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lunedì 24 ottobre 2016

I migliori giocatori di ciascuna franchiga NBA secondo NBA2K17


Stagione alle porte. Anzi, ha già appeso il cappotto all’ingresso. Arriviamoci preparati, mettendoci bene in testa chi suono gli uomini-franchigia.

E chi li ha scelti? Il sottoscritto? Il santone Adrian Wojnarowski? Coach Dan? Bagatta? No, direi proprio di no. Soprattutto per quanto riguarda gli ultimi due.

Questa è la lista dei migliori giocatori (raccolta da HoopsHype) di ogni squadra secondo NBA2K17. Che, si sa, è molto più di un gioco. Anche per gli stessi atleti che, sempre più spesso, si lamentano delle proprie valutazioni nel videogame.

LeBron James: anche secondo il gioco, è lui il più forte della Lega


Atlanta: Paul Millsap - valutazione di 86

Boston: Al Horford e Isaiah Thomas - 85

Brooklyn: Brook Lopez - 81

Charlotte: Kemba Walker – 85

Chicago: Jimmy Butler – 88

Cleveland: LeBron James – 96

Dallas: Dirk Nowitzki – 84

Denver: Kenneth Faried e Danilo Gallinari – 80

Detroit: Andre Drummond – 87

Golden State: Stephen Curry – 94

Houston: James Harden – 90

Indiana: Paul George – 89

LA Clippers: Chris Paul – 91

LA Lakers: D’Angelo Russell – 79

Memphis: Marc Gasol e Mike Conley – 85

Miami: Chris Bosh – 86

Milwaukee: Giannis Antetokounmpo – 83

Minnesota: Karl-Anthony Towns – 88

New Orleans: Anthony Davis – 90

New York: Carmelo Anthony – 88

Oklahoma City: Russell Westbrook – 93

Orlando: Nikola Vucevic – 80

Philadelphia: Ben Simmons e Jahlil Okafor – 79

Phoenix: Eric Bledsoe – 85

Portland: Damian Lillard – 89

Sacramento: DeMarcus Cousins – 90

San Antonio: Kawhi Leonard – 93

Toronto: DeMar DeRozan – 87

Utah: Derrick Favors – 85

Washington: John Wall - 88

martedì 2 agosto 2016

NBA da capogiro: i contratti più alti nella storia di ciascuna franchigia

Ormai lo sappiamo: le cifre che girano nella NBA attuale raggiungono quasi (senza quasi) la follia. Il nuovo contratto televisivo, e le logiche di mercato di una Lega dall’appeal sempre crescente, hanno fatto impennare gli stipendi di giocatori e staff.

Campioni o meno che siano, gli atleti della National Basketball Association stanno incassando assegni che sistemeranno loro e relative famiglie per le prossime dieci generazioni.

Nonostante ciò, anche in passato, quindi prima di questa “rivoluzione contrattuale”, sono stati siglati accordi da capogiro che ancora fanno storia. Ma, ovviamente, erano casi più rari e riguardanti campionissimi della Lega, oppure incomprensibili operazioni di mercato. Ora, giusto per dirla tutta, si regalano milioni di dollari a cani e porci.

Vediamo dunque, aiutati dall’interessante lavoro di HoopHype (che su ste cose ci sa sempre fare), i salari più alti mai firmati da ciascuna delle trenta franchigie.


ATLANTA HAWKS:

Dwight Howard: contratto 2016-2017 da 23,5 milioni di dollari

BOSTON CELTICS

Al Horford: 2016-2017 da 26,5 mln

BROOKLYN NETS

Joe Johnson: 2015-2016 da 21,8 mln

CHARLOTTE HORNETS

Nicolas Batum: 2016-2017 da 20,9 mln

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James: 2015-2016 da 22,9 mln


 CHICAGO BULLS

Michael Jordan: 1997-1998 da 33,1 mln

DALLAS MAVERICKS

Dirk Nowitzki: 2016-2017 da 25 mln

DENVER NUGGETS

Juwan Howard: 2002-2003 da 20,1 mln

DETROIT PISTONS

Andre Drummond: 2016-2017 da 22,1 mln

GOLDEN STATE WARRIORS

Kevin Durant: 2016-2017 da 26,5 mln

HOUSTON ROCKETS

James Harden: 2016-2017 da 26,5 mln

INDIANA PACERS

Jermaine O'Neal: 2007-2008 da 19,7 mln

LOS ANGELES CLIPPERS

Chris Paul: 2016-2017 da 22,8 mln

LOS ANGELES LAKERS

Kobe Bryant: 2013-2014 da 30,4 mln

MEMPHIS GRIZZLIES

Mike Conley: 2016-2017 da 26,5 mln

MIAMI HEAT

Chris Bosh: 2016-2017 da 23,7 mln

MILWAUKEE BUCKS

Michael Redd: 2010-2011 da 18,3 mln


MINNESOTA TIMBERWOLVES



Kevin Garnett: 2003-2004 da 28,9 mln

NEW ORLEANS PELICANS


Anthony Davis: 2016-2017 da 20,9 mln

NEW YORK KNICKS


Carmelo Anthony: 2016-2017 da 24,5 mln

OKLAHOMA CITY THUNDER


Kevin Durant: 2015-2016 da 21,9 mln

ORLANDO MAGIC


Gilbert Arenas: 2013-2014 da 22,3 mln

PHILADELPHIA 76ERS

Chris Webber: 2005-2006 da 19,1 mln


PHOENIX SUNS

Shaquille O'Neal: 2008-2009 da 20 mln

PORTLAND TRAILBLAZERS

Damian Lillard: 2016-2017 da 24,2 mln

SACRAMENTO KINGS

Rudy Gay: 2014-2015 da 19,3 mln


SAN ANTONIO SPURS

Tim Duncan: 2009-2010 da 22,1 mln

TORONTO RAPTORS

DeMar DeRozan: 2016-2017 da 26,5 mln

UTAH JAZZ

Karl Malone: 2003-2004 da 19,2 mln

WASHINGTON WIZARDS

Rashard Lewis: 2011-2012 da 22,1 mln

P.S.: tutte le immagini sono prese dal web


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giovedì 21 aprile 2016

The Play Of The Night: 21 aprile

LeBron è arrivato ai playoff in froma smagliante. Fisicamente e mentalmente. E' stato lui stesso a conferssarlo. Comunque, anche se non avesse detto nulla, ci avremmo messo poco ad accorgercene.

Spaventoso LBJ, che sta mettendo sul parquet ogni energia per dimostrare che quest'anno Cleveland vuole il bersaglio grosso. E lo vuole con autorità. Dominando gli avversari.

I Pistons ne stanno pagando le conseguenze. Serie sul 2-0 Cavs e il Re che assalta il canestro avversario con una ferocia tipica delle grandi ricorrenze. Come nell'occasione della giocata della notte, una schiacciatona a due mani dopo un taglio che, non fosse per la rabbia dell'esultanza, sarebbe "normale".

Ma LeBron, nei playoff, non si limita a inchiodare; vuole sbranare il ferro.


domenica 20 marzo 2016

The Play Of The Night: 20 marzo

Voglio dire: ok che vi ha portato al titolo, ok che non lo dimenticherete mai, ok che è il Prescelto, ma almeno far finta di difendere...

L'incredibile abbaglio difensivo dei Miami Heat spiana a LeBron la strada che porta dritta al ferro e alla migliore giocata della notte: un'inchiodata in solitudine, ma pur sempre stupenda.

LBJ in pick and roll con Love, sfrutta il blocco e salta l'avversario, mentre Stoudemire, folgorato da chissà cosa, se ne va bel bello lasciandogli inspiegabilmente un'autostrada libera e a otto corsie. James non può che imboccarla, probabilmente a sua volta incredulo, e deliziarci con la reverse a due mani.

martedì 15 marzo 2016

The Play Of The Night: 15 marzo

Ormai sta diventando uno dei marchi di fabbrica dei Cavaliers: l'alley-oop tra J.R. Smith e LeBron.

L'hanno riproposto anche stanotte, nella sfida poi persa contro gli Utah Jazz. In transizione, con un solo difensore a infastidirli; dunque, con spazio e tempo per architettare qualcosa di spettacolare.

Arrivato nei pressi del ferro, attirando l'avverario su di sè, J.R. decide di alzarla all'indietro per l'accorrente LBJ, che prende e si mangia il canestro. Detta così, tutto facile. Beh insomma, l'assist di Smith non perfetto, altino e controtempo, ma quello è il Re, e nulla ci mette a toccare il soffitto.


lunedì 15 febbraio 2016

The Play Of The Night: All-Star Game Toronto

Sorrisi, anime rilassate, svago, zero difese e la solita sfilata di highlights: l'All-Star Game di Toronto non si è smarcato dai precendenti. Anzi, non si sono nemmeno vissute emozioni sull'esito del match, visto che l'Ovest ha strapazzato gli avversari per 196-173.

Scegliere la giocata più bella non è nemmeno facile, anche perchè è tutto una continua vetrina ad hoc per ricreare, in pratica a ogni azione, un dunk contest.
La NBA, nella sua Top-10 ufficiale, ha premiato, giustamente, la connection al sapor di "Heat che furono" tra Wade e LeBron. Nulla di speciale eh, un alley-oop anche piuttosto banale, se non fosse per il giochetto improvvisato da Flash prima dell'alzata: in sostanza una finta di assist, alzandosela per se stesso per eludere l'avversario. Se si capisce...

Forse, meglio lasciare parola alle immagini.


martedì 2 febbraio 2016

The Play Of The Night: 2 febbraio

Ho sempre ammesso pubblicamente di avere un debole per Myles Turner. L'ho considerato, sin dal primo momento, uno dei rookie più interessanti della stagione. E il tempo, che è galantuomo, mi sta dando ragione.

Ha iniziato l'anno in panchina, poi qualche problema fisico, ora il quintetto e voilà, il talento sta venendo a galla. Giocatore completo: atletismo, mano, visione di gioco, buona presenza in entrambe le fasi. Insomma, ha tutto per fare bene.

Questa notte ci ha regalato un piccolo assaggio di ciò che è capace di fare. Una stoppata pazzesca, frastornante e perfetta sia per tempismo che per precisione (solo palla). Già di per sè, una giocata che varrebbe un highlight. Ma che assume ancor più spessore quando si riconosce l'avvesario brutalmente "rispedito al mittente": proprio lui, Mister LeBron James. Il Re sbeffeggiato durante una delle sue ripartenza da bulldozer; e chi l'avrebbe mai detto?

Stoppare una schiacciata di LBJ nel proprio anno da matricola: Myles avrà qualcosa da raccontare ai nipoti.


mercoledì 13 gennaio 2016

The Play Of The Night: 13 gennaio

E' dal 2003, se non prima, che ci si chiede come sia possibile fermare LeBron James lanciato verso il ferro. Forse, e ne sono quasi sicuro, sarebbe più giusto chiedersi non "come", ma "se" sia davvero possibile fermarlo.

Per ora, nessuno ha trovato la risposta. Probabilmente perchè non esiste.

Il Prescelto si prende il primo posto nella classifica degli highlights della notte con un'inchiodata di pura potenza. Dal palleggio, trovando il varco per entrare nell'area dei Mavs e spazzando via il malcapitato Devin Harris. Il tutto per il pareggio sul 95 che ha mandato il match all'overtime (hanno poi vinto i Cavs).

Il Re è sempre il Re.

giovedì 31 dicembre 2015

Poche foto per rivivere la storia di LeBron James nella NBA

Per LeBron fanno 31. All'anagrafe. Non sul parquet, dove spesso e volentieri ne fa anche di più.

Il Re cresce ma non invecchia. Perlomeno, lo fa alla sua velocità, estranea alla natura di noi umani. Perchè lui è il "The Chosen One", il "Prescelto" chiamato a riscrivere la storia del Gioco dal primo all'ultimo passo della sua carriera.

E allora ecco, in maniera semplice e artigianale, la galleria della sua straordinaria vita cestistica nella Lega.


A St. Vincent- St. Mary High School fa capire al mondo chi è. Nessuna sopresa, dunque, quando i Cavs lo scelgono con la prima scelta assoluta al Draft 2003.

Esordisce con 25 punti e 9 rimbalzi contro i Kings (mai nessuno tanto decisivo al debutto). Conclude l'anno da Rookie Of The Year a oltre 20 punti, 5 rimbalzi e 6 assist di media.

Nell'estate 2004 partecipa alle Olimpiadi di Atene con Team USA. Arriva solo un bronzo, dietro ad Argentina e quell'indimenticabile versione della nostra Italia.

Nella stagione successiva, Cleveland delude, ma il #23 fa già parte del gotha della Lega. Chiude l'annata con 27 punti, 7 rimbalzi e 7 assist a partita.

I Cavs vanno finalmente ai playoff, trascinati da un Prescelto da 31.4 punti di media e da titolo di MVP dell'ASG. Saranno i Pistons, al secondo turno, a fermare la corsa della franchgia dell'Ohio.

Nel 2006/2007, le cifre di LBJ diminuiscono (27+6+6) ma arrivano le Finals. San Antonio, però, è troppo anche per LeBron. La serie si chiude 4-0 per i texani.

L'anello comincia a diventare un'ostinata ossessione. Cleveland cerca di costruire un supporting-cast di livello ma i Celtics di Pierce, Garnett e Allen, poi campioni, vincono la finale di Conference 2007/2008 ed eliminano i Cavs.

Il 2008/2009 è da MVP, All-Defensive Team e due serie consecutive di playoff vinte 4-0 (con Detroit e Atlanta). In finale della Eastern, però, il Re, da oltre 38 di media, si schianta sui Magic.



Nonostante il secondo titolo di MVP consecutivo, la stagione dei Cavs 2009/2010 si interrompe prima delle Finals. Sono ancora i Celtics la bestia nera.

Nell'estate dello stesso anno, il chiaccheratissimo passaggio agli Heat, dove trova Wde e Bosh come compagni di un trio deciso a fare la storia. I Mavs, però, hanno un'idea diversa e battono a sorpresa i favoritissimi rossoneri.

La maledizione di spezza l'anno successivo: Miami campione e LeBron MVP sia della stagione regolare che delle Finals.

Da campione in carica, vince anche il suo quarto riconoscimento di MVP, a 26 punti, 7 rimbalzi e 6 assist di media.


Come se non bastasse, Miami fa il back-to-back battendo gli Spurs dopo 7 gare e LeBron si riconferma anche MVP delle Finals.

San Antonio, però, ha in serbo la vendetta. Nel 2013/2014, quando tutto sembra apparecchiato per il tris di LBJ e Miami, Duncan, Ginobili e Parker firmano il capolavoro: 4-1 in finale e il Prescelto rispedito al mittente.

Debacle che lascia il segno e convince James a voltare di nuovo pagina. L'obiettivo di una vita rimane sempre uno: portare un anello alla sua Cleveland. Come in una favola, allora, decide di "tornare a casa". 



Il finale della stagione del ritorno, però, è amaro. LeBron fa di tutto per trascinare i Cavs, privi di Irving e Love, alla vittoria sugli spumeggianti Warriors di Curry. Nonostante delle Finals da quasi tripla-doppia di media (36+13+9), l'anello va a Golden State. 







Il resto è storia di oggi.

sabato 5 dicembre 2015

The Play Of The Night: 5 dicembre

Quando parte il Re, impossibile fermarlo.

LeBron James lanciato in campo aperto è come uno schiacciasassi che di nulla si cura. Inarrestabile, dominante.

La partita tra i Cavs e i Pelicans ci ha regalato un grande duello James-Davis. La vittoria è andata a New Orleans, ma la giocata più spettacolare è del #23 di Cleveland. Un manifesto di tutto cià che LBJ è stato, è e sempre sarà: un marziano sbarcato sui campi da basket.

Gustatevi questo uno contro due devastante, con gli avversari che abbrancano il Prescelto in ogni modo pur di stopparlo. Ovviamente, senza riuscirci.



domenica 15 novembre 2015

The Play Of The Night: 15 novembre

Mi fa particolarmente piacere che la giocata della notte sia di Jabari Parker.

Perchè questo ragazzo ha un talento fuori dal comune e lo stava dimostrando già l'anno scorso, prima che un infortunio ne bloccasse la stagione.

Ora è tornato e, piano piano, si sta riprendendo minuti, fiducia e applausi.

Nella notte, i suoi Bucks hanno fermato la corsa lanciata dei Cavaliers di LeBron, imponendosi all'overtime e facendo capire, una volta di più, che nel Wisconsin dovranno sudare tutti.

Ritornando a Jabari e al suo highlight, ecco qui l'inchiodatona a due mani dopo un paio di palleggi. Di potenza ce n'è eh...

venerdì 13 novembre 2015

"I PROMISE TO NEVER GIVE UP": LeBron scrive a un ragazzo affetto da distrofia muscolare

Essere LeBron James significa guidare una squadra, uno spogliatoio e una Lega intera. Ma significa anche essere un eroe per molti fan, un punto di riferimento e un esempio per la comunità e le nuove generazioni. E LeBron, questo, l'ha sempre saputo.

La sua vicinanza a chiunque si trovi in difficoltà è una delle sue più grandi qualità. Ed è per questo che è molto più di un 'semplice' giocatore di basket.

Gregg Doyel lotta ogni giorno, colpito da una grave distrofia muscolare che lo costringe sulla carrozzina. I due più grandi sogni di Gregg sono: diventare un coach di football e incontrare LeBron James, il suo idolo.

Venuto a conoscenza della storia del diciannovenne, il 'Re' gli ha subito fatto sentire la propria vicinanza e ha trovato il modo per regalargli un sorriso. Una maglia firmata, un paio di scarpe, qualche gadgets ma, soprattutto, una lettera di incoraggiamento e ammirazione. Perchè, come scrive LeBron, è Gregg a dover essere ispirazione per tutti, LBJ compreso.

mercoledì 28 ottobre 2015

The Play Of the Night: 28 ottobre

Finalmente NBA; finalmente il momento che tutti aspettavamo.

Un nuova stagione pronta a regalarci, al solito, emozioni e sensazioni uniche.

Le annate passano, ma ci sono personaggi che rimangono protagonisti sempre, anche se con una decade abbondante di esperienza alle spalle. Ma quando la classe è pura, il tempo si inchina al talento.

E' il caso di Pau Gasol, protagonista della giocata della notte. Il catalano, impegnato coi suoi Bulls nella 'prima' contro i Cavs, si prende platea e applausi, rimandando al mittente niente meno che 'sua maestà' LeBron James.

Con pochi secondi sul cronomentro, e punteggio sul 97-95 per i Bulls, LBJ decide di mettersi in proprio: semina Jimmy Butler come fosse un brocco qualunque e attacca il ferro; peccato, per lui, che Pau Gasol sia li ad attenderlo. Stoppatona, 'Re' rispedito al mittente, folla in delirio e successo propiziato.
Nonostante i pochi istanti rimanenti a propria disposizione, infatti, Cleveland non troverà il canestro del sorpasso. Finirà così: 97-95 per i Bulls.