KD, che si fa il campo, si isola, scherza con Tobias Harris (mica un difensore malvagio) e scaglia la bomba del definitivo +3 (114-117). Senza lasciare tempo per una possibile replica. Al solito, con estrema eleganza.



lunedì 1 febbraio 2016

The Play Of The Night: 1 febbraio

I tanti infortuni ci hanno impedito di vederlo al meglio. Ora, però, Aaron Gordon sembra stare a meraviglia, almeno stando a quanto ha combinato stanotte nella sfida tra Magic e Celtics.

Il #00 è noto per essere un atleta mostruoso e uno schiacciatore di primissimo livello. Come dimostra l'inchiodata, direttamente da rimbalzo offensivo, che gli vale il premio per la miglior giocata della notte.

Vucevic sbaglia la misura del lay-up, che scappa fuori dal ferro e rimane a disposizione dei rimbalzisti di Boston; ma all'improvviso sbuca Gordon, che con una sola mano raccoglie, porta su la palla e inchioda di potenza. Con grande rapidità e spettacolarità.

Per fare una cosa del genere, bisogna davvero stare molto bene.



martedì 26 gennaio 2016

The Play Of The Night: 26 gennaio

E' stata la serata di del vecchio "Uncle Jeff": 30 punti, highlights di primo livello e canestri decisivi.

Su tutti, quello che ha mandato Orlando-Memphis all'overtime, poi favorevole proprio ai suoi Grizzlies.

Jeff Green regala ai suoi tifosi la gioia di andare al tempo addizionale con una grande azione. Di tecnica, atletismo e caparbietà. Non uno schema ben costruito e "consigliabile", ma una perseverante giocata personale, fatta di palleggi, un discreto girovagare e un mezzo gancio da distanza siderale dopo una virata e con le mani di due difensori in faccia.

Con grande eleganza e, quel che più importa, con puntuale efficacia.


lunedì 21 dicembre 2015

The Play Of The Night: 21 dicembre

Per Dailybasket seguo la Southeast Division e, anche nell'ultimo report (lo trovate qui), ho ribadito una cosa: gli Hawks stanno deludendo, Paul Millsap sta eccellendo.

Il lungo ex Jazz, infatti, sta vivendo una delle stagioni migliori della sua carriera. E', senza dubbio, il faro della franchigia, nonchè uno dei giocatori più eclettici e intelligenti che si possano trovare in un pitturato. Ma questa non è di certo una novità.

Non è mai stato un atleta da highlight o da fronzoli e leziosità; va per il sodo. E continua a farlo anche quest'anno, però con un pizzico di show in più. La migliore giocata della notte, non a caso, è sua: inchiodata sopra Jason Smith, che riesce sì a mettere la mano sul pallone, ma viene spazzato via dalla potenza del #4.

venerdì 27 novembre 2015

Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Southeast Division

E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia, siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.

Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.

Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi. 


Appuntamenti precedenti: 

Atlantic Division

SOUTHEAST DIVISION


 

Miami Heat, voto 7.5


Difesa arcigna e attacco quadrato, senza tanti fronzoli o ghirigori: questo il succo dei Miami Heat versione 2015/2016. Una squadra che vuole dimenticare la fallimentare stagione dello scorso anno e, sin qui, ce la sta facendo alla grande.

Il quintetto è di altissimo livello, e si sapeva. In più, eccoti qualche bella sorpresa con Winslow, efficace sempre più, e Tyler Johnson, uomo perfetto per dare un po’ di imprevedibilità a un attacco che, spesso, rimane troppo confinato negli schemi.

La strada è lunga, ma, rispetto agli albori dell’annata, si sono già visti passi avanti. Sperando che gli infortuni non facciano di nuovo capolino, i playoff sono più che una possibilità.

Top: Chris Bosh – Alle spalle la brutta vicenda che l’ha tenuto fermo l’anno scorso, il veterano è tornato più forte che mai. A questo punto della sua carriera, non ha punti deboli: forte in post, continuo nel tiro da fuori, solido in difesa e attento al gioco. Con questo Whiteside (un altro “top”) a presidiare il pitturato, può anche non dannarsi troppo a sgomitare a rimbalzo.  

Flop: Goran Dragic – Altro uomo che ho al FantasyNBA e che, ahimè, sta stentando. Giochicchia benino, ma questo non basta per giustificarne il contrattone e, soprattutto, per fare fede all’enorme talento che lo contraddistingue. Lo sloveno deve cambiare marcia. 




Charlotte Hornets, voto 7+


Partenza a rilento che ha fatto pensare alla solita annata da mani nei capelli. Poi, il risveglio e una constante risalita, all’insegna anche del buon gioco.

Coach Clifford, appena rinnovato, ha aspettato i nuovi arrivati e li ha inseriti bene nel progetto, nel rispetto delle loro caratteristiche. Dunque, accanto agli insostituibili Kemba Walker e Al Jefferson, spazio a Batum tuttofare (e con maggiori responsabilità offensive rispetto a Portland) e alle scorribande di Jeremy Lin e Jeremy Lamb, preziose cartucce in uscita dalla panchina.

Dai che Michael Jordan, forse, è finalmente riuscito a costruire qualcosa di decente.

Top: Nicolas Batum – Reduce dalla peggiore annata della sua storia, almeno a livello statistico, il francese si sta riprendendo con gli interessi. Alla solita efficacia difensiva, ha aggiunto una pericolosità in attacco che ci eravamo dimenticati avesse. Più volte migliore della settimana a Est, è di nuovo un elemento di grande spessore. 

Flop: Spencer Hawes – Come Clifford possa ancora preferirlo a Kaminsky, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno Frank è giovane e da testare; Hawes, invece, è sempre se stesso: inutile in difesa, avulso dal gioco e aggrappato a quel tiro da tre che, oltretutto, non entra mai. Bah.

 

Atlanta Hawks, voto 7-


I troppi e inaspettati passi falsi dell’ultimo periodo mi hanno lasciato un po’ di dubbi. Su una squadra che, prima, mi stava convincendo.

Perché, comunque, prestazioni e qualità del gioco erano di ottimo livello, nonostante la necessità di sostituire un elemento fondamentale come DeMarre Carroll. Bazemore, in questo, è stato, un po’ a sorpresa, molto bravo.

La mancanza di Teague per qualche match, ahimè, ha fatto riemergere le fragilità di un gruppo che funziona al 100% solo se al completo. Senza il play, qualcosa si è inceppato. Senza nulla togliere a Schroder e rendendo spesso vane le ottime cifre del prezioso duo Millsap-Horford.

Ora Teague è tornato e tutto andrà di nuovo a posto, si spera, ma ancora manca quel qualcosa per essere davvero super competitivi fino in fondo.

Top: Paul Millsap – Insieme a Horford fa ammattire i lunghi avversari, perché vaga per il campo senza dare punti di riferimento alle difese e ricoprendo qualsiasi ruolo. Efficace tanto nel pitturato quanto fuori. Passa, tira e porta palla senza alcuna difficoltà. In più, quest’anno mi sembra ancora più energico.

Flop: Tiago Splitter – Giusto perché mi aspetto un po’ più di presenza a rimbalzo e di minutaggio. Budenholzer, per ora, gli dà giusto un quarto d’ora o poco più.


 

Washington Wizards, voto 5.5


Buona partenza, con un Beal da applausi. Poi, con il #3 ai box, tanto per cambiare, brusco rallentamento, non solo nei risultati. Una squadra speso molle e lenta, che non riesce a sfruttare al meglio ciò che un giocatore come Wall potrebbe darle: velocità, imprevedibilità, ritmo.

Difende malaccio e attacca con poche idee, soprattutto se si deve affidare alla panchina, poco incisiva in ogni spot. Manca, in più, un leader riconosciuto che sappia alzare la voce. Wall è una stella, ma il carisma che dava Pierce nella passata stagione è insostituibile.

Ora è tornato Beal (chissà poi per quanto): la speranza dei capitolini è che l’inerzia possa girare ancora una volta. Anche perché quest’anno a Est si corre molto di più e non c’è tempo da perdere.

Top: Bradley Beal – Nelle 9 partite giocate, è sembrato quell’attaccante terrificante che tutti conoscono e aspettano tra un infortunio e l’altro. Più di 20 punti di media e il 42% da tre. Dovesse trovare continuità, sarebbe la chiave dell’anno dei Wizards.

Flop: Nene – Continua a sembrare il cugino lontano di quello che era. Gortat non splende, dunque avrebbe l’opportunità di scalare le gerarchie, ma stenta e si limita al compitino. Peraltro, senza entusiasmare.

 

 

Orlando Magic, voto 6.5


Allenatore nuovo, squadra giovane e annata da affrontare day-by-day. Per ora, con discreti risultati.

La franchigia della Florida non è una squadra facile da affrontare, perché zeppa di atleti e talenti in grado di accendersi all’improvviso e azzeccare la serata da 20 punti come nulla fosse. D’altro canto, non hanno nemmeno l’esperienza e la coesione necessaria per mantenersi sempre su alti standard. 

Sa tanto di stagione di transizione, in attesa di capire cosa riserverà il domani. Ciò non significa, e lo testimoniano le prestazioni sul campo, che non si stia cercando di fare qualcosa di sorprendente già ora. Per i playoff sarà dura; non per un risultato dignitosissimo.

Top: Evan Fournier – Una delle più grandi sorprese di quest’inizio stagione: miglior realizzatore di squadra, tiratore pericoloso dall’arco e, in generale, arma offensiva di assoluto livello. Rispetto agli anni scorsi, un altro giocatore. 

Flop: Shabazz Napier – Era una scommessa. Ha anche imbroccato un paio di partite ottime, ma ancora non si capisce se possa essere un vero fattore. Qualcosa in più di quando era Miami o Minnesota, ma il minutaggio rimane bassino e le cifre pure.  

giovedì 12 novembre 2015

The Play Of The Night: 12 novembre

Un pizzico di fortuna, ovviamente, ma anche tanto talento. Perchè si può dire tutto, ma non che Nikola Vucevic sia scarso.

Il canestro che vale la giocata della notte, e la vittoria dei Magic, non è, di certo, il pezzo forte del repertorio, ma ci vuole una certa mano per metterlo.

Solo 1.5" al termine, con Orlando e LA Lakers sul 99 pari. Rimessa Magic affidata a Harris, che trova Vucevic sul lato, spalle a canestro e l'avversario alle calcagna. Visto il tempo residuo, o tira o tira. Ne esce una specie di fadeaway con parabola alta e morbida, alla Dirk, che si spegne placido nella retina.

Conseguenza, la liberatoria e giustificata corsa per il campo, con il palazzo in delirio e i compagni a far festa.

sabato 31 ottobre 2015

The Play Of The Night: 31 ottobre

Sarebbe meglio dire "le giocate della notte". Eh sì, perchè il momento più spettacolare di oggi ce lo regalano in tre, con tre triple consecutive.

La partita è Oklahoma City-Orlando; i protagonisti, Durant, Oladipo e Westbrook. Proprio in questa successione.

Match tirato, punto a punto e caldissimo. I Magic sono avanti 114-111 a 15" dal termine. Rimessa per OKC, che trova Durant in uscita dai blocchi: bomba perfetta e parità. Ma Oladipo risponde: 1vs.1, step back, tripla e 114-117 a 4" dalla sirena. Finita? Macchè! Westbrook si lancia a tutto gas dall'altra parte, supera la metà campo e scaglia la preghiera, trovando un canestro tanto fortunato quanto cruciale: overtime.

Alla fine vincerà Oklahoma City (139-136), ma la girandola di emozioni regalataci in quei 15" è pura goduria.