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sabato 5 marzo 2016

The Play Of The Night: 5 marzo

Larry Nance Jr. sa fare poche cose. Ma quelle, le fa piuttosto bene. La migliore, sicuramente, schiacciare.

Il lungo dei Lakers, infatti, in questa stagione si è messo più volte in mostra proprio grazie alle sue doti atletiche. Sul resto del repertorio, per ora, soprassediamo.

Le doti da saltatore gli hanno fruttato più di una giornata tra gli highlights più esaltanti della notte. E così è anche oggi.
A proiettarlo "in copertina", la rabbiosa inchiodata contro gli Hawks. Bella, potente, voluta, roboante. In testa a Horford e liberandosi di Millsap. Non proprio due qualunque.

Dunque, in attesa diventi un giocatore a 360°, accontentiamoci di questi voli sopra il ferro. E non è poco...


giovedì 17 dicembre 2015

The Play Of The Night: 17 dicembre

E' la settimana delle posterizzate. Ne abbiamo già viste di interessanti, da Rudy Gay a DeAndre Jordan. Una in più, comunque non fa mai male. Soprattutto se serve per regalare un sorriso agli sciagurati Philadelphia 76ers.

Per Philly è arrivata la L anche stanotte, contro Atlanta, ma Richaun Holmes, rookie da Bowling Green, ha lasciato il suo segno idelebile sul match, e anche su Al Horford. Con tanto di trash talking: personalità il ragazzino eh...


venerdì 27 novembre 2015

Butto lì le prime pagelle di questa stagione NBA - Southeast Division

E’ passato poco dall’inizio di questa stagione. Un mese circa: nulla se pensiamo a quanto dura quella dolce maratona detta NBA. Tuttavia, siamo in quel momento in cui è possibile tirare i primi bilanci, acerbi ma non troppo, e renderci conto di quali squadre stanno deludendo, quali convincendo e quali, infine, devono cambiare rotta per non buttar via l’annata.

Ripeto: una quindicina di partite è poco, ma anche sufficiente per farsi un’idea. Cercherò, dunque, di analizzare Division per Division l’andamento delle varie franchigie, dando un voto (valutazione stupida e limitante, ma facile e immediata) a ciascuna e indicando quale giocatore sta rispettando(o addirittura superandole) le aspettative e quale, invece, le sta deludendo.

Ok? Ci siamo? Tutto molto semplice direi. 


Appuntamenti precedenti: 

Atlantic Division

SOUTHEAST DIVISION


 

Miami Heat, voto 7.5


Difesa arcigna e attacco quadrato, senza tanti fronzoli o ghirigori: questo il succo dei Miami Heat versione 2015/2016. Una squadra che vuole dimenticare la fallimentare stagione dello scorso anno e, sin qui, ce la sta facendo alla grande.

Il quintetto è di altissimo livello, e si sapeva. In più, eccoti qualche bella sorpresa con Winslow, efficace sempre più, e Tyler Johnson, uomo perfetto per dare un po’ di imprevedibilità a un attacco che, spesso, rimane troppo confinato negli schemi.

La strada è lunga, ma, rispetto agli albori dell’annata, si sono già visti passi avanti. Sperando che gli infortuni non facciano di nuovo capolino, i playoff sono più che una possibilità.

Top: Chris Bosh – Alle spalle la brutta vicenda che l’ha tenuto fermo l’anno scorso, il veterano è tornato più forte che mai. A questo punto della sua carriera, non ha punti deboli: forte in post, continuo nel tiro da fuori, solido in difesa e attento al gioco. Con questo Whiteside (un altro “top”) a presidiare il pitturato, può anche non dannarsi troppo a sgomitare a rimbalzo.  

Flop: Goran Dragic – Altro uomo che ho al FantasyNBA e che, ahimè, sta stentando. Giochicchia benino, ma questo non basta per giustificarne il contrattone e, soprattutto, per fare fede all’enorme talento che lo contraddistingue. Lo sloveno deve cambiare marcia. 




Charlotte Hornets, voto 7+


Partenza a rilento che ha fatto pensare alla solita annata da mani nei capelli. Poi, il risveglio e una constante risalita, all’insegna anche del buon gioco.

Coach Clifford, appena rinnovato, ha aspettato i nuovi arrivati e li ha inseriti bene nel progetto, nel rispetto delle loro caratteristiche. Dunque, accanto agli insostituibili Kemba Walker e Al Jefferson, spazio a Batum tuttofare (e con maggiori responsabilità offensive rispetto a Portland) e alle scorribande di Jeremy Lin e Jeremy Lamb, preziose cartucce in uscita dalla panchina.

Dai che Michael Jordan, forse, è finalmente riuscito a costruire qualcosa di decente.

Top: Nicolas Batum – Reduce dalla peggiore annata della sua storia, almeno a livello statistico, il francese si sta riprendendo con gli interessi. Alla solita efficacia difensiva, ha aggiunto una pericolosità in attacco che ci eravamo dimenticati avesse. Più volte migliore della settimana a Est, è di nuovo un elemento di grande spessore. 

Flop: Spencer Hawes – Come Clifford possa ancora preferirlo a Kaminsky, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno Frank è giovane e da testare; Hawes, invece, è sempre se stesso: inutile in difesa, avulso dal gioco e aggrappato a quel tiro da tre che, oltretutto, non entra mai. Bah.

 

Atlanta Hawks, voto 7-


I troppi e inaspettati passi falsi dell’ultimo periodo mi hanno lasciato un po’ di dubbi. Su una squadra che, prima, mi stava convincendo.

Perché, comunque, prestazioni e qualità del gioco erano di ottimo livello, nonostante la necessità di sostituire un elemento fondamentale come DeMarre Carroll. Bazemore, in questo, è stato, un po’ a sorpresa, molto bravo.

La mancanza di Teague per qualche match, ahimè, ha fatto riemergere le fragilità di un gruppo che funziona al 100% solo se al completo. Senza il play, qualcosa si è inceppato. Senza nulla togliere a Schroder e rendendo spesso vane le ottime cifre del prezioso duo Millsap-Horford.

Ora Teague è tornato e tutto andrà di nuovo a posto, si spera, ma ancora manca quel qualcosa per essere davvero super competitivi fino in fondo.

Top: Paul Millsap – Insieme a Horford fa ammattire i lunghi avversari, perché vaga per il campo senza dare punti di riferimento alle difese e ricoprendo qualsiasi ruolo. Efficace tanto nel pitturato quanto fuori. Passa, tira e porta palla senza alcuna difficoltà. In più, quest’anno mi sembra ancora più energico.

Flop: Tiago Splitter – Giusto perché mi aspetto un po’ più di presenza a rimbalzo e di minutaggio. Budenholzer, per ora, gli dà giusto un quarto d’ora o poco più.


 

Washington Wizards, voto 5.5


Buona partenza, con un Beal da applausi. Poi, con il #3 ai box, tanto per cambiare, brusco rallentamento, non solo nei risultati. Una squadra speso molle e lenta, che non riesce a sfruttare al meglio ciò che un giocatore come Wall potrebbe darle: velocità, imprevedibilità, ritmo.

Difende malaccio e attacca con poche idee, soprattutto se si deve affidare alla panchina, poco incisiva in ogni spot. Manca, in più, un leader riconosciuto che sappia alzare la voce. Wall è una stella, ma il carisma che dava Pierce nella passata stagione è insostituibile.

Ora è tornato Beal (chissà poi per quanto): la speranza dei capitolini è che l’inerzia possa girare ancora una volta. Anche perché quest’anno a Est si corre molto di più e non c’è tempo da perdere.

Top: Bradley Beal – Nelle 9 partite giocate, è sembrato quell’attaccante terrificante che tutti conoscono e aspettano tra un infortunio e l’altro. Più di 20 punti di media e il 42% da tre. Dovesse trovare continuità, sarebbe la chiave dell’anno dei Wizards.

Flop: Nene – Continua a sembrare il cugino lontano di quello che era. Gortat non splende, dunque avrebbe l’opportunità di scalare le gerarchie, ma stenta e si limita al compitino. Peraltro, senza entusiasmare.

 

 

Orlando Magic, voto 6.5


Allenatore nuovo, squadra giovane e annata da affrontare day-by-day. Per ora, con discreti risultati.

La franchigia della Florida non è una squadra facile da affrontare, perché zeppa di atleti e talenti in grado di accendersi all’improvviso e azzeccare la serata da 20 punti come nulla fosse. D’altro canto, non hanno nemmeno l’esperienza e la coesione necessaria per mantenersi sempre su alti standard. 

Sa tanto di stagione di transizione, in attesa di capire cosa riserverà il domani. Ciò non significa, e lo testimoniano le prestazioni sul campo, che non si stia cercando di fare qualcosa di sorprendente già ora. Per i playoff sarà dura; non per un risultato dignitosissimo.

Top: Evan Fournier – Una delle più grandi sorprese di quest’inizio stagione: miglior realizzatore di squadra, tiratore pericoloso dall’arco e, in generale, arma offensiva di assoluto livello. Rispetto agli anni scorsi, un altro giocatore. 

Flop: Shabazz Napier – Era una scommessa. Ha anche imbroccato un paio di partite ottime, ma ancora non si capisce se possa essere un vero fattore. Qualcosa in più di quando era Miami o Minnesota, ma il minutaggio rimane bassino e le cifre pure.