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mercoledì 30 novembre 2016

Budapest: dall'aeroporto Liszt-Ferenc al centro città con i mezzi pubblici



Ed eccoci atterrati Budapest, aeroporto Liszt-Ferenc: 16 km dalla città, due terminal.
 
Prossimo obiettivo: raggiungere il centro città. L’ho fatto una settimana fa: è molto facile. Fidatevi.

Una volta raccolti bagagli ed eventuali compagni di viaggio, dirigetevi versi l’uscita dello scalo.


Se avete con voi già dei fiorini ungheresi, non indugiate; se, invece, avete solo euro, fermatevi a uno degli sportelli di cambio presenti nell’aeroporto (sia nella zona ritiro bagagli che all’ingresso del terminal).


Il primo mezzo è il bus. Le fermate sono all’esterno dell’aeroporto, ben segnalate e facilmente raggiungibili (a destra uscendo dal terminal T2A, a sinistra se uscite dal T2B, davanti all'ingresso del T1).

La linea da prendere è la 200E, ad altissima frequenza e in funzione dalle 4 del mattino alle 11 di sera. 



Il servizio notturno è garantito dalla linea 900 con direzione “Dél-pesti autobuszgarasz”. Scendete a Bajcsy-Zsilinszky e cambiate con il bus 950 o 950A. Se state percorrendo la tratta in direzione contraria, cambiate a Honved ut. 

Il biglietto del bus costa 350 UHF, ed è acquistabile negli appositi uffici nell’aeroporto o tramite cassa automatica nei dintorni della fermata. Oppure, a 450 UHF, il ticket è venduto direttamente in vettura.

La macchinetta automatica accetta pezzi di piccolo taglio e, spesso, l’opzione “pagamento con carta” non è attiva. Quindi, nel caso non abbiate spiccioli, recatevi in uno degli uffici turismo. Potrete acquistare biglietti cumulativi bus+metro garantendovi un buon risparmio. E’ la soluzione migliore.


Una volta saliti sul bus, mettetevi comodi. Dovrete solo aspettare il terminal. L’ultimo stop della linea 200E, Kobanya-Kispest, è la vostra meta.


Attenzione: non confondetevi. Esiste un’altra Kobanya-Kispest, appena prima di quella che fa per voi, ma è contrassegnata dalla sigla P+R. Non è la vostra fermata!



In mezz’oretta scarsa sarete a Kobanya-Kispest: ultimo stop della linea 200E dei bus, ma anche terminal della linea blu della metro.

Ora, infatti, dovrete prendere la metropolitana. Salite la rampa di scale e acquistate il biglietto in uno degli appositi uffici (più elasticità di pagamento rispetto alle macchinette e possibilità di chiedere informazioni, anche in inglese). Il costo del ticket è di 320 UHF. 



La rete metropolitana di Budapest. La line ablu è la vostra.


Il biglietto vale per una sola corsa e va convalidato al momento dell’ingresso nella metro.


Non fate i furbi: le uscite delle stazioni metro sono piene di controllori.


La linea blu vi porta nel cuore di Budapest. In 15 minuti sarete alle centralissime fermate di Ferenciek tere o Vorosmarty ter. 



martedì 23 febbraio 2016

Budapest, giorno 6: sweeter than home

Come quando mamma ti chiama per cena interrompendo il pomeriggio di gioco.

Vorresti che quell'ora non arrivasse mai e che il tempo si dilatasse. Cocciuto, rifiuti sia così, nonostante il sole cali inesorabilmente preannunciando la sera.

Così devo lasciare una città che mi ha preso, emozionato e smosso. Tanto che non può e non deve essere un addio. E nemmeno un indefinito "arrivederci". È un "ciao", un "a presto", un "a tra poco".

L'ultima foto di Budapest che rubo all'internet




lunedì 22 febbraio 2016

Budapest, giorno 5: outdoor

Tra lingue, strade e peculiarità sconosciute. Eppure sentirsi a casa. A proprio agio come nel luogo in cui si è cresciuti.

Chiudersi la porta alle spalle e uscire, anche senza meta.

C'è un tempo per tenere corpo e anima tra quattro mura; un altro per liberarsi nell'aria aperta. Rimanendo fuori da tutto, perché è solo lì che ci si ritrova veramente.

E respirare a pieni polmoni l'aria buona che questa città ti sa dare.

Il bellissimo palazzo del Parlamento in una foto presa dal web

sabato 20 febbraio 2016

Budapest, giorno 4: cattive abitudini

Sentirsi fortunati guardando un panorama. Perché, pur stupendo, non ti lascia sbigottito.

L'orgoglio di essere nato e cresciuto nella bellezza. Che pervade e arricchisce la mente, ma ti toglie stupore e incanto. Quasi tutto sia dato per scontato e passi davanti agli occhi come una stessa fotografia filtrata ora così, ora cosà.

Come Pest è vista da Buda, e dall'internet






Budapest, giorno 3: in assolo

La libertà di variare ritmi, tempi, passi. La fortuna di poter ascoltare indisturbati. Rumori, voci, silenzi.

Godersi una galleria di storia e intense emozioni senza dover render conto a nulla e nessuno, se non alle proprie sensazioni. Perché a volte, proprio no,le parole sono un lusso.


Da soli, in compagnia di se stessi.

Museo del Terrore. Da vivere.





giovedì 18 febbraio 2016

Budapest, giorno 2: la città che sale

Cammina con lo sguardo alto. Quando cammini non limitarti a ciò che ti sta davanti e attorno. È un prezioso insegnamento; lo porterò con me.

Catapultato in una via qualunque di questa citta',potresti non capire dove ti trovi,in quale zona o quartiere: brutto o bello, centrale o periferico, coinvolgente o deludente.

E allora piega la testa. Vedrai vecchie architetture intente a vegliare sulla modernità, figlie del buon gusto che fu e, in barba alle stagioni, sempre si conserva da monito e modello. Comprenderai che sei nella storia che grande ha reso questa città.

Vivi Budapest col naso all'insu'.


Internet spara fuori gran foto



mercoledì 17 febbraio 2016

Budapest, giorno 1: il primo incontro

Budapest si presenta di grigio vestita. Un'aria più impiegatizia che da gala. Non mi aspettavo altro. In valigia ho messo un maglione, non una camicia di lino bianco.                                      

Si respira un sapore di altri tempi,quasi si riavvolgesse un nastro in bianco e nero: aria plumbea, industrie, nessun colore, quotidianità poco sgargiante. La moneta è, ormai stranamente, differente; la lingua è lontana e dà pochi appigli: sensazione di essere lontani da casa e dal conosciuto, come poche volte prima.

Ma più ti addentri e più si fa luce. Strade trafficate e di parigina fisionomia nascondono architetture sorprendenti e timidamente nascoste. Due vie bastano per capire che la città ha vissuto gioie e dolori, estasi culturali e tragiche parentesi. Ha storia. E questo basta per addormentarsi con la mente curiosa.

Non amo fotografare e non ne sarei in grado. Dunque, è presa da internet