Pochi giorni fa abbiamo visto che anche i Lakers sanno fare spettacolo.
Questa notte, altrettanto a sorpresa, ci siamo accorti che anche i Sixers, quando vogliono, possono costruire un'azione corale tanto efficace quanto bella.
Sono forse i tre migliori giocatori di franchigia a confezionare la combinazione: Smith, Noel e Okafor. Noel ruba palla e lancia Smith in ripartenza; il play entra in area e premia la corsa dello stesso Noel con un no-look dietro la schiena. Nerlens riceve e, di tocco, concretizza l'assist per Jahlil Okafor, a cui non rimane che inchiodare senza grosse difficoltà.
Che Mike D'Antoni ci stia mettendo un pizzico della sua saggezza?
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venerdì 8 gennaio 2016
lunedì 23 novembre 2015
Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Atlantic Division
E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese
circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia,
siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non
troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e
quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.
Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche
sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per
Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida
e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta
rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta
deludendo.
Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi.
ATLANTIC DIVISION
Toronto Raptors, voto 7-
Il primo posto nella Division non sorprende, visti i risultati della passata stagione e la concorrenza non proprio agguerrita. L’inserimento di Carroll e Scola sta funzionando e ha dato un po’ di equilibrio a una squadra che ha sempre avuto buona propensione offensiva ma atteggiamento difensivo spesso rivedibile, più per mancanze mentali che tecnico-tattiche. Lowry, DeRozan e Valanciunas sono le sicurezze (brutta notizia il recente infortunio del lituano: vedremo come risponderà la squadra); la panchina, invece, un punto debole.
La partenza sprint, 5-0, è stata pian piano vanificata da
qualche passo falso di troppo. Mi aspetto qualcosa in più.
Top: Kyle Lowry - Non lo scopriamo di certo oggi, ma la
costanza nel tiro da tre (40.8%) ne sta aumentando ancor più l’efficacia,
perlomeno in attacco.
Flop: Terrence Ross - Sparito dai radar. Sembra un’altra
annata buttata via malamente.
Kyle Lowry (28 points) & Steph Curry (37 points) duel in The CITY!
https://t.co/zGya0t1Dv7
— NBA (@NBA) 18 Novembre 2015
New York Knicks, voto 7.5
Voto alto. Troppo? Forse sì, ma i ragazzi di Fisher mi stanno sorprendendo. Ci si aspettava una decisa svolta rispetto all’ecatombe del 2014/2015, ma sono convinto che in pochi immaginassero tali miglioramenti. Porzingis sta stupendo tutti e ammutolendo gli scettici della vigilia, Carmelo è tornato a essere un violino di primissimo ordine, Afflalo e Calderon danno un senso al tutto. Finalmente, gli arancioblu paiono una squadra con un senso. Per i playoff potrebbe essere sufficiente. Ma occhio a sedersi…
Top: Kristaps Porzingis - Sapete meglio di me il perché: il
ragazzo ha un talento, soprattutto per quella taglia fisica, che lo rende un
piacere per gli occhi.
Flop: Derrick Williams - Tira con percentuali basse, sia dal
campo che da tre, dando un contributo molto relativo dalla panchina.
24 punti, 14 rimbalzi e 7 stoppate
Bombe da 3, ganci, arresti e tiri
Porzingis versione arma letale #NbaTipo
https://t.co/p0S4O0Xf3P
— Pallonate (@Pallonate_web) 22 Novembre 2015
Boston Celtics, voto 6.5
Dopo un avvio stentato, è tornata la Boston che conoscevamo:
equilibrata, tenace, ostica e ben allenata. C’è tanta strada da fare,
soprattutto per sistemare un record ancora poco soddisfacente, ma la formula
Stevens – ne ero certo – ricomincia a dare i suoi frutti. Tutti impegnati a
lavorare duro e fare qualunque cosa, in attacco così come in difesa.Frangente
in cui i biancoverdi danno il meglio, risultando tra le migliori squadre per
punti concessi ogni 100 possessi. La superstella non c’è e, forse, viste le caratteristiche
del progetto tecnico, è meglio così. Credo in loro e credo, più che mai, nella
bontà del loro allenatore.
Top: Isaiah Thomas - Non ci sono degli All-Star, ma il
folletto #4 non ci va molto lontano. Segna più di 20 punti a partita e cambia
l’inerzia del match in un baleno. Ormai, è una sicurezza.
Flop: David Lee - Bocciatura forzata e di “incoraggiamento”,
perché è un giocatore che mi è sempre piaciuto e che ritengo perfetto per i
Celtics. Al solito, è stato frenato da qualche problema fisico. Lo attendo più
incisivo.
Brooklyn Nets, voto 3
Squadra che sembra non avere né capo né coda: attacca male e difende peggio. Qualche giocatore buono ci sarebbe – Lopez, Young, Jack – ma non basta per dare ai newyorkesi una parvenza di credibilità. Semplicemente, una stagione che si prospetta grigissima.
Top: Jarrett Jack - Preferito a Brook Lopez perché meno
“pubblicizzato” e atteso. E’ un onesto lavoratore con indubbio talento che
segna, crea (non sempre con lucidità) e mette un po’ di toppe. Su
questi livelli, va oltre le aspettative.
Flop: Andrea Bargnani - Eh lo so, dispiace pure a me. Pensavo
che il Mago potesse trovare nei Nets la squadra giusta per svoltare, anche
visto l’ottimo Europeo. Per ora, non è stato così. Speriamo che le cose girino.
He may not have won the game but at least Jarrett jack has the support of his wife and kids @RTNBA pic.twitter.com/wq6yVmckxi
— Clutch Master Flex (@AndyGuccierrez) 15 Novembre 2015
Philadelphia 76ers, voto 2
Tolti Noel e Okafor, un’accozzaglia di giocatori di basso livello (per non dire di peggio). Non hanno ancora vinto e, vedendoli, non si capisce come possano farlo. Sicuramente qualche successo arriverà, ma qui si sta attentando seriamente a tutti i record negativi della storia. Obiettivo, logico e indiscusso, la prima scelta al prossimo draft. Il fatto è che non stano facendo tanking; sono proprio una squadraccia.
Top: Jahlil Okafor - Nella fitta nebbia, un faro lucente. Ha talento
da vendere e sta avendo un grande impatto sulla Lega. Forse, più di quanto ci
si aspettasse. Attacca alla grande e si intravedono margini di miglioramento
(range di tiro da allargare), ma difende malissimo e non sembra che la cosa lo
tocchi più di tanto.
Flop: Nik Stauskas - Scegliere il peggiore non è facile, perché
la rosa di papabili è ampia. L’ex Kings, però, vince perché, oltre a essere
impalpabile, tira con percentuali imbarazzanti. E per uno che dovrebbe avere
nel tiro l’unico motivo per cui sta dove sta, non è un bel segno.
sabato 7 novembre 2015
"What about the Rookies?": breve e affrettato bilancio sulle prime 10 scelte del draft 2015
Forse è troppo presto per tirare bilanci definitivi. Anzi, è
assolutamente troppo presto. Però vabbè, giusto per divertirsi.
Dopo sei o sette partite non si può stabilire quali
matricole siano già stelle, quali bidoni ecc… Non è né bianco né nero. Siamo ancora
in quel grigio in cui tutto può accadere. Ma è proprio in quel grigio che
possiamo sguazzare e azzardare giudizi senza curarci tanto delle conseguenze.
Tutta sta manfrina, che ha un senso ma anche no, per dire
che cercherò di analizzare (parolone), molto brevemente, queste prime
apparizioni dei rookie 2015/2016. Cominciando dal fatto che sembra un’annata
ottima o giù di lì. Prospetti interessanti, da scoprire e godersi, aspettando
che, col tempo, trovino la propria dimensione.
E per fare una cosa fatta per benino, spenderò poche righe
per ognuna delle prime dieci scelte dell’ultimo draft. Rigorosamente in
ordine 'di chiamata'. Dunque, non è una classifica.
1. KARL-ANTHONY TOWNS (14.8 pts, 8.8 reb)
Pacche sulle spalle e strette di mano energiche tra chi aveva
indicato il prodotto di Kentucky come il futuro 'Rookie Of the Year'. In effetti,
le previsioni sembrano azzeccate. Mi metto pure io nella schiera dei facili
profeti. Ho sempre creduto nel lungo di Minnesota, anche se non avrei mai
pensato che potesse avere tale impatto sin da subito. Sta confermando le
qualità mostrate al college, con maturità e sagacia. Bene bene.
2. D’ANGELO RUSSELL (10 pts, 2.8 reb, 2.2 ast)
Ed è un bene per lui che stia scrivendo ora, sabato 7
novembre alle ore 10,24. Perché solo questa notte ha dato decisi segnali di
vita. I 16 punti contro i Nets (prima vittoria Lakers) sono importanti e
incoraggianti, anche perché accompagnati, finalmente, da qualche giocata di
talento. Giusto per ricordarci che razza di prospetto sia l’ex Ohio. Sta
faticando, e non poco, anche perché la situazione gialloviola è quella che
sappiamo e perché è costretto a snaturarsi: gli si chiede di essere un mezzo
play e costruttore di gioco, ma la realtà è che quello non è il suo compito.
Sarebbe un terrificante realizzatore, ma nei Lakers, ora come ora, non c’è
spazio per poterlo dimostrare.
3. JAHLIL OKAFOR (19.8 pts, 5.6 reb)
Se c’è qualcuno che può soffiare il titolo di ROY a Towns,
quello è, per il momento, Jahlil Okafor. Anche perché, forse, sta facendo
addirittura meglio. E’ come se il fatto di non essere stato scelto come primo,
ma nemmeno come secondo, gli abbia dato quella spinta in più. “Io sono il
migliore e ve lo voglio dimostrare”. Con Noel forma una coppia di assoluto
rispetto e splendente futuro. Peccato che attorno abbiano il deserto. Detto
questo, offensivamente è mostruoso (ha meno range di Towns, ma si sapeva),
mentre sotto il suo canestro dormicchia un po’. Se riuscisse ad alzare il
livello anche in difesa, sarebbe già una mezza stella.
4. KRISTAPS PORZINGIS (12.3 pts, 8.3 reb)
4. KRISTAPS PORZINGIS (12.3 pts, 8.3 reb)
Lo ammetto: mi piace davvero tanto. Quando vedo un lungo
europeo fare tutte queste cose, mi sciolgo. Tira, passa, palleggia, schiaccia,
piglia rimbalzo, stoppa… Dall’alto dei suoi 210 e passa centimetri, senza un
filo di muscolo che sia uno. In attacco sa fare tutto o quasi, in difesa,
invece, non è impeccabile. Non solo per mancanza di tonnellaggio (le
sportellate in post non sono il suo pane), ma anche per qualche ingenuità
tattica, di posizione. Ma molle non è! Assolutamente no! Sono pecche tipiche di
chi ha quell’età e un talento spropositato nell’altra metà campo. Dai che a New
York, alla fine, non è andata così male…
Last 2 NYK rookies w/ 40+ Pts & 30+ Reb through 1st 4 games: Kristaps Porzingis & Patrick Ewing. (via @EliasSports) pic.twitter.com/Qb8GXLnQSd
— SportsCenter (@SportsCenter) 5 Novembre 2015
5. MARIO HEZONJA (3.8 pts, 1 reb)
E’ partito forte al debutto, poi è un po’ calato. Nulla di
che; la normalità. Anche perché i minuti a disposizione non sono tantissimi e
Orlando è una squadra che ancora deve trovare la propria natura. I Magic sono
giovani, atletici e imprevedibili. Proprio per questo, il croato potrebbe aver
trovato la sua dimensione ideale. A patto che capisca il suo ruolo attuale,
sfruttando al meglio il minutaggio che gli dà Skiles. Sul potenziale, nulla da
eccepire.
6. WILLIE CAULEY-STEIN (7.2 pts, 6.7 reb)
Textbook stuff. Mario Hezonja gets around the screen & lets go of the jumper on #NBALeaguePass! #NBAGIF pic.twitter.com/XN6r9QaBt3
— NBA Draft (@NBADraft) 4 Novembre 2015
6. WILLIE CAULEY-STEIN (7.2 pts, 6.7 reb)
Non ho mai avuto dubbi su WCS: è un giocatore solido e, per
certi versi, ‘facile da capire’. E’ un rimbalzista, super atleta, stoppatore e
rim protector. Non mi aspettavo, e nemmeno chiedevo, altro. Sta facendo il suo
(e bene), a prescindere dal fatto che ci sia o meno Cousins al suo fianco. Il
fatto che Karl lo preferisca, almeno in quintetto, a Koufos, ci dice già
qualcosina.
9. FRANK KAMINSKY (2.8 pts, 1.4 reb)
7. EMMANUEL MUDIAY (11.8 pts, 4 reb, 5.7 ast)
E’ un play atipico, moderno; insomma, non è un play. O
meglio, è più simile a un Westbrook che a un Nash. Perde tanti palloni e non
dispensa centinaia di assist, ma si prende un sacco di tiri ed è un eccellente
attaccante. Rispetto a Russell (leggi sopra), però, mi sembra un giocatore più
completo e ‘bilanciato’. In difesa, poi, si lascia guardare, almeno quando deve
mettici il fisico. Mia sensazione: più facile che arrivi una serata da 30 punti
piuttosto che una da 15 assist.
Mudiay counters with his own slick dime! @nuggets take their largest lead of the game (7) on @NBATV #NBARapidReplay https://t.co/bScx7zSBsX
— NBA (@NBA) 4 Novembre 2015
8. STANLEY JOHNSON (6 pts, 4.2 reb)
E’ il mio cavallo, da sempre. Detroit vola e lui ci mette il
suo. Brilla meno di altri, ma il suo tabellino va sempre letto dall’inizio alla
fine. Magari non segna 20 punti e cattura 10 rimbalzi, ma fa un po’ di tutto.
Esce dalla panchina e gioca una ventina scarsa di minuti, in cui non
ruba il palcoscenico, ma dà prova di conoscere il Gioco e di capirlo.
Arriveranno anche cifre più sostanziose. Detto questo, sono ovviamente di
parte, anche perché l’ho fortemente voluto al FantasyNBA.
9. FRANK KAMINSKY (2.8 pts, 1.4 reb)
Eh, povero Frank. L’eroe recente della NCAA sta faticando a
imporsi anche al ‘piano di sopra’ (che è un’espressione trita e ritrita, ma mi
è sempre piaciuta). A Charlotte gioca poco ed è impantanato nei meandri di una
squadra che, ancora una volta, pare in balia degli eventi. E sul suo impatto
nella Lega, beh, i dubbi non sono mai mancati. Certo è che vedere lui in panca,
e gente come Hawes in campo, fa davvero male. Caro Cifford, dai fiducia al Tank!
#hornets rookie Frank Kaminsky with his first NBA bucket. TRE ALL DAY!! https://t.co/KFZLOt3zHx
— Hive Talk Live (@HiveTalkLive) 31 Ottobre 2015
10. JUSTISE WINSLOW (6.8 pts, 4.8 reb, 1.3 ast)
Sulla carta, è il ‘furto dell’anno’. E col tempo lo
dimostrerà. Perché è un giocatore poco appariscente, quindi non incline alle
sparate da 20 punti ecc., ma un perfetto interprete del suo ruolo. E’
equilibrato, forte fisicamente, intelligente. Da ottimo difensore, deve ancora
capire al meglio i meccanismi della NBA prima di potersi esprimere al massimo.
Quando li farà suoi (non ci metterà troppo) sarà preziosissimo e amato.
Heat rookie Justise Winslow let it be known this summer that he's not worried about filling anyone's shoes. pic.twitter.com/ZkESWs0Pep
— NBA on ESPN (@ESPNNBA) 31 Ottobre 2015
giovedì 16 luglio 2015
Summer League, primo giorno di torneo: fuori Towns, Okafor e Russell; Muscala trascina Atlanta
Si comincia a far sul serio, anche in Summer League. E’
iniziato il torneo vero e proprio che incoronerà la squadra regina dell’estate.
Questo il tabellone, definito dai risultati dei tre incontri
che ciascuna franchigia ha affrontato nei giorni passati.
E ora, i risultati delle otto partite giocate ieri. Come
sapete, è un dentro o fuori.
MILWAUKEE BUCKS – HOUSTON ROCKETS 97-93
Milwaukee: Kilpatrick 26. Rimbalzi: Jones 9. Assist: Gutierrez 9.
Houston: William 17. Rimbalzi: Williams 8. Assist: Rice 8.
Milwaukee: Kilpatrick 26. Rimbalzi: Jones 9. Assist: Gutierrez 9.
Houston: William 17. Rimbalzi: Williams 8. Assist: Rice 8.
PHILADELPHIA 76ers – BROOKLYN NETS 68-75
Philadelphia: Wilbekin 11. Rimbalzi: Kazemi 7. Assist: McConnell 4.
Philadelphia: Wilbekin 11. Rimbalzi: Kazemi 7. Assist: McConnell 4.
Brooklyn: Brown 23. Rimbalzi: Reed 9. Assist: Brown 4.
MIAMI HEAT – ATLANTA HAWKS 64-75
Miami: Napier 21. Rimbalzi: Whittington 10. Assist: Whittington 2.
Miami: Napier 21. Rimbalzi: Whittington 10. Assist: Whittington 2.
Atlanta: Muscala 15. Rimbalzi: Muscala 12. Assist: Muscala
5.
SACRAMENTO KINGS – GOLDEN STATE WARRIORS 67-83
Sacramento: Stockton 17. Rimbalzi: Moreland 9. Assist:
Stockton 4.
Golden State: McAdoo 20. Rimbalzi: McAdoo 9. Assist: Craft
4.
WASHINGTON WIZARDS – UTAH JAZZ 86-78
Washington: Machado 17. Rimbalzi: Johnson 11. Assist: Machado 8.
Washington: Machado 17. Rimbalzi: Johnson 11. Assist: Machado 8.
Utah: Cotton 20. Rimbalzi: Lyles 7. Assist: Cunningham 5.
DALLAS MAVERICKS – LOS ANGELES LAKERS 88-86
Dallas: Tyler 25. Rimbalzi: Tyler 11. Assist: Powell 4.
Los Angeles: Brown 19. Rimbalzi: Brown 6. Assist: Russell 5.
Dallas: Tyler 25. Rimbalzi: Tyler 11. Assist: Powell 4.
Los Angeles: Brown 19. Rimbalzi: Brown 6. Assist: Russell 5.
CHICAGO BULLS – CLEVELAND CAVALIERS 91-73
Chicago: McDermott 16. Rimbalzi: Portis 10. Assist: Garrett 6.
Chicago: McDermott 16. Rimbalzi: Portis 10. Assist: Garrett 6.
Cleveland: Seeley 16. Rimbalzi: Benimon 8. Assist: Cook 3.
MINNESOTA TIMBERWOLVES – PORTLAND TRAIL BLAZERS 77-82
Minnesota: Towns 20. Rimbalzi: Towns 10. Assist: Brown 4.
Portland: Vonleh 16. Rimbalzi: Vonleh 10. Assist: Frazier 6.
Il primo dato che colpisce è che tutte le prime tre scelte
assolute dell’ultimo draft sono state eliminate. Stesso risultato, ma con
storie diverse.
Okafor non ha giocato. E’ stato tenuto a riposo e i suoi
76ers l’hanno pagata cara. Sconfitta contro i Nets di un ottimo Markel Brown e
avventura finita.
D’Angelo Russel, invece, in campo ci è sceso. Ancora una
volta, però, ha deluso: 8 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, ma con 3 palle perse e la
solita mira sbilenca (3/11 dal campo e 0/5 da tre).
Davvero una magra figura quella del prodotto di Ohio State a questa SL: 10 punti scarsi di media e una precisione al tiro inferiore al 30%. Speriamo si riprenda in regular season, così come tutti i gialloviola.
E’ pur vero che ieri si sono ritrovati di fronte i Dallas Mavericks di un Jeremy Tyler formato Blake Griffin: 25 punti e 11 rimbalzi. Non male per uno che ha chiuso il 2015 in Cina e cerca un nuovo contratto nella Lega.
Davvero una magra figura quella del prodotto di Ohio State a questa SL: 10 punti scarsi di media e una precisione al tiro inferiore al 30%. Speriamo si riprenda in regular season, così come tutti i gialloviola.
E’ pur vero che ieri si sono ritrovati di fronte i Dallas Mavericks di un Jeremy Tyler formato Blake Griffin: 25 punti e 11 rimbalzi. Non male per uno che ha chiuso il 2015 in Cina e cerca un nuovo contratto nella Lega.
Fuori, ma a testa altissima, anche Karl Anthony Towns. L’ex
Wildcats ha cercato in tutti i modi di trascinare i suoi Timberwolves, ma non è bastato. Per
lui, 20 punti, 10 rimbalzi, 2 assist e 3 stoppate, con 7/9 dal campo e 6/6
dalla lunetta. Una gara fantastica. Peccato per il risultato. Portland, ha accelerato al momento giusto, forse grazie anche alla sua maggiore
esperienza, e ha passato il turno. Decisivo, ancora una volta, Noah Vonleh: 16
punti e 10 rimbalzi con il 50% dal campo.
Mette un po’ di malinconia leggere lo scout di
Sacramento-Golden State. Migliori realizzatori: Stockton e McAdoo. Peccato che
degli illustri parenti abbiano sì e no un decimo del talento. Comunque, sono
riusciti a mettersi in mostra: 17 punti e 4 assist per il figlio di John, 20
punti e 9 rimbalzi per l’ala dei Warriors. I Kings hanno dovuto cedere il
passo. Ergo, non potranno difendere il titolo conquistato nella scorsa
stagione.
Ancora bene la coppia di Chicago, McDermott-Portis. Segnano,
prendono rimbalzi e fanno felici i Bulls. Questo Portis, 16 punti e 8 rimbalzi,
sa tanto di pescata miracolosa. Teniamolo d’occhio. Ah, tra i rossoneri, anche
16 punti e 8 rimbalzi per Vander Blue, guardia da Marquette undrafted nel 2013.
IL MIGLIORE di giornata è stato, a parer mio, Mike
Muscala degli Atlanta Hawks.
Il lungo, che abbiamo già visto impegnato tra i ‘pro’ nella
stagione appena conclusa, non ha piazzato ventelli o cifre iperboliche, ma si è
portato a casa un tabellino ricco e solidissimo: 15 punti, 12 rimbalzi e 5
assist in 32 minuti di gioco. Ha tirato con 7/12 dal campo e 1/2 da tre,
risultando il migliore dei suoi nelle tre principali statistiche.
Ha fatto fuori, quasi da solo, i Miami Heat su un Napier da
21 punti, propiziando tutti i parziali che hanno indirizzato il match.
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mercoledì 15 luglio 2015
Summer League, day-11: frizzante duello tra Okafor e Porzingis; Vonleh rispolvera il suo talento
I risultati delle sei partite giocate ieri:
PORTLAND TRAIL BLAZERS – SAN ANTONIO SPURS 75-79
Portland: Vonleh 20. Rimbalzi: Vonleh 8. Assist: Frazier 8.
San Antonio: Anderson 19. Rimbalzi: Eddie 5. Assist: Davis 2.
Portland: Vonleh 20. Rimbalzi: Vonleh 8. Assist: Frazier 8.
San Antonio: Anderson 19. Rimbalzi: Eddie 5. Assist: Davis 2.
WASHINGTON WIZARDS – DALLAS MAVERICKS 85-79
Washington: Famous 16. Rimbalzi: Famous 9. Assist: Machado
5.
Dallas: Powell 18. Rimbalzi: Tyler 10. Assist: Pangos 3.
Dallas: Powell 18. Rimbalzi: Tyler 10. Assist: Pangos 3.
BROOKLYN NETS – CHICAGO BULLS 87-86
Brooklyn: Boatright 21. Rimbalzi: Hollis-Jefferson 6. Assist; Brown 4.
Brooklyn: Boatright 21. Rimbalzi: Hollis-Jefferson 6. Assist; Brown 4.
Chicago: McDermott 19. Rimbalzi: Portis 10. Assist: Garrett
8.
NEW YORK KNICKS – PHILADELPHIA 76ers 84-81 dot
New York: Ndour 23. Rimbalzi: Ndour 6. Assist: Grant 5.
Philadelphia: Wilbekin 26. Rimbalzi: Kazemi 8. Assist: McConnell e Jackson 5.
New York: Ndour 23. Rimbalzi: Ndour 6. Assist: Grant 5.
Philadelphia: Wilbekin 26. Rimbalzi: Kazemi 8. Assist: McConnell e Jackson 5.
MIAMI HEAT – BOSTON CELTICS 69-101
Miami: Whittington 18. Rimbalzi: Whittington 8. Assist: Richardson 4.
Miami: Whittington 18. Rimbalzi: Whittington 8. Assist: Richardson 4.
Boston: Thornton 21. Rimbalzi: Mickey 11. Assist: Rozier 7.
PHOENIX SUNS – UTAH JAZZ 91-82
Phoenix: Booker 18. Rimbalzi: Len 14. Assist: Booker 2.
Phoenix: Booker 18. Rimbalzi: Len 14. Assist: Booker 2.
Utah: Cotton 13. Rimbalzi: Johnson 9. Assist: Cotton 6.
Porzingis e Okafor, uno di fronte all’altro. Come è andata?
Beh, hanno vinto i Knicks dopo un overtime. Concentrandoci solo sul duello, potremmo
dire che ci ha spiegato perché il lettone può essere un’arma interessante.
Gioca lontano da canestro nonostante l’altezza, portando i lunghi avversari a
chilometri dal pitturato. E così è successo anche ieri, con Okafor costretto a
seguirlo ben lontano dalla sua ‘zona di competenza’. Ha tiro, movimenti
clamorosi e ottime doti da passatore.
Rovescio della medaglia: più ci si avvicina alle plance e più fatica, non tanto per mancanza di
talento specifico, ma per tonnellaggio. Normale che sia così. Lì vince Jahlil.
Perché è più potente, oltre che tecnico e determinato.
Fermandoci alle cifre, Porzingis ha chiuso con soli 9 punti
(3/5 dal campo), 3 rimbalzi, 3 assist e 3 stoppate in 21 minuti di gioco (anche
7 falli personali: aspetto su cui deve lavorare molto). Okafor, invece, ha
segnato 18 punti, ma con un brutto 8/18 al tiro, e preso 6 rimbalzi in 30
minuti.
Knicks-Sixers, però, è stata vetrina anche per Maurice Ndour,
ala da Ohio che ha piazzato lì una prestazioncina da 23 punti e 6 rimbalzi (10/15 al tiro in 28 minuti) e Scottie Wilbekin, top scorer del match con 26 punti (6/8 da tre) che fu undrafted nel 2014. Gli basterà per strappare un contratto?
Contratto che ha già Kyle Anderson, ala dei San Antonio
Spurs. Nel suo anno da rookie ha faticato, e non poco, ma Popovich ha deciso di
puntare su di lui. Sarà una delle alternative (ci sia aspetta qualche nuova
aggiunta) a Danny Green.
In stagione ha giocato solo 33 partite, con numeri che ne fotografano il ruolo da ‘comparsa’. Ma sa che il 2015-2016 potrebbe dargli l’occasione della svolta. Si sta preparando al meglio, e in questa SL sta rispolverando il suo talento: duttile, atletico, rapido e difensore più che discreto.
Ieri, contro Portland, 19 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 stoppate.
In stagione ha giocato solo 33 partite, con numeri che ne fotografano il ruolo da ‘comparsa’. Ma sa che il 2015-2016 potrebbe dargli l’occasione della svolta. Si sta preparando al meglio, e in questa SL sta rispolverando il suo talento: duttile, atletico, rapido e difensore più che discreto.
Ieri, contro Portland, 19 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 stoppate.
Prima di annunciare il migliore di giornata, un po’ di
meritate menzioni: Ryan Boatright di Brooklyn (21 punti), Bobby Portis (doppia
doppia sfiorata con 9 punti e 10 rimbalzi) e McDermott (19 punti) di Chicago,
le ennesime ottime performances di Famous di Washington (16+9) e Whittington di
Miami (18+8). Infine, il duo Booker-Len di Phoenix. Il prodotto di Kentucky ha
chiuso con 18 punti, 6 rimbalzi e 2 assist, mentre il lungo con 8 punti ma ben
14 rimbalzi.
IL MIGLIORE, però, è stato Noah Vonleh dei Trail Blazers.
Il nuovo acquisto di Portland ha strappato un bel sorriso
alla franchigia dell’Oregon, che su di lui ha puntato per non sentire la
mancanza di Aldridge. L’ex Hornets ha chiuso il match con gli Spurs mettendo a
referto 20 punti e 8 rimbalzi, con un buonissimo 6/10 dal campo (1/2 dall’arco
e 7/8 ai liberi), confermando le buone cose mostrate contro i Mavs domenica (13
punti e 7 rimbalzi).
E’ un talento che a Charlotte non è mai esploso. Nella ‘Rip
City’ dovrà giocarsi il posto con Ed Davis e Mason Plumlee, ma i segnali sono
più che incoraggianti.
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domenica 12 luglio 2015
Summer League, day-8: Jahlil Okafor si prende i riflettori
Otto le partite giocate nella seconda giornata di Summer League a Las Vegas:
NEW ORLEANS PELICANS – DALLAS MAVERICKS 90-86
New Orleans: Curry 25. Rimbalzi: Birch 6. Assist: Drew II 5.
New Orleans: Curry 25. Rimbalzi: Birch 6. Assist: Drew II 5.
Dallas: Anderson 23. Rimbalzi: Powell 14. Assist: Pangos 6.
NEW YORK KNICKS – SAN ANTONIO SPURS 78-73
New York: Early 18. Rimbalzi: Wear 10. Assist: Early 3.
San Antonio: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.
San Antonio: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.
CHICAGO BULLS – MINNESOTA TIBERWOLVES 84-71
Chicago: Portis 23. Rimbalzi: Bairstow 9. Assist: Galloway 9.
Minnesota: LaVine 20. Rimbalzi: Payne 9. Assist: Jones 3.
Chicago: Portis 23. Rimbalzi: Bairstow 9. Assist: Galloway 9.
Minnesota: LaVine 20. Rimbalzi: Payne 9. Assist: Jones 3.
BOSTON CELTICS – PORTLAND TRAIL BLAZERS 85-76
Boston: Smart 19. Rimbalzi: Mickey 10. Assist: Smart 3.
Boston: Smart 19. Rimbalzi: Mickey 10. Assist: Smart 3.
Portland: Crabbe 15. Rimbalzi: Thomas 10. Assist: Frazer 8.
LOS ANGELES LAKERS – PHILADELPHIA 76ers 68-60
Los Angeles: Clakson 19. Rimbalzi: Russell 8. Assist: Russell 3.
Philadelphia: Okafor 19. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Okafor 3.
Los Angeles: Clakson 19. Rimbalzi: Russell 8. Assist: Russell 3.
Philadelphia: Okafor 19. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Okafor 3.
BROOKLYN NETS – CLEVELAND CAVALIERS 76-75
Brooklyn: Boatright 16. Rimbalzi: Reed 10. Assist Hollis-Jefferson 4.
Cleveland: Benimon 11. Rimbalzi: Benimon 12. Assist: Seeley 5.
Brooklyn: Boatright 16. Rimbalzi: Reed 10. Assist Hollis-Jefferson 4.
Cleveland: Benimon 11. Rimbalzi: Benimon 12. Assist: Seeley 5.
MIAMI HEAT – UTAH JAZZ 82-79
Miami: Richardson 16. Rimbalzi: Whittington 10. Assist: Napier 4.
Utah: Cotton 28. Rimbalzi Cooley 8. Assist: Cotton 4.
Miami: Richardson 16. Rimbalzi: Whittington 10. Assist: Napier 4.
Utah: Cotton 28. Rimbalzi Cooley 8. Assist: Cotton 4.
WASHINGTON WIZARDS – PHOENIX SUNS 77-86
Washington: Oubre J. 20. Rimbalzi: Famous 10. Machado 4.
Phoenix: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.
Washington: Oubre J. 20. Rimbalzi: Famous 10. Machado 4.
Phoenix: Goodwin 22. Rimbalzi: Len 8. Assist: McConnell 6.
Mentre Towns chiude sotto la doppia cifra in ogni
statistica, Bobby Portis ricorda a tutti perché i Bulls hanno deciso di puntare
su di lui: tiro, solidità e sfrontatezza. Nella sfida ai Wolves, tra le cui
fila spiccano i 20 di LaVine, il prodotto di Arkansas ha messo a referto 23
punti, con 9/14 al tiro e 3/4 dalla lunga. Il faccia a faccia con la prima
scelta assoluta non l’ha per nulla intimorito. Anzi, l’ha esaltato. Non male
per la chiamata numero 22.
A proposito di self confidence. Seth ha deciso che il ‘Curry
dell’estate’ sarà lui. Due giorni fa, 30 punti in 30 minuti; ieri, 25 punti, 7
rimbalzi e 5 palle ribate in 32 minuti. Con la solita marea di tiri presi: ben
23 (9/23 dal campo e 1/9 da tre).
Meno roboante, ma comunque incoraggiante, l’esordio di
Kristaps Porzingis. Il lettone ha giocato poco, solo 18 minuti, ma è riuscito a
strappare un mezzo sorriso allo staff dei Knicks. Nella vittoria sugli Spurs,
la quarta scelta assoluta del draft ha siglato 12 punti, 5 rimbalzi e 3 assist.
IL MIGLIORE di giornata è stato chi del draft è stato la
terza di scelta: Jahlil Okafor.
Il prodotto di Duke ha scelto la gara con i Lakers (dente
avvelenato?) per piazzare il primo acuto importante: 19 punti (6/14 dal campo),
11 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate.
Alla fine hanno vinto i californiani, ma JK
ha spazzato via ogni dubbio sulla sua consistenza. E alla luce della brutta
notizia su Embiid (per chi no lo sapesse, salterà anche la prossima stagione), tutto assumeun sapore ancora più dolce.
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