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martedì 7 luglio 2015

"He got game", ma a New York di più


Andai a New York nel 2012. Metà settembre o giù di lì.

B&B sulla 124esima, ma non ricordo bene nemmeno questo. A una ventina di strade dal Bronx comunque. Harlem. Quartiere crudo, black, vivace, vero.

Tempo di poggiare le valigie in camera, recuperare qualche ora di sonno, saggiare l’aria di Manhattan ed ero di nuovo in stanza.

Accendo la Tv, ed è subito gioia. Football, football universitario, film, serie Tv, football, football universitario. Mi vedo una partita; come fare altrimenti? Poi, facendo un po’ di zapping, più per curiosità che per noia, incrocio lo sguardo di Denzel Washington. Dito mio smetti di picchiettare i tasti del telecomando! Grande attore. Dunque, a meno di sorprese, grande film.

Parla dal letto di un carcere, seduto, immobile, col capello afro e gli occhi persi. Parla di Jesus. Anzi, parla a Jesus. Jesus Shuttlesworth. Era “He got game”: impossibile non riconoscerlo.

L’avevo già visto e sapevo tutto. Ma gustarselo lì, a Harlem, con attorno i rumori e gli odori di New York, era diverso. E non solo perché capivo la metà delle parole.
Jesus è di Coney Island. Lì vicino. Non ero lontano da dove viveva il ragazzo interpretato da Ray Allen. Era come essere ancor più dentro alla storia, capirla meglio. Esserne rapito.

Non voglio fare una recensione. Non ne sarei in grado e non mi sembra il caso. Ma l’altra sera me lo sono rivisto, sul mio divano, nella mia casa, lontano migliaia di chilometri da quella stanza d’albergo. E non è stato lo stesso. E’ stato comunque bello, ma non è stato lo stesso.

Questa è la lettera che Jake scrisse al figlio Jesus. Sono le parole che sentii appena accesi la tv, quelle dette dal letto di un carcere. 
 
Dear Jesus, ever since you was born I been pushin' you, tryin' to make you the best ball player that you could possibly be, tryin' to make you the ball player that I never was.

I finally came to the realization... that I was pushin' you further and further away from me also.

I believe that things gon' work out for the best for you, for Mary.

Your great-grandfather always used to tell me that you keep tryin' on shoes, sooner or later you gon' find a pair that fit you.

Well, I'm here to testify that I found a pair.

They hurt like hell, son.

I love you.

Your father, Jake Shuttlesworth.


Con ancora le voce di Jake nella testa, è d'obbligo ripensare a Jesus, con i Public Enemies come sottofondo musicale. Enjoy.  




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