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sabato 20 febbraio 2016

Budapest, giorno 3: in assolo

La libertà di variare ritmi, tempi, passi. La fortuna di poter ascoltare indisturbati. Rumori, voci, silenzi.

Godersi una galleria di storia e intense emozioni senza dover render conto a nulla e nessuno, se non alle proprie sensazioni. Perché a volte, proprio no,le parole sono un lusso.


Da soli, in compagnia di se stessi.

Museo del Terrore. Da vivere.





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