playground

playground
Visualizzazione post con etichetta belinelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta belinelli. Mostra tutti i post

giovedì 3 marzo 2016

The Play Of The Night: 3 marzo

Non è facile crecere all'ombra di DeMarcus Cousins. In più, in un ambiente come quello di Sacramento, spesso "teso e movimentato". Ma Willy Cauley-Stein ha le qualità per emergere e farsi notare da tutta la Lega.

Superato qualche acciacco fisico, il #00 sta tornando a pieno regime, e la giocata della notte non fa che darne conferma. Inchiodatona a due mani in testa a Zach Randolph, su gentile e geniale assist di Marco Belinelli, perfetto nella difficile imbucata.

Una volta ricevita palla, per l'ex Kentucky è un gioco da ragazzi. 

martedì 1 dicembre 2015

Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Pacific Division

E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia, siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.

Ripeto: una ventina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.

Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi. 


Appuntamenti precedenti: 

Atlantic Division
Southeast Division 
Northwest Division

 

 PACIFIC DIVISION

 

 

Golden State Warriors, voto 10


Non sono certo io a dovervi dire come stanno andando i Warriors e quali imprese stanno compiendo. Mi limito a ribadire che stanno riscrivendo la storia e che, non so bene come, sono riusciti a migliorare il gioco, già di per sé stupendo, che li ha portati al titolo nella passata stagione.

Top: Steph Curry – Fa un altro sport e incanta. Primo realizzatore della Lega, giocoliere e illusionista con la palla tra le mani. Semplicemente, il migliore di questo momento.  

Flop: Nessuno – Impossibile rimproverare qualcosa a qualcuno.



 

Phoenix Suns, voto 7-


Zitti zitti, i Suns si fanno la loro stagioncina niente male. Nulla di eclatante, ma viaggiano sempre attorno al 50%, pronti a infilare qualche vittoria consecutiva e strizzare l’occhio alla parte buona della Western. Avessero più continuità, sarebbero molto più in alto.

Purtroppo, ultimamente hanno lasciato per strada qualche sconfitta di troppo, oscurando ciò che di buono c’è: l’esplosività del duo Knight-Bledsoe (che vale la squadra), un attacco che rende e diverte, una grande capacità di lottare a rimbalzo nonostante non ci siano dominatori d’area. Insomma, spirito battagliero.

Della fase difensiva, invece, meglio non parlare troppo. Limitiamoci a dire che rendono meglio con la palla tra le mani.

Top: Brandon Knight – Una delle migliori guardie della Lega. Poco pubblicizzato, supera quasi sempre i 20 punti a notte, tirando con il 40% da tre e facendo passi in avanti anche nelle altre fasi. Non a caso, è arrivata anche la sua prima tripla doppia in carriera.

Flop: Tyson Chandler – Visto il blasone, ci si potrebbe aspettare qualcosa in più. Ma, forse, il buon Tyson comincia a fare davvero i conti con l’anagrafe. Comunque, prende quasi 9 rimbalzi a partita eh. Non così malaccio, ma ci ha abituato ad altro. 


 

 

Los Angeles Clippers, voto 5.5 


Visto il potenziale, un'insufficienza risicata è il massimo che possono ottenere. A livello di roster hanno tutto, ma non riescono a fare il salto di qualità.

Sta tutto nella testa. Si sciolgono quando la palla scotta e buttano via troppe partite nel finale. Nell’ultimo periodo hanno raccolto più sconfitte che vittorie, destando parecchie preoccupazioni e interrogativi.

Il punto debole della passata stagione era la panchina. Dunque, in estate si è provveduto a rinforzarla: Josh Smith, Pierce, Stephenson, Johnson… Personaggi da disciplinare, ma la qualità non manca.

Quindi, cosa manca per essere davvero credibili? Un po’ più di variazioni sul tema in attacco, dove Griffin (a tratti dominante) tende a prendersi troppe licenze, una difesa che fa acqua e concede troppo e, soprattutto, un lassismo generale che lascia spesso a bocca aperta.

Rimane una delle franchigie più competitive, ma così non si va da nessuna parte.

Top: Blake Griffin – Spesso esagera, eccede in inutili virtuosismi e voli pindarici, ma rimane un fattore. Si affaccia sempre più spesso sulla tripla doppia e ha affinato tiro dalla media e passaggio. Senza tralasciare il suo arsenale storico: atletismo sovrumano, grinta e tecnica sorprendente.

Flop: Lance Stephenson – Qualche raro sprazzo di impegno e talento non mi fa cambiare idea: è un giocatore da ricostruire, soprattutto mentalmente. Non sai mai quello che può combinare. E le cifre non sono dalla sua. 


 

 

Los Angeles Lakers, voto 3 


Due sole vittorie, a oggi, e la sensazione che si giochi giusto per far fare passerella a Kobe (a proposito: ci mancherai fenomeno!).

Byron Scott non è un illuminato della panchina, e non lo scopriamo ora, ma questi Lakers sono a tratti veramente inguardabili. Il roster è rivedibile (eufemismo), ma qui manca tutto, da un’idea tattica a un atteggiamento vincente. Non c’è più il #24 che ti risolve le partite da solo; anzi.

Tra le peggiori franchigie in ogni statistica, pagano la mancanza di un lungo dominante, un play vero e con esperienza (Russell, poveraccio, deve fare cose che non gli competono, almeno per ora), difensori capaci e gente solida. Insomma, un disastro.

Mi sa tanto che questo sarà il fil rouge di questa annata.

Top: Jordan Clarkson – Conferma le buone cose mostrate nella passata campagna. E’ un esterno completo e di buon affidamento che, nel marasma totale, sta trovando modo di emergere.

Flop: Marcelo Huertas – Al momento del suo approdo in NBA, tutti si chiedevano che ci andasse a fare. La risposta è semplice: una gran figuraccia. Il suo debutto americano è macchiato indelebilmente da una serie di stupidaggini da "Shaqtin' a fool". 

 

 

 Sacramento Kings, voto 6


Partiamo dalle certezze: il roster è competitivo e piuttosto completo. I molti movimenti estivi hanno dato a Karl una squadra che può dire la sua. Non per l’obiettivo massimo, ovviamente, ma, perché no, per strappare un ottavo posto che significherebbe playoff.

L’altra faccia della medaglia del rebuiding estivo è, va da sé, un gruppo che ancora si conosce solo relativamente. La partenza, non a caso, è stata a rilento. Ma i californiani sono stati poi bravi a rialzarsi e addolcire il tutto (nonostante siano ancora lontani da 50%), trascinati dall’asse Rondo-Gay-Cousins: nei rispettivi ruoli, delle primizie. Soprattutto ora che RR9 si sta ritrovando (miglior assistman della Lega e già 4 triple doppie), Gay staziona su cifre da applausi e DeMarcus spazza i pitturati come mai. Senza dimenticare gli altri, tra cui il Beli, che completano il tutto.

Con il passare del tempo, questi Kings potrebbero diventare qualcosa di molto interessante. Per questo non me la sono sentita di dare più di una sufficienza risicata. Urge però, un giro di vite in difesa. Quando si tratta di offendere, al contrario, nessun problema.

Top: DeMarcus Cousins – Se uno dei centri più dominanti del lotto comincia a tirare anche da tre, beh, diventa un giocatore assolutamente inarrestabile. E l’ex Kentucky fa davvero spavento, perché, ormai, non c’è frangente o situazione in cui fatichi. Mostruoso.

Flop: Caron Butler – Sacramento ha parecchi giocatori che ruotano e garantiscono buone cifre. Karl sa di poter sfruttare diverse soluzioni, soprattutto sugli esterni. Purtroppo, tra queste, non rientra il superveterano, arrivato in estate e relegato a un ruolo marginale. Mi sa che siamo davvero agli sgoccioli della carriera. 


 


venerdì 11 settembre 2015

Eurosbasket 2015: Italbasket, le pagelle della fase a gironi

Alti e bassi. Anzi, altissimi e bassi. Questa è stata per gli azzurri la prima fase dell'Europeo.

Manifestazione iniziata con la batosta turca e l'imprevista faticaccia islandese, ma continuata con l'epico successo sulla Spagna, la battaglia vinta con la Germania. La partita con la Serbia va letta a parte.

Terzo posto nel girone e la consapevolezza di poter dire la nostra contro chiunque. Se siamo quelli visti contro le Furie Rosse, sono gli altri a doverci temere. 

E andiamo ragazzi!


DATOME 10 - Il capitano merita il voto massimo. Perché la Dea bendata gli ha girato le spalle e lui ha risposto stando vicino al suo gruppo, indossando casacca e pantaloncini e soffrendo tanto, forse più, degli altri. Sempre al comando. E se quelle voci su un possibile recupero per Lille fossero vere…

GALLINARI 10 - Dategli il titolo di MVP. Dateglielo subito. Il Gallo sta tenendo cifre straordinarie e si sta imponendo come vero leader dell’Italbasket.
Tim Connelly, suo G.M ai Nuggets, ha dichiarato, in brodo di giuggiole, che questo è “il miglior Gallinari di sempre”. Come darglitorto? Fisicamente sta bene, mentalmente pure. Risultato: si prende tiri decisivi e fa la voce grossa su entrambi i lati del campo. Se, per quella vecchia storia, in una squadra sono “tutti sono uguali”, beh, lui è un po’ meno uguale degli altri.

BELINELLI 9 - “O famo strano” è stato affibiato a Danilo e ai suoi canestri impossibili, ma non è che il Beli non sia mai andato “fuori dalle righe”: triple da casa sua, catch and shoot fuori equilibrio, jump-shot alla sua maniera. Ci ha abituato a uscire alla distanza e spaccare in due i match nel secondo tempo. Fondamentale per sperare in qualcosa di veramente grande.

BARGNANI 8.5 - Il classico gioco “incolpa Bargnani” è durato, per fortuna, una partita solo. Ovviamente, quella con la Turchia. Non è che improvvisamente sia diventato il miglior difensore del mondo, ma almeno ha dimostrato di esserci, combattere e mettere quell’intensità che tutti gli chiedono. Offensivamente, poi, nulla da dire: Mago è Mago. Dovesse rimanere concentrato anche nella prossima fase…

GENTILE 8.5 - Che bravo Alessandro, davvero! Sembra calato perfettamente nel proprio ruolo: battitore libero, con licenza di uccidere, ma anche ingranaggio fondamentale di un gioco di squadra. Ha talento cristallino, potenza devastante (non lo scopriamo di certo oggi) e, in questo Europeo, anche saggezza e puntualità. Finora, non ha sbagliato una scelta.

ARADORI 7.5 - C’ è il suo zampino in tutti i successi: il gioco da tre con l’Islanda, le triple contro la Spagna, i rimbalzi recuperati dal nulla contro la Germania. Segno che è in questa competizione con testa e gambe. A un uomo in uscita dalla panchina, con le sue caratteristiche, non si può chiedere altro.

CUSIN 7 - Il “Pandino” c’è e combatte al nostro fianco. Dà minuti di risposo importanti a Bargnani e, come sempre, garantisce energia e dedizione sotto le plance. Conosciamo i suoi limiti, li accettiamo e godiamo delle sue sferzate di vitalità. Contro certi lunghi, potrebbe rivelarsi arma importante.

DELLA VALLE e POLONARA 7 - Insieme non perché non accomunati dallo stesso destino: in fondo alle rotazioni, in attesa di qualche scampolo di match in cui dimostrare di esserci. E caspita se ci sono! I tifosi azzurri li vorrebbero in campo molto di più, e il perché si è visto: voglia, carattere e disponibilità. Chissà, potrebbero avere altre chances.

MELLI 6.5 - E’ un lungo atipico, perfetto per un quintetto basso ma undersize rispetto a molti pari ruolo. Nulla di nuovo. Sapevamo tutti che sarebbe stato utile per certi specifici frangenti di partita. E così è stato. Nicolò sta bene e lotta come sempre. Apre il campo ed è da rispettare nel tiro da fuori. E’ il Melli che conosciamo e che volevamo: bene così.

CINCIARINI 6 - Il Cincia sta uscendo pian piano (speriamo). L’inizio non è stato dei più incoraggianti: timido, impreciso, a disagio in un contesto fisico e di altissimo livello. Saggiato il valore degli avversari, ha fatto un passo indietro e ha cominciato dalle piccole cose, sia in attacco che in difesa. Le triple, pesantissime, messe a segno soprattutto contro la Germania ci fanno ben sperare.

HACKETT 5.5 - Ahimè, l’unica insufficienza. Daniel non sembra esserci: tanti errori banali, scelte sbagliate, poca aggressività… Potrebbe sfruttare i mismatches contro i play più piccoli, ma sembra stranamente restio. Urge accelerazione. 

Su Pianigiani non mi sono sbilanciato. Aspetto che i giochi siano fatti. 

martedì 8 settembre 2015

EuroBasket 2015: il racconto di Italia-Spagna con i tweet di #EuropeiTipo e #SkyEuroBasket

La Spagna è avversario tostissimo. Forse (ma perchè no?) non è stasera che ci giochiamo le nostre chances di passaggio del turno. Poco importa: testa bassa e all’attacco delle Furie Rosse. Sperare non costa nulla.




E come sempre, al fianco degli Azzurri ci sono i nostri stupendi tifosi, pronti a trasformare Berlino in una ‘succursale’ italiana.



Marco ha recuperato è c’è! Tutti i nostri NBA in quintetto: Pianigiani va all-in…


Si parte! Canestrone di Gentile e palla persa di quel gran simpaticone di Rudy: per distacco, il più odiato da tutti…


E il Mago sembra esserci…



Rispetto alle prime due uscite, sembriamo un tantinello più svegli in difesa (non ci voleva molto) e decisi in attacco: a 3 minuti dalla prima pausa, è 16-14 per gli iberici.


Ci siamo! Abbiamo la ‘garra’ giusta. Ma loro sono la Spagna, e quello col #4 è un certo Pau Gasol. Ergo, 20-19 giallorosso dopo 10 minuti.




Le due squadre giocherebbero anche un buon basket, non fosse per i continui fischi degli arbitri, fiscali a dir poco.


Gallinari, Gentile e pure Pietrone Aradori: servono tutti per fare l’impresa.



E’ finale di frazione punto a punto e senza Hackett, uscito dopo essersi schiantato per terra combattendo a rimbalzo.


Dopo un tempo, in vantaggio sono loro, 45-42, ma se la dovranno sudare. Eccome.



Di nuovo in campo, col coltello tra i denti e un favoloso sogno nella testa.


E ripartiamo con un Belinelli in più! Marco mette due liberi, poi una bomba buggerando Gasol e un’altra triplona: parziale azzurro di 10-0 e 52-47 nostro.



La voce di Tranquillo tradisce il nome, l’incitamento dell’Arena si alza: minuti di estasi italiana!!



Cominciamo l’ultimo quarto avanti, di 10 (73-63). Solo di 10. Abbiamo 600 secondi per trasformare il sogno in realtà.



Mago quatto falli e sostituito. Belinelli, invece, è in campo e segna da ovunque, ma davvero ovunque…



A 5 dalla fine siamo 87-79. Dobbiamo tenere, soffrire, farli ribollire, aggrapparci ai nostri campioni….



Se avete letto gli altri reporTweet sapete che, nel momento decisivo, stacco e mi incollo alla TV. La situazione è questa: guidiamo 93-81 a 2.55 dalla fine. A tra poco…

105-98! VAMOOOOOOSSSSSS!!!!! L’abbiamo fatto: abbiamo vinto!!!! Grandi ragazzi!!! Che sia l’inizio di una cavalcata!




Che bello ragazzi. Che bello. Tanta l’emozione, ho faticato a scrivere e seguire le migliaia di tweet che sono piovute su questa stupenda serata di basket. Non è finita qui eh…appuntamento a domani!

mercoledì 26 agosto 2015

Il primo tweet degli azzurri dell'Italbasket


Questa mi è piaciuta da subito: la redazione di Hoops Hype è andata a spulciare la storia twitter di quaranta campioni NBA per scoprire quale sia stato il loro primo cinguettio (li trovate qui).

Quelle curiosità simpatiche, senza alcuno spessore tecnico o di chissà che rilevanza. Giusto per strappare un sorriso.

D’altronde, ora siamo tutti bravi ed esperti. E lo sono diventati anche i campioni dello sport (per non parlare di politici ecc..): tweet di felicità, di esultanza, di scuse, di ‘autopromozione’, botta e risposta... C’è anche chi annuncia decisioni importanti è chi fa saltare trattative. Ormai passa tutto dai 140 caratteri.

Ma ci ricordiamo come tutto è cominciato? Approcci più o meno timidi e impacciati. Il tipico ‘tweet’ di prova per verificare se, effettivamente, si è in contatto col mondo.

Ok, mi metto in ricolo: questo il mio esordio, con goffo tentativo di scimmiottare l'allora recente apparizione dell'account @pontifex



Visto che c’è già chi l’ha fatto per le star della Lega più bella del mondo, io sono andato a ricercare i primi cinguettii dei nostri portacolori ai prossimi Europei.


Ecco, dunque, il primo messaggio di ogni ‘azzurro’, lasciando la precedenza, ovviamente, all'account ufficiale di @Italbasket:












 
P.S.: Cusin, Gentile e Pascolo, vi vogliamo 'cinguettanti'; Hackett, Melli e Vitali (di cui mi risulta un @lucavitali, ma va a sapere se è lui): ritornate a twittare al più presto!

sabato 15 agosto 2015

Bargnani, Belinelli e Gallinari: 50 punti in tre

L'Italia ha battuto la Lettonia. A Tbilisi è finita 82 a 63, con gli Azzurri che, per la prima volta con le stelle NBA, hanno guidato il match dal primo all'ultimo istante.

Dominanre l'impatto di Bargnani, Belinelli e Gallinari, che hanno imposto la propria qualità, mettendo il timbro, indelebile, sulla sfida.

Il Gallo è stato top-scorer con 22, mentre il Mago e il Beli si sono fermati, rispettivamente, a 15 e 13. In tutto, 50 punti: prestazione che, in vista degli appuntamenti che contano, fa ben sperare Pianigiani e noi tifosi.

Ecco il video che condensa tutte le realizzazioni dei tre campioni (via Gigantes).