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venerdì 8 gennaio 2016

The Play Of The Night: 8 gennaio

Pochi giorni fa abbiamo visto che anche i Lakers sanno fare spettacolo.

Questa notte, altrettanto a sorpresa, ci siamo accorti che anche i Sixers, quando vogliono, possono costruire un'azione corale tanto efficace quanto bella.

Sono forse i tre migliori giocatori di franchigia a confezionare la combinazione: Smith, Noel e Okafor. Noel ruba palla e lancia Smith in ripartenza; il play entra in area e premia la corsa dello stesso Noel con un no-look dietro la schiena. Nerlens riceve e, di tocco, concretizza l'assist per Jahlil Okafor, a cui non rimane che inchiodare senza grosse difficoltà.

Che Mike D'Antoni ci stia mettendo un pizzico della sua saggezza?



lunedì 23 novembre 2015

Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Atlantic Division


E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia, siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.

Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.

Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi.


ATLANTIC DIVISION

 

Toronto Raptors, voto 7-


Il primo posto nella Division non sorprende, visti i risultati della passata stagione e la concorrenza non proprio agguerrita. L’inserimento di Carroll e Scola sta funzionando e ha dato un po’ di equilibrio a una squadra che ha sempre avuto buona propensione offensiva ma atteggiamento difensivo spesso rivedibile, più per mancanze mentali che tecnico-tattiche. Lowry, DeRozan e Valanciunas sono le sicurezze (brutta notizia il recente infortunio del lituano: vedremo come risponderà la squadra); la panchina, invece, un punto debole.
La partenza sprint, 5-0, è stata pian piano vanificata da qualche passo falso di troppo. Mi aspetto qualcosa in più.

Top: Kyle Lowry - Non lo scopriamo di certo oggi, ma la costanza nel tiro da tre (40.8%) ne sta aumentando ancor più l’efficacia, perlomeno in attacco.

Flop: Terrence Ross - Sparito dai radar. Sembra un’altra annata buttata via malamente. 


New York Knicks, voto 7.5


Voto alto. Troppo? Forse sì, ma i ragazzi di Fisher mi stanno sorprendendo. Ci si aspettava una decisa svolta rispetto all’ecatombe del 2014/2015, ma sono convinto che in pochi immaginassero tali miglioramenti. Porzingis sta stupendo tutti e ammutolendo gli scettici della vigilia, Carmelo è tornato a essere un violino di primissimo ordine, Afflalo e Calderon danno un senso al tutto. Finalmente, gli arancioblu paiono una squadra con un senso. Per i playoff potrebbe essere sufficiente. Ma occhio a sedersi…

Top: Kristaps Porzingis - Sapete meglio di me il perché: il ragazzo ha un talento, soprattutto per quella taglia fisica, che lo rende un piacere per gli occhi.

Flop: Derrick Williams - Tira con percentuali basse, sia dal campo che da tre, dando un contributo molto relativo dalla panchina.

 

Boston Celtics, voto 6.5

Dopo un avvio stentato, è tornata la Boston che conoscevamo: equilibrata, tenace, ostica e ben allenata. C’è tanta strada da fare, soprattutto per sistemare un record ancora poco soddisfacente, ma la formula Stevens – ne ero certo – ricomincia a dare i suoi frutti. Tutti impegnati a lavorare duro e fare qualunque cosa, in attacco così come in difesa.Frangente in cui i biancoverdi danno il meglio, risultando tra le migliori squadre per punti concessi ogni 100 possessi. La superstella non c’è e, forse, viste le caratteristiche del progetto tecnico, è meglio così. Credo in loro e credo, più che mai, nella bontà del loro allenatore.

Top: Isaiah Thomas - Non ci sono degli All-Star, ma il folletto #4 non ci va molto lontano. Segna più di 20 punti a partita e cambia l’inerzia del match in un baleno. Ormai, è una sicurezza.

Flop: David Lee - Bocciatura forzata e di “incoraggiamento”, perché è un giocatore che mi è sempre piaciuto e che ritengo perfetto per i Celtics. Al solito, è stato frenato da qualche problema fisico. Lo attendo più incisivo.




 

Brooklyn Nets, voto 3


Squadra che sembra non avere né capo né coda: attacca male e difende peggio. Qualche giocatore buono ci sarebbe – Lopez, Young, Jack – ma non basta per dare ai newyorkesi una parvenza di credibilità. Semplicemente, una stagione che si prospetta grigissima.


Top: Jarrett Jack - Preferito a Brook Lopez perché meno “pubblicizzato” e atteso. E’ un onesto lavoratore con indubbio talento che segna, crea (non sempre con lucidità) e mette un po’ di toppe. Su questi livelli, va oltre le aspettative.

Flop: Andrea Bargnani - Eh lo so, dispiace pure a me. Pensavo che il Mago potesse trovare nei Nets la squadra giusta per svoltare, anche visto l’ottimo Europeo. Per ora, non è stato così. Speriamo che le cose girino.


 

Philadelphia 76ers, voto 2


Tolti Noel e Okafor, un’accozzaglia di giocatori di basso livello (per non dire di peggio). Non hanno ancora vinto e, vedendoli, non si capisce come possano farlo. Sicuramente qualche successo arriverà, ma qui si sta attentando seriamente a tutti i record negativi della storia. Obiettivo, logico e indiscusso, la prima scelta al prossimo draft. Il fatto è che non stano facendo tanking; sono proprio una squadraccia.

Top: Jahlil Okafor - Nella fitta nebbia, un faro lucente. Ha talento da vendere e sta avendo un grande impatto sulla Lega. Forse, più di quanto ci si aspettasse. Attacca alla grande e si intravedono margini di miglioramento (range di tiro da allargare), ma difende malissimo e non sembra che la cosa lo tocchi più di tanto.

Flop: Nik Stauskas - Scegliere il peggiore non è facile, perché la rosa di papabili è ampia. L’ex Kings, però, vince perché, oltre a essere impalpabile, tira con percentuali imbarazzanti. E per uno che dovrebbe avere nel tiro l’unico motivo per cui sta dove sta, non è un bel segno.

sabato 7 novembre 2015

"What about the Rookies?": breve e affrettato bilancio sulle prime 10 scelte del draft 2015


Forse è troppo presto per tirare bilanci definitivi. Anzi, è assolutamente troppo presto. Però vabbè, giusto per divertirsi.

Dopo sei o sette partite non si può stabilire quali matricole siano già stelle, quali bidoni ecc… Non è né bianco né nero. Siamo ancora in quel grigio in cui tutto può accadere. Ma è proprio in quel grigio che possiamo sguazzare e azzardare giudizi senza curarci tanto delle conseguenze.

Tutta sta manfrina, che ha un senso ma anche no, per dire che cercherò di analizzare (parolone), molto brevemente, queste prime apparizioni dei rookie 2015/2016. Cominciando dal fatto che sembra un’annata ottima o giù di lì. Prospetti interessanti, da scoprire e godersi, aspettando che, col tempo, trovino la propria dimensione. 


E per fare una cosa fatta per benino, spenderò poche righe per ognuna delle prime dieci scelte dell’ultimo draft. Rigorosamente in ordine 'di chiamata'. Dunque, non è una classifica.

1. KARL-ANTHONY TOWNS (14.8 pts, 8.8 reb)

Pacche sulle spalle e strette di mano energiche tra chi aveva indicato il prodotto di Kentucky come il futuro 'Rookie Of the Year'. In effetti, le previsioni sembrano azzeccate. Mi metto pure io nella schiera dei facili profeti. Ho sempre creduto nel lungo di Minnesota, anche se non avrei mai pensato che potesse avere tale impatto sin da subito. Sta confermando le qualità mostrate al college, con maturità e sagacia. Bene bene.




2. D’ANGELO RUSSELL (10 pts, 2.8 reb, 2.2 ast)

Ed è un bene per lui che stia scrivendo ora, sabato 7 novembre alle ore 10,24. Perché solo questa notte ha dato decisi segnali di vita. I 16 punti contro i Nets (prima vittoria Lakers) sono importanti e incoraggianti, anche perché accompagnati, finalmente, da qualche giocata di talento. Giusto per ricordarci che razza di prospetto sia l’ex Ohio. Sta faticando, e non poco, anche perché la situazione gialloviola è quella che sappiamo e perché è costretto a snaturarsi: gli si chiede di essere un mezzo play e costruttore di gioco, ma la realtà è che quello non è il suo compito. Sarebbe un terrificante realizzatore, ma nei Lakers, ora come ora, non c’è spazio per poterlo dimostrare.




3. JAHLIL OKAFOR (19.8 pts, 5.6 reb)

Se c’è qualcuno che può soffiare il titolo di ROY a Towns, quello è, per il momento, Jahlil Okafor. Anche perché, forse, sta facendo addirittura meglio. E’ come se il fatto di non essere stato scelto come primo, ma nemmeno come secondo, gli abbia dato quella spinta in più. “Io sono il migliore e ve lo voglio dimostrare”. Con Noel forma una coppia di assoluto rispetto e splendente futuro. Peccato che attorno abbiano il deserto. Detto questo, offensivamente è mostruoso (ha meno range di Towns, ma si sapeva), mentre sotto il suo canestro dormicchia un po’. Se riuscisse ad alzare il livello anche in difesa, sarebbe già una mezza stella.




4. KRISTAPS PORZINGIS (12.3 pts, 8.3 reb)

Lo ammetto: mi piace davvero tanto. Quando vedo un lungo europeo fare tutte queste cose, mi sciolgo. Tira, passa, palleggia, schiaccia, piglia rimbalzo, stoppa… Dall’alto dei suoi 210 e passa centimetri, senza un filo di muscolo che sia uno. In attacco sa fare tutto o quasi, in difesa, invece, non è impeccabile. Non solo per mancanza di tonnellaggio (le sportellate in post non sono il suo pane), ma anche per qualche ingenuità tattica, di posizione. Ma molle non è! Assolutamente no! Sono pecche tipiche di chi ha quell’età e un talento spropositato nell’altra metà campo. Dai che a New York, alla fine, non è andata così male…


5. MARIO HEZONJA (3.8 pts, 1 reb)

E’ partito forte al debutto, poi è un po’ calato. Nulla di che; la normalità. Anche perché i minuti a disposizione non sono tantissimi e Orlando è una squadra che ancora deve trovare la propria natura. I Magic sono giovani, atletici e imprevedibili. Proprio per questo, il croato potrebbe aver trovato la sua dimensione ideale. A patto che capisca il suo ruolo attuale, sfruttando al meglio il minutaggio che gli dà Skiles. Sul potenziale, nulla da eccepire.

6. WILLIE CAULEY-STEIN (7.2 pts, 6.7 reb)

Non ho mai avuto dubbi su WCS: è un giocatore solido e, per certi versi, ‘facile da capire’. E’ un rimbalzista, super atleta, stoppatore e rim protector. Non mi aspettavo, e nemmeno chiedevo, altro. Sta facendo il suo (e bene), a prescindere dal fatto che ci sia o meno Cousins al suo fianco. Il fatto che Karl lo preferisca, almeno in quintetto, a Koufos, ci dice già qualcosina.



7. EMMANUEL MUDIAY (11.8 pts, 4 reb, 5.7 ast)

E’ un play atipico, moderno; insomma, non è un play. O meglio, è più simile a un Westbrook che a un Nash. Perde tanti palloni e non dispensa centinaia di assist, ma si prende un sacco di tiri ed è un eccellente attaccante. Rispetto a Russell (leggi sopra), però, mi sembra un giocatore più completo e ‘bilanciato’. In difesa, poi, si lascia guardare, almeno quando deve mettici il fisico. Mia sensazione: più facile che arrivi una serata da 30 punti piuttosto che una da 15 assist.

8. STANLEY JOHNSON (6 pts, 4.2 reb)

E’ il mio cavallo, da sempre. Detroit vola e lui ci mette il suo. Brilla meno di altri, ma il suo tabellino va sempre letto dall’inizio alla fine. Magari non segna 20 punti e cattura 10 rimbalzi, ma fa un po’ di tutto. Esce dalla panchina e gioca una ventina scarsa di minuti, in cui non ruba il palcoscenico, ma dà prova di conoscere il Gioco e di capirlo. Arriveranno anche cifre più sostanziose. Detto questo, sono ovviamente di parte, anche perché l’ho fortemente voluto al FantasyNBA.



9. FRANK KAMINSKY (2.8 pts, 1.4 reb)

Eh, povero Frank. L’eroe recente della NCAA sta faticando a imporsi anche al ‘piano di sopra’ (che è un’espressione trita e ritrita, ma mi è sempre piaciuta). A Charlotte gioca poco ed è impantanato nei meandri di una squadra che, ancora una volta, pare in balia degli eventi. E sul suo impatto nella Lega, beh, i dubbi non sono mai mancati. Certo è che vedere lui in panca, e gente come Hawes in campo, fa davvero male. Caro Cifford, dai fiducia al Tank!

10. JUSTISE WINSLOW (6.8 pts, 4.8 reb, 1.3 ast)

Sulla carta, è il ‘furto dell’anno’. E col tempo lo dimostrerà. Perché è un giocatore poco appariscente, quindi non incline alle sparate da 20 punti ecc., ma un perfetto interprete del suo ruolo. E’ equilibrato, forte fisicamente, intelligente. Da ottimo difensore, deve ancora capire al meglio i meccanismi della NBA prima di potersi esprimere al massimo. Quando li farà suoi (non ci metterà troppo) sarà preziosissimo e amato. 

giovedì 16 luglio 2015

Summer League, primo giorno di torneo: fuori Towns, Okafor e Russell; Muscala trascina Atlanta


Si comincia a far sul serio, anche in Summer League. E’ iniziato il torneo vero e proprio che incoronerà la squadra regina dell’estate.

Questo il tabellone, definito dai risultati dei tre incontri che ciascuna franchigia ha affrontato nei giorni passati.


 
E ora, i risultati delle otto partite giocate ieri. Come sapete, è un dentro o fuori.
  
MILWAUKEE BUCKS – HOUSTON ROCKETS 97-93
Milwaukee: Kilpatrick 26. Rimbalzi: Jones 9. Assist: Gutierrez 9.
Houston: William 17. Rimbalzi: Williams 8. Assist: Rice 8.

PHILADELPHIA 76ers – BROOKLYN NETS 68-75
Philadelphia: Wilbekin 11. Rimbalzi: Kazemi 7. Assist: McConnell 4.
Brooklyn: Brown 23. Rimbalzi: Reed 9. Assist: Brown 4.

MIAMI HEAT – ATLANTA HAWKS 64-75
Miami: Napier 21. Rimbalzi: Whittington 10. Assist: Whittington 2.
Atlanta: Muscala 15. Rimbalzi: Muscala 12. Assist: Muscala 5.

SACRAMENTO KINGS – GOLDEN STATE WARRIORS 67-83
Sacramento: Stockton 17. Rimbalzi: Moreland 9. Assist: Stockton 4.
Golden State: McAdoo 20. Rimbalzi: McAdoo 9. Assist: Craft 4.

WASHINGTON WIZARDS – UTAH JAZZ 86-78
Washington: Machado 17. Rimbalzi: Johnson 11. Assist: Machado 8.
Utah: Cotton 20. Rimbalzi: Lyles 7. Assist: Cunningham 5.

DALLAS MAVERICKS – LOS ANGELES LAKERS 88-86
Dallas: Tyler 25. Rimbalzi: Tyler 11. Assist: Powell 4.
Los Angeles: Brown 19. Rimbalzi: Brown 6. Assist: Russell 5.

CHICAGO BULLS – CLEVELAND CAVALIERS 91-73
Chicago: McDermott 16. Rimbalzi: Portis 10. Assist: Garrett 6.
Cleveland: Seeley 16. Rimbalzi: Benimon 8. Assist: Cook 3.

MINNESOTA TIMBERWOLVES – PORTLAND TRAIL BLAZERS 77-82
Minnesota: Towns 20. Rimbalzi: Towns 10. Assist: Brown 4.
Portland: Vonleh 16. Rimbalzi: Vonleh 10. Assist: Frazier 6. 

 
Il primo dato che colpisce è che tutte le prime tre scelte assolute dell’ultimo draft sono state eliminate. Stesso risultato, ma con storie diverse.

Okafor non ha giocato. E’ stato tenuto a riposo e i suoi 76ers l’hanno pagata cara. Sconfitta contro i Nets di un ottimo Markel Brown e avventura finita.

D’Angelo Russel, invece, in campo ci è sceso. Ancora una volta, però, ha deluso: 8 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, ma con 3 palle perse e la solita mira sbilenca (3/11 dal campo e 0/5 da tre).
Davvero una magra figura quella del prodotto di Ohio State a questa SL: 10 punti scarsi di media e una precisione al tiro inferiore al 30%. Speriamo si riprenda in regular season, così come tutti i gialloviola.
E’ pur vero che ieri si sono ritrovati di fronte i Dallas Mavericks di un Jeremy Tyler formato Blake Griffin: 25 punti e 11 rimbalzi. Non male per uno che ha chiuso il 2015 in Cina e cerca un nuovo contratto nella Lega.

Fuori, ma a testa altissima, anche Karl Anthony Towns. L’ex Wildcats ha cercato in tutti i modi di trascinare i suoi Timberwolves, ma non è bastato. Per lui, 20 punti, 10 rimbalzi, 2 assist e 3 stoppate, con 7/9 dal campo e 6/6 dalla lunetta. Una gara fantastica. Peccato per il risultato. Portland, ha accelerato al momento giusto, forse grazie anche alla sua maggiore esperienza, e ha passato il turno. Decisivo, ancora una volta, Noah Vonleh: 16 punti e 10 rimbalzi con il 50% dal campo.

Mette un po’ di malinconia leggere lo scout di Sacramento-Golden State. Migliori realizzatori: Stockton e McAdoo. Peccato che degli illustri parenti abbiano sì e no un decimo del talento. Comunque, sono riusciti a mettersi in mostra: 17 punti e 4 assist per il figlio di John, 20 punti e 9 rimbalzi per l’ala dei Warriors. I Kings hanno dovuto cedere il passo. Ergo, non potranno difendere il titolo conquistato nella scorsa stagione.

Ancora bene la coppia di Chicago, McDermott-Portis. Segnano, prendono rimbalzi e fanno felici i Bulls. Questo Portis, 16 punti e 8 rimbalzi, sa tanto di pescata miracolosa. Teniamolo d’occhio. Ah, tra i rossoneri, anche 16 punti e 8 rimbalzi per Vander Blue, guardia da Marquette undrafted nel 2013.

IL MIGLIORE di giornata è stato, a parer mio, Mike Muscala degli Atlanta Hawks.

Il lungo, che abbiamo già visto impegnato tra i ‘pro’ nella stagione appena conclusa, non ha piazzato ventelli o cifre iperboliche, ma si è portato a casa un tabellino ricco e solidissimo: 15 punti, 12 rimbalzi e 5 assist in 32 minuti di gioco. Ha tirato con 7/12 dal campo e 1/2 da tre, risultando il migliore dei suoi nelle tre principali statistiche.

Ha fatto fuori, quasi da solo, i Miami Heat su un Napier da 21 punti, propiziando tutti i parziali che hanno indirizzato il match. 


mercoledì 15 luglio 2015

Summer League, day-11: frizzante duello tra Okafor e Porzingis; Vonleh rispolvera il suo talento


I risultati delle sei partite giocate ieri:

PORTLAND TRAIL BLAZERS – SAN ANTONIO SPURS 75-79
Portland: Vonleh 20. Rimbalzi: Vonleh 8. Assist: Frazier 8.
San Antonio: Anderson 19. Rimbalzi: Eddie 5. Assist: Davis 2.

WASHINGTON WIZARDS – DALLAS MAVERICKS 85-79
Washington: Famous 16. Rimbalzi: Famous 9. Assist: Machado 5.
Dallas: Powell 18. Rimbalzi: Tyler 10. Assist: Pangos 3.

BROOKLYN NETS – CHICAGO BULLS 87-86
Brooklyn: Boatright 21. Rimbalzi: Hollis-Jefferson 6. Assist; Brown 4.
Chicago: McDermott 19. Rimbalzi: Portis 10. Assist: Garrett 8.

NEW YORK KNICKS – PHILADELPHIA 76ers 84-81 dot
New York: Ndour 23. Rimbalzi: Ndour 6. Assist: Grant 5.
Philadelphia: Wilbekin 26. Rimbalzi: Kazemi 8. Assist: McConnell e Jackson 5.

MIAMI HEAT – BOSTON CELTICS 69-101
Miami: Whittington 18. Rimbalzi: Whittington 8. Assist: Richardson 4.
Boston: Thornton 21. Rimbalzi: Mickey 11. Assist: Rozier 7.

PHOENIX SUNS – UTAH JAZZ 91-82
Phoenix: Booker 18. Rimbalzi: Len 14. Assist: Booker 2.
Utah: Cotton 13. Rimbalzi: Johnson 9. Assist: Cotton 6.

Porzingis e Okafor, uno di fronte all’altro. Come è andata? Beh, hanno vinto i Knicks dopo un overtime. Concentrandoci solo sul duello, potremmo dire che ci ha spiegato perché il lettone può essere un’arma interessante. Gioca lontano da canestro nonostante l’altezza, portando i lunghi avversari a chilometri dal pitturato. E così è successo anche ieri, con Okafor costretto a seguirlo ben lontano dalla sua ‘zona di competenza’. Ha tiro, movimenti clamorosi e ottime doti da passatore.  
Rovescio della medaglia: più ci si avvicina alle plance e più fatica, non tanto per mancanza di talento specifico, ma per tonnellaggio. Normale che sia così. Lì vince Jahlil. Perché è più potente, oltre che tecnico e determinato.
Fermandoci alle cifre, Porzingis ha chiuso con soli 9 punti (3/5 dal campo), 3 rimbalzi, 3 assist e 3 stoppate in 21 minuti di gioco (anche 7 falli personali: aspetto su cui deve lavorare molto). Okafor, invece, ha segnato 18 punti, ma con un brutto 8/18 al tiro, e preso 6 rimbalzi in 30 minuti.


Knicks-Sixers, però, è stata vetrina anche per Maurice Ndour, ala da Ohio che ha piazzato lì una prestazioncina da 23 punti e 6 rimbalzi (10/15 al tiro in 28 minuti) e Scottie Wilbekin, top scorer del match con 26 punti (6/8 da tre) che fu undrafted nel 2014. Gli basterà per strappare un contratto?

Contratto che ha già Kyle Anderson, ala dei San Antonio Spurs. Nel suo anno da rookie ha faticato, e non poco, ma Popovich ha deciso di puntare su di lui. Sarà una delle alternative (ci sia aspetta qualche nuova aggiunta) a Danny Green. 
In stagione ha giocato solo 33 partite, con numeri che ne fotografano il ruolo da ‘comparsa’. Ma sa che il 2015-2016 potrebbe dargli l’occasione della svolta. Si sta preparando al meglio, e in questa SL sta rispolverando il suo talento: duttile, atletico, rapido e difensore più che discreto.
Ieri, contro Portland, 19 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 stoppate.

Prima di annunciare il migliore di giornata, un po’ di meritate menzioni: Ryan Boatright di Brooklyn (21 punti), Bobby Portis (doppia doppia sfiorata con 9 punti e 10 rimbalzi) e McDermott (19 punti) di Chicago, le ennesime ottime performances di Famous di Washington (16+9) e Whittington di Miami (18+8). Infine, il duo Booker-Len di Phoenix. Il prodotto di Kentucky ha chiuso con 18 punti, 6 rimbalzi e 2 assist, mentre il lungo con 8 punti ma ben 14 rimbalzi.

IL MIGLIORE, però, è stato Noah Vonleh dei Trail Blazers.

Il nuovo acquisto di Portland ha strappato un bel sorriso alla franchigia dell’Oregon, che su di lui ha puntato per non sentire la mancanza di Aldridge. L’ex Hornets ha chiuso il match con gli Spurs mettendo a referto 20 punti e 8 rimbalzi, con un buonissimo 6/10 dal campo (1/2 dall’arco e 7/8 ai liberi), confermando le buone cose mostrate contro i Mavs domenica (13 punti e 7 rimbalzi).

E’ un talento che a Charlotte non è mai esploso. Nella ‘Rip City’ dovrà giocarsi il posto con Ed Davis e Mason Plumlee, ma i segnali sono più che incoraggianti.

domenica 12 luglio 2015

Summer League, day-8: Jahlil Okafor si prende i riflettori

Otto le partite giocate nella seconda giornata di Summer League a Las Vegas:


NEW ORLEANS PELICANS – DALLAS MAVERICKS 90-86
New Orleans: Curry 25. Rimbalzi: Birch 6. Assist: Drew II 5.
Dallas: Anderson 23. Rimbalzi: Powell 14. Assist: Pangos 6.

NEW YORK KNICKS – SAN ANTONIO SPURS 78-73
New York: Early 18. Rimbalzi: Wear 10. Assist: Early 3.
San Antonio: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.

CHICAGO BULLS – MINNESOTA TIBERWOLVES 84-71
Chicago: Portis 23. Rimbalzi: Bairstow 9. Assist: Galloway 9.
Minnesota: LaVine 20. Rimbalzi: Payne 9. Assist: Jones 3.

BOSTON CELTICS – PORTLAND TRAIL BLAZERS 85-76
Boston: Smart 19. Rimbalzi: Mickey 10. Assist: Smart 3.
Portland: Crabbe 15. Rimbalzi: Thomas 10. Assist: Frazer 8.

LOS ANGELES LAKERS – PHILADELPHIA 76ers 68-60
Los Angeles: Clakson 19. Rimbalzi: Russell 8. Assist: Russell 3.
Philadelphia: Okafor 19. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Okafor 3.

BROOKLYN NETS – CLEVELAND CAVALIERS 76-75
Brooklyn: Boatright 16. Rimbalzi: Reed 10. Assist Hollis-Jefferson 4.
Cleveland: Benimon 11. Rimbalzi: Benimon 12. Assist: Seeley 5.

MIAMI HEAT – UTAH JAZZ 82-79
Miami: Richardson 16. Rimbalzi: Whittington 10. Assist: Napier 4.
Utah: Cotton 28. Rimbalzi Cooley 8. Assist: Cotton 4.

WASHINGTON WIZARDS – PHOENIX SUNS 77-86
Washington: Oubre J. 20. Rimbalzi: Famous 10. Machado 4.
Phoenix: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.

Mentre Towns chiude sotto la doppia cifra in ogni statistica, Bobby Portis ricorda a tutti perché i Bulls hanno deciso di puntare su di lui: tiro, solidità e sfrontatezza. Nella sfida ai Wolves, tra le cui fila spiccano i 20 di LaVine, il prodotto di Arkansas ha messo a referto 23 punti, con 9/14 al tiro e 3/4 dalla lunga. Il faccia a faccia con la prima scelta assoluta non l’ha per nulla intimorito. Anzi, l’ha esaltato. Non male per la chiamata numero 22.

A proposito di self confidence. Seth ha deciso che il ‘Curry dell’estate’ sarà lui. Due giorni fa, 30 punti in 30 minuti; ieri, 25 punti, 7 rimbalzi e 5 palle ribate in 32 minuti. Con la solita marea di tiri presi: ben 23 (9/23 dal campo e 1/9 da tre).

Meno roboante, ma comunque incoraggiante, l’esordio di Kristaps Porzingis. Il lettone ha giocato poco, solo 18 minuti, ma è riuscito a strappare un mezzo sorriso allo staff dei Knicks. Nella vittoria sugli Spurs, la quarta scelta assoluta del draft ha siglato 12 punti, 5 rimbalzi e 3 assist.

IL MIGLIORE di giornata è stato chi del draft è stato la terza di scelta: Jahlil Okafor.

Il prodotto di Duke ha scelto la gara con i Lakers (dente avvelenato?) per piazzare il primo acuto importante: 19 punti (6/14 dal campo), 11 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate. 

Alla fine hanno vinto i californiani, ma JK ha spazzato via ogni dubbio sulla sua consistenza. E alla luce della brutta notizia su Embiid (per chi no lo sapesse, salterà anche la prossima stagione), tutto assumeun sapore ancora più dolce.