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lunedì 8 febbraio 2016

Halftime show del Super Bowl: da quello di ieri ai tre più belli di sempre


Coldplay, Bruno Mars e Beyonce: questi i protagonisti dell’halftime show del SuperBowl 50 di San Diego. 

I protagonisti dell'halftime show di ieri notte (immagine dal web)
Mentre Broncos e Panthers erano negli spogliatoi a bersi un thè caldo (vecchia poesia dello sport che fu) e ripassare il game plan, è andato in scena uno dei momenti più attesi dello showbiz a stelle e strisce. Non solo: il mondo intero aspetta il classico concerto/spettacolo/teatrino tra un tempo e l’altro.

Giusto per completezza (come fosse un dettaglio…) hanno vinto i Denver Broncos di Peyton Manning.

Bello? Brutto? Questione di gusti. L’importante è che se ne parli e, per noi, non esserselo perso. Anche perché, comunque, ha sempre il suo fascino, Sappiamo tutti, infatti, che, specialmente da questa parte dell’Oceano, il SuperBowl è atteso più per il blasone mediatico che per l’effettiva importanza a livello sportivo (mannaggia a noi!!).

Beh, se non l’avete visto, o semplicemente volete rigodervelo, eccolo qui:


 

Vi è piaciuto o no? Prima di esprimere giudizi, e osannare o criticare “a random”, guardatevi quelli che, a oggi, sono considerati i tre halftime shows più belli di sempre. Poi ne riparliamo…

3. BEYONCE, 2013


I Baltimore Ravens sconfiggono i San Francisco 49ers (34-31) al Mercedes –Benz SuperSrome di New Orleans.

Lei stupenda, as usual, coreografie trascinanti, l’apparizione delle altre Destiny’s Child e “Single Ladies” da urlo.

 

2. PRINCE, 2007


Il primo titolo di Peyton Manning, vittorioso per 29-17 con i suoi Indianapolis Colts sui Chicago Bears. Come teatro, il Dolphins Stadium di Miami.

Elegante, sofisticato, lontano dalle danze hip hop e dalle eccedenze rap, ma la pelle d’oca è comunque garantita. 


 

 

1. U2, 2002


Al Louisisana Superdrome di New Orleans, i Patriots di Tom Brady battono 20-17 i Saint Louis Rams.

A pochi mesi dalla tragedia delle Torri Gemelle, Bono guida la band irlandese nell’halftime show più toccante e ricco di significati di sempre.

 


Dite che quello di quest’anno è riuscito a scalzare uno di questi tre dal podio? Naaaa.

Mia speciale menzione, infine, per lo spettacolo di metà partita più "american way" e coinvolgente di sempre. Ovviamente, il Boss Bruce Springsteen e la E-Street Band, anno 2013, in quel del Raymond James Stadium di Tampa.

 

lunedì 26 ottobre 2015

The Play Of the Night

La giocata della notte, se così si può chiamare, arriva da East Rutherford, dove i NY Giants ospitavano i Dallas Cowboys.

Incassato un ritorno vincente da 100 yards dopo un kickoff (valevole per il vantaggio 27-20 di NY), gli animi texani si scaldano. Il più esagitato è Greg Hardy, tight end #76 pescato a schiaffeggiare la lavagna del tecnico e a discutere con i compagni, tra cui sua maestà Dez Bryant, in borghese per un problema fisico.


Come testimoniato dai tweet dei reporter presenti a bordocampo, infatti, al gesto di Hardy seguirà una lunga, e poco amorevole discussione, con Bryant.

domenica 25 ottobre 2015

The Play Of the Night: 25 ottobre

La preseason di NBA si è presa una giornata di pausa. E allora, la migliore giocata della notte arriva da un altro sport, altrettanto amato dagli americani, e, sempre più, anche da noi europei. Parliamo, ovviamente, di football. In particolare, football universitario.

In campo ci sono Georgia Tech, padrona di casa, e Florida State, accompagnata dal favore dei pronostici. Il tabellone dice 16-16, con gli ospiti pronti a calciare il field goal della possibile vittoria a tempo praticamente scaduto.

Il calcio del kicker Roberto Aguayo, però, viene stoppato. La palla ricade nelle mani di Lance Austin di Georgia Tech, che parte, semina avversari e completa un ritorno di 78 yards, regalando la vittoria ai suoi e facendo esplodere il Bobby Dodd Stadium di Atlanta.



Strepitosa anche la reazione di Paul Johnson, coach degli Yellow Jackets di Georgia.