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martedì 12 aprile 2016

Milan: una società allo sbaraglio - di Lorenzo Falgari


E rieccoci qui. Passano gli anni, continuano gli insuccessi, e non si vede mai la luce infondo al tunnel.
Di oggi la notizia dell’ennesimo esonero in casa Milan: via Mihajlovic, dentro Brocchi. 

Brocchi: da oggi nuovo allenatore del Milan (foto dal web)

Una sola domanda sorge spontanea ai nostri tifosi caro presidente: perché puntare su un progetto tecnico già testato e fallito l’anno scorso con Inzaghi?
Perché ogni anno non si impara mai dagli errori precedenti?
Non sono certo io, cari amici lettori, a spiegarvi che Berlusconi è sempre stato il classico “dopo di me il diluvio”, e la mia più grande paura per i nostri colori rossoneri è che si stia andando a distruggere quanto di buono fatto in 25 anni.
Ebbene sì dottor Galliani: 25 anni, e non 30 che ricorda pedissequamente a ogni intervista.
I tifosi del Milan non hanno l’anello al naso e sono ben grati per 25 anni di successi straordinari, ma me lo lasci dire: gli ultimi 5 anni sono una delle pagine più tristi della nostra gloriosa storia.
Dobbiamo tanto al presidente Berlusconi e a lei dottor Galliani, ma basta vivere di ricordi, basta essere contenti se si perde contro una squadra superiore come la Juventus, BASTA!
Rivogliamo il nostro Milan e l’unico modo per ottenerlo è cambiare diametralmente strategia. Un Milan di giovani italiani ci porterebbe, se va bene, a metà classifica, e con che vantaggi? Ne gioverebbe solo lei presidente, perchè potrebbe spendere poco o nulla.
L’unica nostra speranza è che il buon Brocchi, che ha firmato un contratto da vero e proprio traghettatore, lasci spazio, con la nuova stagione, a un allenatore più blasonato, che richieda un intervento massiccio sul mercato.
Perché per tornare grandi serve solo una cosa: ritrovare l’entusiasmo del nostro presidente.
Senza di quello, e la conseguente voglia di investire per farci tornare grandi, resteremo per anni una nobile decaduta. Come fossimo odierna rievocazione del grande Toro o del Napoli: squadre dal grande passato, ma che, per anni, si sono dovute accontentare del ruolo di comprimarie.
Ridate il Milan ai milanisti, facciamo il tifo per Brocchi perché ci porti in Europa League e provi, coi mezzi scarsi che ha a disposizione a fare l’impresa in Coppa Italia. Ma poi basta.
Si ricordi presidente che "chi meno spende più spende". Dimostri di essere ancora interessato a questi colori e faccia il bene per questa creatura che ha saputo valorizzare per 25 anni.

lunedì 24 agosto 2015

"Why always A.C. Milan?", di Lorenzo Falgari

E ci risiamo… Perché sempre a noi? Anche quest’anno il mio povero Milan, che sembrava a inizio estate essere sulla strada giusta, si è ritrovato negli ultimi giorni preda degli stessi e identici errori del passato recente.

Mario Balotelli. 
Mi chiedo perché questa dirigenza non impari mai. Ai tanti problemi sul campo la società va ad aggiungerne uno nuovo, o meglio, uno già visto e rivisto e che è stato allontanato proprio perché era un problema…Mario Balotelli.

Questo ragazzo è un problema, stop. Per come gioca, per come si mostra, per come è in campo e nella vita.

Ha fallito, sempre, ovunque e con chiunque. Troppi allenatori hanno provato ad appendersi al petto la medaglia del “ho risanato e recuperato un patrimonio del calcio Italiano”.. Mancini, Mourinho, Allegri, Seedorf, Rodgers, Prandelli, Conte ecc.. e tutti quanti con quella medaglia si sono punti e fatti male.

Io ho una paura amici milanisti, Mihajlovic per me non è un cattivo allenatore, tutt’altro. La prima uscita a Firenze mi ha seriamente preoccupato, ma la mia perplessità riguarda proprio l’assenso che il tecnico serbo ha riservato per il ritorno di Balotelli. Non vorrei mai che il nostro mister stia cercando di riempirsi il petto di medaglie piuttosto che creare una squadra con un giusto mix di esperienza e gioventù grintosa e qualitativa. Il recupero di Balotelli, il lanciare ragazzi di 20 anni titolari in una Big, il creare un Milan “italiano” che sappia vincere e divertire.. tutte cose molto belle da dire, ma che, ai fatti, sono di difficile riuscita, visto interpreti e meccanismi tutt'altro che oliati.

Vengo poi da lei dottor Galliani. Lo ammetto, la invidio, vorrei essere al suo posto e svolgere il suo lavoro. Lei è stato tra i più grandi dirigenti del nostro calcio, ha imbastito trattative leggendarie che saranno scolpite nei secoli dei secoli, ha un’esperienza alle spalle veramente importante……… ma perché non ha capito che i ritorni sono sempre, sempre, SEMPRE fallimentari?????

Abbiamo fatto tornare delle star, dei palloni d’oro, Gullit, Kakà, Shevchenko, e molti altri, ed è praticamente stato sempre un fallimento… e se hanno fallito i ritorni di campioni affermati, perché riportarci a casa l’unico che da noi non ha dimostrato nulla?

L’ho già scritto e mi ripeto, al Milan serve un centrocampodi qualità, non possiamo giocare con un centrocampo fatto da un mediano che ha scarse proprietà di palleggio e da 2 incursori, nessuno fa gioco in questa squadra, nessuno. E se Balotelli è un affare economicamente parlando, perché non risparmiamo la metà dell’ingaggio che gli paghiamo per destinare questa cifra all’ingaggio di un centrocampista di qualità????

Spero che lei, caro Amministratore Delegato, abbia ben visto la partita di ieri sera. Il nostro tecnico, che di calcio ne capisce, ha espressamente detto che la partita è stata persa a centrocampo. Basta pensare alle punte, basta pensare ai ritorni, basta fare favori ai soliti procuratori e basta pensare a Soriano, altro incursore simile a Bonaventura e Bertolacci: abbiamo la necessità di un regista.

Da  quando è partito Pirlo, abbiamo speso montagne di soldi e non siamo mai andati alla ricerca di un facitore di gioco. Perché? Vogliamo bruciare il terzo allenatore in 3 anni? Questa campagna acquisti è stata costosa e dispendiosa ma al momento non ha un senso logico, troppi ruoli scoperti e troppi doppioni.. Balotelli sarebbe l’ennesima cosa insensata.

E se è vero che Galliani citando Venditti canta da una vita : “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”; aggiungerei: e quasi sempre falliscono!!


#SAVEACMILAN    #BALONOGRAZIE 

giovedì 13 agosto 2015

Trofeo Tim, gli 'Up & Down' di Milan e Inter


Il Trofeo Tim se lo porta via il Milan. Conta? No, non conta nulla, anche se rischia di essere l’unica coppa stagionale dei rossoneri. Ma è calcio d’estate: va preso con le pinze e, soprattutto, non deve né esaltare né abbattere. Ha detto bene Mancini nell’intervista al termine della sconfitta col Sassuolo: “Se bisogna prendersela anche durante il Trofeo Tim….” (o qualcosa di simile).

Cerchiamo, sempre con le ‘pinze in mano’ e le dovute precauzioni, di individuare ciò che di più e meno buono hanno dimostrato le due milanesi (con tutto il rispetto del Sassuolo, che ha fatto un’ottima figura), al netto di condizione fisica precaria, formazioni rimaneggiate e stimoli zero.

MILAN:

Carlos Bacca, premiato come migliore del triangolare
Up – Sicuramente, Carlos Bacca. L’ex Siviglia si è dimostrato in palla, da subito. Nel derby che ha aperto la manifestazione, ha deciso il risultato con un gol e un assist. Entrambi belli, pregevoli e meritevoli di un applauso. In più, un atteggiamento propositivo, battagliero e trascinante. E’ una prima punta vera, concreta, essenziale e ‘da area di rigore’, ma si dà da fare anche a trenta metri dalla porta, ripiegando, facendo salire la squadra e partendo palla al piede anche da lontano.

Atteggiamento simile anche per Luiz Adriano. Ha impressionato meno, molto meno, ma il sacrificio c’è stato, e Mihajlovic se ne sarà accorto di sicuro. Il lavoro sporco delle punte è una delle prerogative del gioco del serbo, e i due nuovi arrivi stanno seguendo con zelo le indicazioni del tecnico. Speriamo lo facciano anche ‘quando conta’.

Down – Il buon Falgari, nel suo “Caro Galliani, investa sulcentrocampo!”, l’aveva detto: al Milan serve un rinforzo in mezzo al campo. Ieri, la conferma. 

Bertolacci, gol a parte, è sembrato ancora indietro, di preparazione e ambientamento; Montolivo, nel ruolo che predilige, da regista, ha inventato poco e randellato tanto (tra i fischi); Bonaventura tenta di cantare e portare la croce, ma non può fare tutto; Honda si è impegnato, ma ancora non convince; De Jong è quello che è, e gli altri (Poli e Suso) non paiono così indispensabili. 

Per dire, l’unico che si salva è Nocerino, che ha già le valigie pronte.

Non contando che tutto ciò si ripercuote sulla difesa, che, di suo, ha grosse magagne da risolvere ( e non basta Romagnoli). 

INTER:

Up – Mancini esce dal Mapei Stadium senza grandi sorrisi. Buon per lui che non ci si giocasse nulla di ufficiale. Trovare note positive non è facile. 

Kondogbia ha dimostrato, a sprazzi, di avere fisico e tecnica per dominare la mediana. Bisogna dargli tempo. 

Assane Gnoukouri: il migliore dell'Inter
Il migliore è stato, forse, Gnoukouri: giovane, in crescita, duttile e con tanta personalità. Se andasse avanti così, potrebbe ritagliarsi molto spazio, anche a discapito di qualche nome ‘pesante’.

Down – Tanti i bocciati. Jovetic ed Hernanes (anche prima di farsi male) impalpabili, attaccanti fuori forma, Handanovic balbettante, la difesa pure. 

Ma, se proprio si deve trovare il difetto più grande di questa Inter, direi l’apparente mancanza di una chiara idea tattica. Mancini ha cominciato con Hernanes e Kovacic insieme, larghi. Il risultato è stato pessimo: ‘Profeta’ che vagava senza meta e il croato che veniva a cercarsi palla ovunque, pestando i piedi a compagni e dictat dell’allenatore.
 
E poi c’è quell’assetto difensivo che parla una lingua tutta sua. Buchi a centrocampo, svarioni che danno i brividi (non che il Milan non li abbia eh) e fasi di gioco in cui non si capisce chi debba stare dove. Alibi, solo parziale: Miranda e Murillo devono conoscersi e imparare a convivere. Hanno esperienza e classe, l’uno, e talento e fisico, l’altro. Basterà? Scalpitano Ranocchia (ma meglio Miranda) e Juan Jesus che, sinceramente, da terzino nun se po’ vedè…

La sensazione, comunque, è che non sia tutta colpa dei due centrali, anzi. Tutti gli undici, in ripiegamento, peccano enormemente.