playground

playground

martedì 1 dicembre 2015

Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Pacific Division

E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia, siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.

Ripeto: una ventina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.

Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi. 


Appuntamenti precedenti: 

Atlantic Division
Southeast Division 
Northwest Division

 

 PACIFIC DIVISION

 

 

Golden State Warriors, voto 10


Non sono certo io a dovervi dire come stanno andando i Warriors e quali imprese stanno compiendo. Mi limito a ribadire che stanno riscrivendo la storia e che, non so bene come, sono riusciti a migliorare il gioco, già di per sé stupendo, che li ha portati al titolo nella passata stagione.

Top: Steph Curry – Fa un altro sport e incanta. Primo realizzatore della Lega, giocoliere e illusionista con la palla tra le mani. Semplicemente, il migliore di questo momento.  

Flop: Nessuno – Impossibile rimproverare qualcosa a qualcuno.



 

Phoenix Suns, voto 7-


Zitti zitti, i Suns si fanno la loro stagioncina niente male. Nulla di eclatante, ma viaggiano sempre attorno al 50%, pronti a infilare qualche vittoria consecutiva e strizzare l’occhio alla parte buona della Western. Avessero più continuità, sarebbero molto più in alto.

Purtroppo, ultimamente hanno lasciato per strada qualche sconfitta di troppo, oscurando ciò che di buono c’è: l’esplosività del duo Knight-Bledsoe (che vale la squadra), un attacco che rende e diverte, una grande capacità di lottare a rimbalzo nonostante non ci siano dominatori d’area. Insomma, spirito battagliero.

Della fase difensiva, invece, meglio non parlare troppo. Limitiamoci a dire che rendono meglio con la palla tra le mani.

Top: Brandon Knight – Una delle migliori guardie della Lega. Poco pubblicizzato, supera quasi sempre i 20 punti a notte, tirando con il 40% da tre e facendo passi in avanti anche nelle altre fasi. Non a caso, è arrivata anche la sua prima tripla doppia in carriera.

Flop: Tyson Chandler – Visto il blasone, ci si potrebbe aspettare qualcosa in più. Ma, forse, il buon Tyson comincia a fare davvero i conti con l’anagrafe. Comunque, prende quasi 9 rimbalzi a partita eh. Non così malaccio, ma ci ha abituato ad altro. 


 

 

Los Angeles Clippers, voto 5.5 


Visto il potenziale, un'insufficienza risicata è il massimo che possono ottenere. A livello di roster hanno tutto, ma non riescono a fare il salto di qualità.

Sta tutto nella testa. Si sciolgono quando la palla scotta e buttano via troppe partite nel finale. Nell’ultimo periodo hanno raccolto più sconfitte che vittorie, destando parecchie preoccupazioni e interrogativi.

Il punto debole della passata stagione era la panchina. Dunque, in estate si è provveduto a rinforzarla: Josh Smith, Pierce, Stephenson, Johnson… Personaggi da disciplinare, ma la qualità non manca.

Quindi, cosa manca per essere davvero credibili? Un po’ più di variazioni sul tema in attacco, dove Griffin (a tratti dominante) tende a prendersi troppe licenze, una difesa che fa acqua e concede troppo e, soprattutto, un lassismo generale che lascia spesso a bocca aperta.

Rimane una delle franchigie più competitive, ma così non si va da nessuna parte.

Top: Blake Griffin – Spesso esagera, eccede in inutili virtuosismi e voli pindarici, ma rimane un fattore. Si affaccia sempre più spesso sulla tripla doppia e ha affinato tiro dalla media e passaggio. Senza tralasciare il suo arsenale storico: atletismo sovrumano, grinta e tecnica sorprendente.

Flop: Lance Stephenson – Qualche raro sprazzo di impegno e talento non mi fa cambiare idea: è un giocatore da ricostruire, soprattutto mentalmente. Non sai mai quello che può combinare. E le cifre non sono dalla sua. 


 

 

Los Angeles Lakers, voto 3 


Due sole vittorie, a oggi, e la sensazione che si giochi giusto per far fare passerella a Kobe (a proposito: ci mancherai fenomeno!).

Byron Scott non è un illuminato della panchina, e non lo scopriamo ora, ma questi Lakers sono a tratti veramente inguardabili. Il roster è rivedibile (eufemismo), ma qui manca tutto, da un’idea tattica a un atteggiamento vincente. Non c’è più il #24 che ti risolve le partite da solo; anzi.

Tra le peggiori franchigie in ogni statistica, pagano la mancanza di un lungo dominante, un play vero e con esperienza (Russell, poveraccio, deve fare cose che non gli competono, almeno per ora), difensori capaci e gente solida. Insomma, un disastro.

Mi sa tanto che questo sarà il fil rouge di questa annata.

Top: Jordan Clarkson – Conferma le buone cose mostrate nella passata campagna. E’ un esterno completo e di buon affidamento che, nel marasma totale, sta trovando modo di emergere.

Flop: Marcelo Huertas – Al momento del suo approdo in NBA, tutti si chiedevano che ci andasse a fare. La risposta è semplice: una gran figuraccia. Il suo debutto americano è macchiato indelebilmente da una serie di stupidaggini da "Shaqtin' a fool". 

 

 

 Sacramento Kings, voto 6


Partiamo dalle certezze: il roster è competitivo e piuttosto completo. I molti movimenti estivi hanno dato a Karl una squadra che può dire la sua. Non per l’obiettivo massimo, ovviamente, ma, perché no, per strappare un ottavo posto che significherebbe playoff.

L’altra faccia della medaglia del rebuiding estivo è, va da sé, un gruppo che ancora si conosce solo relativamente. La partenza, non a caso, è stata a rilento. Ma i californiani sono stati poi bravi a rialzarsi e addolcire il tutto (nonostante siano ancora lontani da 50%), trascinati dall’asse Rondo-Gay-Cousins: nei rispettivi ruoli, delle primizie. Soprattutto ora che RR9 si sta ritrovando (miglior assistman della Lega e già 4 triple doppie), Gay staziona su cifre da applausi e DeMarcus spazza i pitturati come mai. Senza dimenticare gli altri, tra cui il Beli, che completano il tutto.

Con il passare del tempo, questi Kings potrebbero diventare qualcosa di molto interessante. Per questo non me la sono sentita di dare più di una sufficienza risicata. Urge però, un giro di vite in difesa. Quando si tratta di offendere, al contrario, nessun problema.

Top: DeMarcus Cousins – Se uno dei centri più dominanti del lotto comincia a tirare anche da tre, beh, diventa un giocatore assolutamente inarrestabile. E l’ex Kentucky fa davvero spavento, perché, ormai, non c’è frangente o situazione in cui fatichi. Mostruoso.

Flop: Caron Butler – Sacramento ha parecchi giocatori che ruotano e garantiscono buone cifre. Karl sa di poter sfruttare diverse soluzioni, soprattutto sugli esterni. Purtroppo, tra queste, non rientra il superveterano, arrivato in estate e relegato a un ruolo marginale. Mi sa che siamo davvero agli sgoccioli della carriera. 


 


Nessun commento:

Posta un commento